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Poste aumenta il dividendo

Profitti per 689 milioni, oltre il consenso di 658 mln e in crescita di oltre il 10%. La cedola sale così da 40 a 42 cent. Ricavi a 33,4 mld. Si punta a risparmio e nuovi servizi di pagamento. L’anno scorso investiti 467 mln per logistica e Ict | Attesi utili per 658 milioni. Se i tassi salgono il vita può decollare

di Anna Messia e Marco Sasso MF - Numero 036 pag. 9 del 20/02/2018


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Poste aumenta il dividendo

È andato meglio delle attese l’utile di Poste Italiane. Ieri il gruppo presieduto da Maria Bianca Farina ha fatto sapere che nel 2017 ha ottenuto un risultato netto di 689 milioni, il 10,8% in più rispetto al 2016 ( 622 milioni), battendo le stime degli analisti che avevano fissato l’asticella a 658 milioni. Così l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, si appresta quest’anno a staccare una cedola più ricca, pari a 0,42 euro per azione (l’anno scorso era stata di 0,39 euro) rispettando la promessa che era stata fatta al mercato al momento della quotazione di distribuire un dividendo pari all’80% dell’utile netto. Ora l’attenzione è tutta per il nuovo piano industriale che sarà presentato a Milano il prossimo 27 febbraio. Ma le direttrici verso cui si sta muovendo il gruppo sembrano già ben delineate. «In questi mesi abbiamo ottenuto forti risultati finanziari, abbiamo applicato una rigorosa disciplina dei costi e abbiamo incentivano i prepensionamenti volontari», ha sottolineato ieri Del Fante presenta i numero del bilancio 2017 e ricordando anche i due accordi con i sindacati firmati di recente. Sul fronte del business l’amministratore delegato ha poi sottolineato la firma della nuova partnership con Cassa Depositi e Prestiti, per quanto riguarda il risparmio postale, e quella con Anima, nel comparto del risparmio gestito. Mentre si sta puntando sullo sviluppo tecnologico del gruppo: gli investimenti industriali nel 2017 sono stati pari a 467 milioni e hanno riguardato principalmente lo sviluppo e l’adeguamento degli impianti di meccanica postale e logistica, nonché gli interventi nel comparto Ict e la sicurezza sul lavoro.


Tornando al business l’anno scorso i ricavi totali del gruppo sono stati pari a 33,4 miliardi, in crescita dell’1% sul 2016, grazie a polizze e risparmio. Il settore assicurativo e di gestione del risparmio, in una situazione di mercato caratterizzato dalla contrazione della raccolta, ha contribuito con ricavi per 24,4 miliardi, in aumento del 2,4%. Stabile il settore finanziario, a 5,2 miliardi, mentre i servizi postali e commerciali hanno generato ricavi per 3,6 miliardi, in calo del 5% sul 2016, con i pacchi (693 milioni, +6,7%) che hanno mitigato gli effetti della riduzione dei volumi della corrispondenza tradizionale. Sempre le polizze e il risparmio hanno spinto in alto il risultato operativo del gruppo, che è stato pari l’anno scorso a 1,123 miliardi, in aumento del 7,8% rispetto al 2016, grazie anche al forte contenimento dei costi operativi. Per quanto riguarda più in particolare i servizi finanziari il risultato,operativo si è ridotto del 5% rispetto al 2016 pari a 773 milioni, per l’accantonamento di 80 milioni utile a tutelare i sottoscrittori del Fondo Europa Immobiliare I, collocato negli anni 2000 e giunto a scadenza a dicembre scorso con perdite nette. Una decisione assunta ieri dal consiglio di amministrazione che si aggiunge ai rimborsi che sono già stati effettuali in passato per un altro fondo immobiliare, Invest Real Security.
Per quanto riguarda le strategie future ieri l’ad Del Fante e il cfo, Roberto Giacchi, hanno ribadito che nel settore logistico-postale si punterà all’automazione dei processi, per far crescere il gruppo nel settore pacchi e corriere espresso. Nei servizi finanziari, a cui saranno ricondotte le attività di BancoPosta Fondi Sgr, sarà sviluppata l’offerta di prodotti di risparmio postale e dei fondi di investimento. Mentre nel settore assicurativo, sarà consolidata la posizione di leadership di Poste Vita e si punterà anche alla crescita del Danni. Ma nuovi spazi di business sembrano arrivare soprattutto dal comparto transaction e digital banking, con l’avvio di un nuovo settore operativo per offrire servizi a Retail, aziende a pubblica amministrazione, creando anche sinergie con la rete degli sportelli postali. (riproduzione riservata)








 

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