Accelerano le riorganizzazioni in casa Mediaset. Con l’arrivo del 2023 uno dei primi tasselli da sistemare per Mfe-MediaForEurope è il lavoro sull’integrazione con Mediaset España dopo l’opas chiusa a luglio. A partire da gennaio il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi avrà la possibilità di esercitare l’opzione che consente, trascorsi sei mesi dal termine dell’opas, di procedere con una fusione per incorporazione di Mediaset España in Mfe. Per quanto non sia ancora confermato il timing, da Cologno avrebbero già iniziato a studiare tutte le strade possibili per creare quante più sinergie tra i due gruppi con un piano di riforme che potrebbe essere attuato nei prossimi mesi.
Uno dei primi punti riguarderebbe l’acquisto centralizzato per la produzione di contenuti televisivi e l’ottimizzazione delle risorse. In pratica, pur mantenendo un deciso grado di autonomia a livello locale, le decisioni di acquisto di nuove serie e programmi saranno adottate congiuntamente per entrambe le televisioni, portando però al contempo un aumento degli investimenti sui contenuti locali. A occuparsi di questo aspetto sarà il nuovo amministratore delegato Alessandro Salem (già direttore generale di Rti), che entrerà ufficialmente a gennaio. Salem era infatti già responsabile del rapporto con le case di produzione in Italia, quindi con questo modello organizzativo sarà lui a occuparsi della nuova programmazione di Mediaset España.
Questo piano di integrazione sembra in un certo senso legato alle recenti nomine alla guida del gruppo iberico. Oltre Salem, va ricordato come siano stati nominati anche Massimo Musolino, amministratore delegato con delega per le aree di gestione e operations, e Stefano Sala, amministratore delegato di Publiespaña.
Il piano di integrazione dovrebbe andare oltre la televisione lineare, guardando anche alle piattaforme di streaming. Questo significherà condividere non solo la parte contenutistica ma anche quella tecnologica. Da un lato, quindi, la produzione dei contenuti di Infinity (per l’Italia) e Mitele (Spagna) saranno decise insieme, dall’altro si potrebbe procedere all’unione delle strutture di analisi dei dati. Un modello che permetterebbe così di avere un’organizzazione più leggera all’interno della catena, consentendo un processo decisionale più agile.
L’integrazione potrebbe coinvolgere anche la raccolta pubblicitaria. Anche su questo aspetto la ragione spinge a pensare che in futuro le due concessionarie, Publitalia e Publiespaña, si uniscano per dar vita a un’entità più grande. Del resto, lo stesso Berlusconi aveva spiegato a novembre, nel corso di un incontro con la stampa, che la nomina di Sala è da considerarsi “pro tempore” in quanto «creeremo una struttura internazionale della pubblicità che nasce per raccogliere pubblicità su più mercati e creare sinergie su un certo tipo di clienti. Questa struttura gestirà sia l’Italia sia la Spagna». Proprio in questa unione di forze risiede l’obiettivo di creare il polo paneropeo della televisione free, consentendo a tutti i gruppi media di beneficiare di piattaforme commerciali e tecnologiche globali e dando vita a un soggetto europeo capace di sedersi allo stesso tavolo delle big del digitale, creando al contempo nuovi posti di lavoro e aumentando i budget per i contenuti. (riproduzione riservata)