Risparmio gestito, il 2018 parte con il turbo
A gennaio i flussi netti registrati dall'industria ammontano a 9,9 mld di euro trainati dai fondi aperti (+7,35 mld). Positiva anche la raccolta delle gestioni di portafoglio (+2,2 mld). Ennesimo record per il patrimonio (2.097 mld). Sul podio Generali, Eurizon e Amundi
di Paola Valentini 27/02/2018 12:20
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Dopo il brillante risultato del 2017 (97 miliardi di euro) anche il 2018 è partito con il turbo per la raccolta del risparmio gestito. A gennaio, in base alla mappa mensile di Assogestioni, i flussi netti registrati dall'industria sono stati di 9,9 miliardi di euro trainati dai fondi aperti che hanno ottenuto +7,35 miliardi (di cui 929 milioni nei prodotti italiani e 6,4 miliardi in quelli di diritto estero). Positiva anche la raccolta delle gestioni di portafoglio (+2,2 miliardi) che si è concentrata nelle linee istituzionali (2,16 miliardi), mentre quelle retail si sono fermate a 79 milioni.
Le risorse in ingresso, oltre all'effetto performance dei mercati, hanno fatto salire il patrimonio complessivamente gestito a fine gennaio a 2.097 miliardi, nuovo massimo storico. Oltre il 51% delle masse, 1.073 miliardi, è investito nelle gestioni collettive, il restante 49% circa, 1.024 miliardi, è impiegato nelle gestioni di portafoglio.
Tra i fondi aperti, i prodotti che hanno riscosso maggior successo tra i risparmiatori italiani sono sempre i flessibili (+3,1 miliardi dai 2 miliardi del mese precedente). Un segnale che sempre più italiani preferiscono dare carta bianca al gestore quando si tratta di investire nei mercati finanziari, anche se non sempre i fondi a rendimento assoluto si sono dimostrati all'altezza delle aspettative dei sottoscrittori sul fronte dei rendimenti.
Seguono gli azionari che sono tornati in attivo (+1,92 miliardi) dopo i -102 milioni di dicembre anche per via della buon andamento delle borse nel primo mese dell'anno. I prodotti che investono nell'equity sono testa a testa con i monetari che hanno raccolto 1,9 miliardi (-401 milioni a dicembre), mentre per i bilanciati il mese si è chiuso con un saldo di +1,7 miliardi, in aumento da 1 miliardo di dicembre.
Per quanto riguarda la posizione delle singole società di gestione spicca il dato di Generali che ha archiviato il mese con un saldo positivo per 4,6 miliardi. Il gruppo triestino ha fatto sapere che il risultato è dovuto principalmente ad operazioni infragruppo. Sul podio si piazzano poi Amundi con 986 milioni e il gruppo Intesa Sanpaolo con 745 milioni (di cui 1,1 miliardi riferiti ad Eurizon Capital e -386 milioni relativi a Fideuram). Tra gli altri big Ubi banca ha ottenuto 501 milioni, le Poste 423 milioni, Anima 370 milioni, Arca 333 milioni.
Sul fronte delle case estere, continua a marciare a buon ritmo la raccolta di JP Morgan Asset Management che nel mese ha registrato flussi per 402 milioni (tutti riferiti ai fondi aperti) un risultato che ha portato il patrimonio gestito riferito all'Italia a superare i 34 miliardi, al tredicesimo posto nella classifica per asset. Con queste masse il gruppo guidato in Italia dal country manager Lorenzo Alfieri si conferma, inoltre, il primo operatore estero in Italia tra gli asset manager internazionali che nel Paese non contano su una propria rete di distribuzione.
Prosegue il momento positivo anche per M&G (416 milioni) e Invesco (301 milioni). Tra gli altri esteri Deutsche Bank ha ottenuto 298 milioni, Schroders 270 milioni e Morgan Stanley 267 milioni. Mentre continua la fase difficile per Franklin Templeton che, dopo il rosso di 1 miliardo del 2017, a gennaio ha avuto una raccolta netta negativa per altri 229 milioni.
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