Per Intesa e Unicredit il trend dell'Italia resta positivo
Il calo della produzione industriale italiana a gennaio (-1,9% mese su mese) è stato più marcato del previsto, ma non deve preoccupare secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo e di Unicredit. La tendenza annua mantiene un tono più che espansivo (+4%) e anzi fa segnare il diciottesimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga da oltre 10 anni
di Roberta Castellarin 19/03/2018 13:50
tempo di lettura
Il calo della produzione industriale italiana a gennaio (-1,9% mese su mese) è stato più marcato del previsto, ma non deve preoccupare secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo e Unicredit. La tendenza annua mantiene un tono più che espansivo (+4%) e anzi fa segnare il diciottesimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga da oltre 10 anni.
Afferma infatti Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo: "Il calo della produzione industriale italiana a gennaio (-1,9% mese su mese) è stato più marcato del previsto, ma non preoccupa in quanto segue il balzo di dicembre (rivisto al rialzo al +2,1% mese su mese), che era dovuto essenzialmente a effetti di calendario".
Mameli aggiunge: "La tendenza annua mantiene un tono più che espansivo (+4%) e anzi fa segnare il diciottesimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga da oltre 10 anni". Il senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo spiega: "la flessione di gennaio non è a nostro avviso preoccupante e non sposta la nostra attesa di una crescita del pil dello 0,4% trimestre su trimestre nel primo trimestre e dell'1,3% anno su anno in media nel 2018".
Concorda Loredana Federico, chief italian economist di Unicredit, che sottolinea come questo dato possa essere visto come una correzione del forte incremento registrato a dicembre aggravata dal calo della produzione energetica. "Crediamo che ci siano validi motivi affinché la produzione ricominci a crescere nel resto del trimestre. Crediamo che le aspettative di espansione globale non siano cambiate rispetto a quello che abbiano visto a fine 2017", dice Federico.
Nella nota l'economista di Unicredit ricorda anche che dalle indicazioni che arrivano dalle survey sulla manifattura e dagli ordini industriali si può dedurre che lo scenario economico resta favorevole per l'attività industriale nel primo trimestre dell'anno. "Ci aspettiamo che la produzione industriale ricominci a crescere a febbraio e continui a espandersi nel trimestre. Anche se il dato negativo di gennaio condizionerà l'intero trimestre dopo un +0,9% del dato trimestre su trimestre degli ultimi tre mesi del 2017", aggiunge Federico.
NEWS CORRELATE
-
Bath & body works archiva un quarto trimestre record a 3 miliardi
-
Amundi, nuovo Eltif per Unicredit
-
Unicredit può rendere il 12,5%, ridurre lo sconto con i competitor e nello scenario migliore valere 20 euro
-
Unicredit: aggiornati i massimi di inizio anno
-
Banca Mediolanum, Intesa punta su un extra dividendo di 0,10 euro
LE PIÙ LETTE
-
Tre titoli d'oro da mettere in portafoglio
-
Unicredit rende ora il 12,4%. Coro di buy tra gli analisti
-
Analisti: il profit warning di Saipem una doccia fredda. Focus sull'aumento di capitale
-
Saipem scivola sui minimi di ottobre 1992, si teme un aumento di capitale jumbo
-
La cessione di GES, il drone europeo e la ripresa di Airbus Helicopters portano Leonardo in cima al Ftse Mib

