Le future dimissioni di Francesco Profumo dal vertice della Compagnia di San Paolo accelerano (di un paio di mesi) anche l’iter per il rinnovo della presidenza dell’Acri.
Dopo il passo indietro dell’ex numero uno dell’ente torinese annunciato lunedì, il consiglio dell’associazione che raggruppa le fondazioni di origine bancaria ha dovuto anticipare l’assemblea per nominare il successore. L’appuntamento è stato fissato per mercoledì 21 febbraio, un giorno prima cioè dell’effettiva uscita di scena di Profumo che lo farà automaticamente decadere anche dalla guida dell’Acri.
Il consiglio ha dovuto quindi anticipare la data delle elezioni che normalmente si tengono a inizio maggio. Il motivo? Pare che lo statuto dell’Acri non preveda un periodo di vacatio al vertice e che il board volesse dunque evitare stravolgimenti nella governance. Anche perché secondo le regole della confederazione le candidature devono esser presentate ufficialmente al presidente uscente che le sottopone poi al voto dell’assemblea. Salvo sorprese dell’ultima ora che appaiono improbabili, in campo ci sarà soltanto il presidente della Cariplo Giovanni Azzone che ha già coagulato attorno a sè il consenso delle maggiori fondazioni italiane.
È vero infatti che per designare il successore di Profumo si voterà per testa, ma il complesso meccanismo elettorale prevede l'aggiunta di un coefficiente che tiene conto della grandezza del patrimonio e della capacità contributiva. Non è un mistero che la poltrona di numero uno dell’Acri interessasse anche al presidente della Fondazione Crt Fabrizio Palenzona, le cui ambizioni sono state fiaccate anche dall’intervento del padre nobile delle fondazioni Giuseppe Guzzetti, un punto di riferimento per il settore nonostante i quasi 90 anni di età e il ritiro dalle scene ormai da quattro anni. La strategia si è rivelata particolarmente efficace sia tra i grandi elettori sia fra le realtà medio-piccole.
Fra le prime è risultato decisivo l’appoggio della Compagnia e di CariCuneo, che sono fra i principali azionisti di Intesa. L’asse fra l’ente torinese e Cariplo è stato consolidato anche dall’accordo proposto da Guzzetti per il futuro passaggio di Profumo alla presidenza di Ca’ de Sass quando fra un anno si apriranno i giochi per il rinnovo del cda. In più in questi mesi, da quando è arrivato alla guida del primo ente italiano, Azzone ha ben capitalizzato la delega ai territori, facendosi conoscere e apprezzare dagli associati e costruendo un ampio consenso, una condotta che ha sottratto a Palenzona potenziali elettori nel bacino delle fondazioni medio-piccole.
Ieri intanto il consiglio dell’Acri ha nominato vicepresidente con delega agli affari europei il numero uno di CariFirenze Bernabò Bocca. L’imprenditore era stato cooptato in consiglio nell’autunno scorso al posto di Luigi Salvadori, di cui ha preso il posto a fine ottobre alla guida dello storico azionista di Intesa. Bocca, che riporta così a quattro il numero dei vicepresidenti dell’Acri, sosterrà l’ascesa di Azzone. (riproduzione riservata)