Il tema dei crediti deteriorati in un momento in cui l’economia europea e mondiale frena è centrale per le banche. E la notizia che le vendite ingenti di Npl da parte degli istituti di credito non avranno effetti penalizzanti per il capitale fino a fine 2024 sta facendo salire il Ftse Mib. Piazza Affari infatti guadagna giovedì 26 gennaio lo 0,65%. FinecoBank balza del 2%, Unicredit dell’1,8%, Intesa Sanpaolo dell’1,4%, Banco Bpm di oltre l’1%.
Inoltre negli anni successivi ci sarà un modo rapido per evitare lo svantaggio patrimoniale: il meccanismo si potrà prolungare oltre il 2024 (o riattivare in seguito) con un semplice atto delegato della Commissione Europea, non più con una modifica legislativa che di solito richiede anni. È quanto emerge nel testo approvato dalla Commissione economica del Parlamento Ue sull’adozione in Europa delle regole di Basilea 3 per le banche. Come scrive MF-MIlano Finanza, dopo l’ok degli eurodeputati, inizierà il confronto con Consiglio e Commissione. Il via libera finale arriverà tra metà e fine 2023.
Secondo gli analisti di Mediobanca Securites una deroga a dicembre 2023 al calendar provisioning (art. 500) per le istituzioni specializzate nel settore Npl con licenza bancaria consentirebbe agli istituti di ammorbidire l’impatto in bilancio della cessione dei crediti deteriorati.
Quando si parla di calendar provisioning si fa riferimento a un insieme di regole di fonte europea introdotte con l’obiettivo di migliorare la qualità degli attivi delle banche, riducendo le esposizioni non-performing in modo sostenibile attraverso un piano graduale di accantonamento prudenziale. Come scrive Banca d’Italia, «il meccanismo di calendario prevede la svalutazione integrale dei crediti deteriorati secondo scadenze prestabilite... mira ad assicurare che gli Npl non si accumulino nei bilanci bancari senza adeguate rettifiche di valore».
In base alle novità, le partecipazioni in Banca d'Italia avranno una ponderazione del rischio dello 0% anziché l'attuale 100%. L’altra novità messa in evidenza dagli analisti è la rinuncia (waiver, disposizione legalmente vincolante) alla contabilizzazione delle perdite implicite sul portafoglio dei titoli di Stato (art. 468), i Btp, un fatto che sarebbe approvato con probabilità anche se non inserito nel documento.
Gli analisti notano che l'articolo 500 (calendar provisioning) avrebbe dovuto concludersi a giugno 2022 e di conseguenza banche italiane come Mps, Banca popolare di Sondrio e Bper beneficeranno della proroga della normativa nel breve termine, avendo tutte completato le vendite di crediti deteriorati nel primo semestre 2022. In generale, scrive Mediobanca Securities, «questa è una buona notizia per il settore, in vista di una potenziale nuova ondata di Npl» legati alla frenata dell’economia.
Ma vi sono altre società quotate a Piazza Affari che possono trarre vantaggio da questa novità. Con la sua posizione di leader nei mercati del servicing nel settore degli Npe in Italia, Spagna e Grecia, «doValue sarebbe avvantaggiata dalla maggiore liquidità del mercato Npe europeo che dovrebbe nascere grazie al nuovo quadro normativo» mentre gli operatori bancari specializzati come Banca Ifis e Illimity potrebbero beneficiare della rinuncia al calendar provisioning, concludono gli analisti. (riproduzione riservata)