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Unicredit non cederà la quota in Mediobanca nel breve

L'istituto non prevede di cedere nel breve termine la propria quota dell'8,6% in Mediobanca, ma sarà attento in futuro a una possibile valorizzazione. Via libera dell'assemblea alla riforma della governance. Istituzionali esteri al 75% del capitale, erano al 65% prima dell‘aumento. Titolo in spolvero, per Kbw vale di più: 19,1 euro

di Francesca Gerosa 04/12/2017 13:30


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Unicredit non cederà la quota in Mediobanca nel breve

Unicredit non prevede di cedere nel breve termine la propria quota dell'8,6% in Mediobanca, ma sarà attenta in futuro alla possibile valorizzazione della partecipazione. E' quanto ha chiarito il direttore generale, Gianni Franco Papa, oggi nel corso dell'assemblea degli azionisti che ha approvato a larghissima maggioranza la riforma della governance che attribuisce al cda la facoltà di presentare una lista per il rinnovo del board e innalza a due i posti attribuiti alle minoranze.

Ha votato a favore il 98,66% degli azionisti presenti (2.338 soci, portatori in proprio o per del 62,23% del capitale della banca con Capital Research and Management Company al 5,07% e Aabar al 5,02%, quote invariate rispetto alle ultime rilevazioni). Mentre l'assemblea straordinaria ha approvato la rimozione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto e con una maggioranza del 98,4% la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.

"La banca sta andando bene, i risultati dimostrano che la strada tracciata è positiva", ha affermato il presidente di Unicredit, Giuseppe Vita, in apertura dell'assemblea, sottolineando che il peso dei soci esteri nel capitale è salito al 75%, dopo il recente aumento di capitale, rispetto al 65% ante operazione. "Siamo solo all'inizio del cammino, ma siamo fiduciosi che il futuro possa portare a un rafforzamento congiunturale". E la revisione degli assetti di governo di Unicredit, che ha ottenuto l'ok da Bce lo scorso 29 novembre, consentirà di fare di Unicredit "una banca più flessibile, efficiente e redditizia".

Invece a oggi "non è prevista la cessione della partecipazione nel breve termine", ha chiarito Papa, "tuttavia le attività del gruppo sono soggette alla stessa attenta e disciplinata gestione del capitale e ogni opportunità di generazione di valore incrementale viene valutata di continuo". Unicredit è il primo azionista di Mediobanca e a settembre ha rinnovato la sua adesione al patto di sindacato di Piazzetta Cuccia. La prossima finestra per la disdetta dal patto è a settembre 2018.

Quanto ai futuri candidati per il consiglio di amministrazione di Unicredit, facenti parte della lista presentata dallo stesso cda, saranno selezionati con il supporto di advisor indipendenti. Secondo le nuove regole, le liste di amministratori potranno essere presentate non solo dai soci, ma anche dal consiglio. "La lista presentata dal cda", ha spiegato Papa, sarà il risultato di un rigoroso processo di selezione dei candidati con il supporto di un advisor indipendente". Vi sarà, quindi, una selezione dei migliori profili possibili, allineati ai requisiti regolamentari. Sarà poi l'assemblea a dare il proprio consenso. "La presentazione di una lista del consiglio non esclude quella di liste da parte dei soci", ha precisato il direttore generale di Unicredit

Il mercato sta premiando quanto Unicredit sta facendo, come osservato dallo stesso Vita: la performance in borsa di Unicredit da inizio anno (+25%) è superiore a quella delle banche italiane (Indice Ftse banche +19%) ed europee (Eurostoxx 600 banche +60%). E anche oggi a Piazza Affari il titolo Unicredit avanza dello 0,95% a quota 17,04 euro, complice Kbw che ha alzato il target price da 18,9 a 19,1 euro, confermando il rating outperform, in attesa dell'Investor day del 12 dicembre. Per gli esperti di Kbw il management della banca si focalizzerà sul percorso dei cambiamenti regolatori (Basilea 4, Ifrs9 e linee guida della Bce) e fornirà maggiori dettagli sul miglioramento della qualità del credito.








 

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