L’inflazione al 2% entro la fine del 2024 o del 2025. La prospettiva di un ritorno del carovita all’obiettivo della Banca Centrale Europa è ancora una volta delineato dai membri del suo board. “Questa non è solo una previsione, una proiezione. È un impegno”, hanno sottolineato il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, e il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau, parlando in un’intervista televisiva congiunta sul canale tedesco Phoenix.
L’Eurotower ha già definito una stretta monetaria che ha incrementato il costo del denaro di 200 punti base da luglio e adesso, in vista della riunione del 15 dicembre, si prepara ad aumentare nuovamente i tassi di 50 o 75 punti base. Nel corso della loro intervista i due banchieri centrali non si sono sbilanciati sull’entità del prossimo rialzo. “Avremo nuove proiezioni per il 2023, 2024 e per la prima volta anche per il 2025. Questa sarà la base della nostra decisione”, ha detto Nagel “è chiaro che gli aumenti dei tassi devono continuare”. Alla domanda per quanto tempo aumenteranno i costi dei prestiti, Villeroy ha risposto “per tutto il tempo necessario”.
In un'intervista separata, alla televisione Lci, il governatore della Banca di Francia ha detto: “Penso che sia auspicabile portare i tassi al 2%”, considerando quindi un aumento di 50 punti base”. Usando un’analogia con il calcio, Villeroy ha affermato che un aumento al 2% segnerà la fine del primo tempo per raggiungere una normalizzazione dei tassi in una partita che ha raggiunto un punto di svolta. “Nella seconda metà della partita, i tassi continueranno a salire, ma non posso dire dove si fermeranno”, ha detto, aggiungendo che gli aumenti diventeranno più flessibili e a un ritmo più lento.
Sulla riduzione del bilancio, su cui i funzionari di Francoforte dovrebbero concordare le modalità nella riunione, il governatore francese ritiene che “sarebbe saggio cominciare a ridurlo nel 2023", aggiungendo che Francoforte dovrebbe iniziare con le cosiddette partecipazioni App (Expanded Asset Purchase Programme) nella “prima metà dell’anno, in modo chiaro ma cauto e progressivo”.
In occasione di una conferenza organizzata dall'Acpr, Villeroy ha poi fatto un focus sul tema bancario.“Niente oggi sembra giustificare una restrizione generale nei pagamenti dei dividendi come quello che è stato temporaneamente fatto nel 2020”, ha detto il presidente della banca centrale francese. “Tuttavia”, ha precisato, “è necessaria cautela per quanto riguarda le prospettive del capitale, e in particolare i riacquisti di azioni proprie che rimangono soggetti all'esplicito permesso del supervisore”. In conclusione, rispetto ai soggetti non regolati che forniscono servizi simili a quelli delle banche, il governatore ha evidenziato che “è giunto il momento di avanzare nel rafforzamento del quadro normativo delle istituzioni finanziarie non bancarie, in tutte le sue dimensioni, siano esse micro o macroprudenziali”. (riproduzione riservata)