Creval, Jefferies esce dal consorzio dell'aumento di capitale
E' quanto hanno riferito alcune fonti all'agenzia Reuters nel giorno del Cda dell'istituto che deve decidere il prezzo dell'aumento di capitale. Considerando le dimensioni della ricapitalizzazione (7 volte l'attuale capitalizzazione di borsa), Banca Imi crede che il rischio di esecuzione sia alto. Titolo ko in borsa
di Francesca Gerosa 14/02/2018 12:35
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Jefferies si è sfilata dal consorzio di garanzia dell'aumento di capitale da 700 milioni di euro del Credito Valtellinese per il quale aveva inizialmente sottoscritto un accordo di pre-underwriting in qualità di senior joint bookrunner. E' quanto hanno riferito alcune fonti vicine alla situazione all'agenzia Reuters, ricordando che, dopo le pre-garanzie, la costituzione definitiva del consorzio, con le firme dell'accordo, è attesa oggi dopo il via libera del cda dell'istituto al prezzo dell'aumento di capitale.
Nelle ultime settimane il consorzio guidato da Mediobanca ha visto l'ingresso di diverse banche internazionali: Banco Santander, Barclays, Citigroup e Credit Suisse (in qualità di co-global coordinator e joint bookrunner), Commerzbank e Société Générale (in qualità di senior joint bookrunners), Banca Akros, Equita Sim e Keefe, Bruyette & Woods (joint bookrunners) e MainFirst (co-lead manager).
Mentre alcuni investitori che attualmente lavorano sui non performing loans (Fonspa e Algebris) di Creval potrebbero acquistare i diritti di opzione non esercitati. Il lancio dell'aumento di capitale, dopo il via libera al prospetto da parte della Consob, è previsto per lunedì prossimo 19 febbraio, come nelle attese. Ma quale sarà il prezzo della ricapitalizzazione? La valutazione che gli investitori ritengono corretta è di una banca con un prezzo pari a 0,4 volte circa il patrimonio tangibile e il prezzo potrebbe essere fissato con uno sconto sul Terp (prezzo teorico ex diritto) intorno al 15%.
Ma, secondo fonti di stampa, lo schema dell'operazione dovrebbe ricalcare l'aumento di capitale di Banca Carige al quale è stato applicato uno sconto del 26% sul valore ante stacco dei diritti. Così a Piazza Affari il titolo Creval, sospeso per eccesso di ribasso questa mattina (minimo intraday a quota 9,80 euro), ora crolla del 6,52% a quota 10 euro. Pesa la dimensione "monstre" dell'operazione, pari a circa 7 volte l'attuale capitalizzazione di borsa della banca.
"Uno sconto sul Terp del 15% sarebbe nella parte più bassa degli aumenti di capitale realizzati dalle banche italiane dal 2011 e implicherebbe una diluizione molto alta", avvertono gli analisti di Banca Imi. "Anche considerando le dimensioni dell'aumento di capitale, crediamo che il rischio di esecuzione rimanga alto", aggiungono gli esperti della banca d'affari che sul titolo Creval hanno un rating hold (prezzo obiettivo in revisione) come Equita (target price a 14,7 euro). Non fanno presa sul titolo le voci secondo cui sia Credem sia Bper, essendo propense ad aggregare una banca media, potrebbero essere interessate al Creval, mentre Credit Agricole avrebbe analizzato il dossier della banca valtellinese dieci giorni fa, ma per il momento avrebbe deciso di soprassedere.
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