Borse europee positive in avvio di seduta anche se il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita de pil mondiale per l'anno in corso e per il successivo di due decimi al 3,7% rispetto alle stime di luglio per entrambi i periodi. Nel World Economic Outlook, gli esperti del Fmi sottolineano come le tensioni sul commercio internazionale e l'introduzione dei dazi stiano pesando sulla congiuntura, mentre i mercati emergenti sono in difficoltà per condizioni finanziarie meno accomodanti e flussi di capitale in uscita.
Il Fmi ha abbassato le sue stime di crescita dell'economia italiana nei prossimi anni, portandole all'1,2% nel 2018 dall'1,5% precedente e all'1% nel 2019 dall'1,1%. Stime basate sul Def di aprile, quindi non incorporano ancora le misure annunciate dal governo Lega-M5S negli ultimi giorni. La proiezioni sull'inflazione è all'1,3% per il 2018, al 1,4% nel 2019 e all'1,7% nel 2020.
Il rapporto debito/pil, sempre basato sugli impegni dei precedenti esecutivi, sarebbe dovuto scendere al 130,3% del pil nel 2018 (dal 131,8% del 2017) e al 128,7% nel 2019. Il Fmi ha pronosticato anche miglioramenti sul tasso di disoccupazione, dal 9,4% del 2017 all'8,8% quest'anno e all'8,5% nel 2019. Ma ha richiamato l'Italia a "mantenere le riforme fatte su pensioni e mercato del lavoro". Invece "la possibilità di una marcia indietro sulle riforme o dell'attuazione di politiche che danneggerebbero la sostenibilità del debito innescherebbero forti allargamenti degli spread", si legge.
Spread Btp/Bund che stamani è prima sceso sotto quota 300 punti base a 296,59 punti base, ma poi si è di nuovo allargato a 307 punti base con il
rendimento del Btp decennale balzato al 3,63%, sui livelli di gennaio 2014. "Preoccupati mai! Responsabili sì, ma indietro non si torna", ha tuonato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a proposito dello spread. "Noi andiamo avanti tranquilli e responsabili, non esistono piani B o marce indietro, siamo convinti che le misure che abbiamo previsto creeranno lavoro e ricchezza", ha sottolineato Salvini che si trova a Lione per il G6 dei ministri dell'Interno.
Secondo fonti di stampa nella maggioranza di governo si stanno studiando alcune contromisure se il differenziale di rendimento tra Btp e Bund dovesse impennarsi ulteriormente a seguito del verdetto di S&P e Moody's sul rating sovrano, atteso a fine mese, tra cui un roadshow del premier, Giuseppe Conte, e del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, nelle capitali della finanza e l'appello agli italiani affinché acquistino il debito del Paese.
Il cambio euro/dollaro resta sotto 1,15 a 1,1484. Dal fronte macro la bilancia commerciale della Germania, in termini destagionalizzati, ha registrato, ad agosto, un surplus di 18,3 miliardi di euro. Nel dettaglio, le esportazioni tedesche sono diminuire dello 0,1% rispetto al mese precedente, mentre le importazioni sono calate del 2,7% mese su mese. Mentre il surplus delle partite correnti si è attestato a 15,3 miliardi di euro.
"E' difficile che l'euro riacquisti forza prima che le divergenze tra Roma e Bruxelles sulla politica di bilancio vengano risolte", prevedono gli strategist di Societe Generale. Le stime di crescita sull'Italia "sono state tagliate, ma i piani del governo si basano su un superamento delle attese, per questo" l'intera vicenda "è controversa", aggiungono gli esperti per i quali il rischio "di uno sforamento dei target è elevato".
A Piazza Affari l'indice Ftse Mib, dopo il forte calo della vigilia, rimbalza a quota 20.007 punti (+0,78%). Il petrolio in lieve risalita mentre i mercati continuano a soppesare gli effetti sull'offerta delle nuove sanzioni Usa contro l'Iran, con segnali di calo della produzione dal Paese mediorientale (il Brent guadagna 41 centesimi a 84,32 dollari e il Wti 41 centesimi a quota 74,70 dollari), Eni segna un +1,25% a 16,044 euro, con Kepler-Cheuvreux che ha confermato il rating buy e alzato il target price da 18,50 a 21 euro, Saipem un +3% a 5,198 euro e Tenaris un +2,60% a 15 euro.
In ripresa alcune banche tra cui Banco Bpm (+1,20% a 1,8732 euro) che ha aperto il dossier Agos Ducato. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha ereditato dal Banco Popolare il 39% detenuto nel big milanese del credito al consumo controllato dal Crédit Agricole. Un intreccio che nei prossimi mesi potrebbe essere sciolto o razionalizzato nell'ambito delle iniziative di capital management allo studio dell'istituto.
Secondo quanto risulta a Milanofinanza.it, a breve Banco Bpm potrebbe selezionare gli advisor che seguiranno la trattativa. Sul tavolo ci sarebbero diverse opzioni tra le quali Castagna intende scegliere senza fretta. Da un lato la banca potrebbe valorizzare la quota attraverso una cessione o un'ipo che, pur prevista dagli accordi iniziali, risulta di difficile esecuzione nell'attuale scenario di mercato.
L'alternativa potrebbe essere una rivisitazione della joint venture attraverso il conferimento in Agos Ducato di Profamily, l'altra società di Banco Bpm attiva nel credito al consumo. In questo modo Castagna riuscirebbe a razionalizzare la presenza del gruppo in un settore così come fatto l'anno scorso nel wealth management con Anima Holding e Aletti Gestielle. In ripresa anche Unicredit (+0,67% a 12,05 euro), Intesa Sanpaolo (+1,11% a 2,05 euro), Credito Valtellinese (+% a euro), che perfezionato la vendita di 220 milioni di Npl, e Banca Carige (+1,85% a 0,005 euro) la cui vicepresidente, Lucrezia Reichlin, ha detto in un'intervista: "Nel breve siamo impegnati nel rafforzamento del capitale, con l'obiettivo di emettere un bond subordinato, ma bisogna vedere quali saranno le condizioni di mercato. L'idea iniziale era di 200 milioni, oggi non lo so: le condizioni sono ai minimi storici".
D'altra parte, per via dell'impennata dello spread, "è un momento molto difficile. Il piano di risanamento della banca adesso dovrà accelerare". A proposito di una futura aggregazione, Reichlin ha spiegato che l'idea è di farla a medio termine, quando la banca sarà rafforzata. "Così potremo farla a condizioni più favorevoli, è il nostro mandato". Con l'obiettivo di non svenderla, ha assicurato la vicepresidente. Fanno eccezione Ubi (-1,61% a 2,99 euro) e Mps (-0,39% a 1,917 euro).
Tra gli industriali Fca spunta un progresso dello 0,82% a 14,93 euro e Leonardo, disponibile ad aumentare la propria quota in Industria Italiana Autobus, dell'1,67% a 10,35 euro. Mentre fuori dal listino principale, Astaldi è ancora sospesa. Secondo Mf-Milano Finanza servono più soldi di quanto ipotizzato, c'è chi stima che il piano di salvataggio per Astaldi comporterà misure per almeno 2 miliardi. In ogni caso, per il general contractor romano è scattata una corsa contro il tempo.
Sospesa per eccesso di rialzo Trevi dopo che ieri il cda ha approvato ieri le linee guida per un'operazione di rafforzamento patrimoniale che prevede, nell'ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti un aumento di capitale da 130 milioni di euro, la conversione dei crediti bancari in strumenti finanziari per 250 milioni e il riscadenziamento dei crediti residui. Infine, si segnala che la Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto su Biesse (+1,90% a 25,72 euro) e Banca Ifis (+1,06% a 17,23 euro), ieri crollate di oltre il 10%.
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