Corporate Italia tutte le news

Creval auspica la cessione entro l'anno di 800 mln di Npl

Il Credito Valtellinese vuole accelerare la vendita di 800 mln di euro di crediti deteriorati (a fine giugno sono scesi a 794,4 mln), secondo quanto ha detto il ceo, Lovaglio. Nel secondo trimestre la banca ha registrato maggiori accantonamenti per perdite su crediti proprio per accelerare la cessione. Dopo l'operazione per Equita il ratio Npe del Creval calerà in area 8,5%, buy. Invece Ubs mantiene sell

di Francesca Gerosa 07/08/2019 10:55


tempo di lettura


Creval auspica la cessione entro l'anno di 800 mln di Npl

Il Credito Valtellinese vuole accelerare la vendita di 800 milioni di euro di Npl. Auspica di farlo entro la fine dell'anno, secondo quanto ha detto l'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, agli analisti. A fine giugno i crediti deteriorati netti della banca sono ammontati a 794,4 milioni di euro, in riduzione del 8,8% rispetto a fine 2018 (871 milioni di euro).

In particolare, le sofferenze sono state pari a 161 milioni di euro, in calo del 21%, le inadempienze probabili a 576 milioni di euro, in riduzione del 4,8%, e le esposizioni scadute a 57 milioni di euro, in diminuzione del 8,1%. La copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 58,9% in ulteriore rafforzamento rispetto al dato di fine 2018 pari a 55,9%.

Creval ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto in crescita a 23,5 milioni dagli 824mila euro dello stesso periodo dell'anno scorso. Sul dato hanno influito le imposte sul reddito che nel periodo sono state positive per 27,2 milioni (principalmente riferibili all'iscrizione di Dta in relazione al parziale rivalutazione della fiscalità differita su perdite fiscali pregresse precedentemente non iscritte). Il margine di interesse è sceso dello 0,17% a 178,6 milioni e le commissioni nette dell'11,2% a 123,8 milioni. 

Nel solo secondo trimestre i ricavi totali sono stati a 174 milioni, stabili anno su anno, beneficiando anche del contributo della cessione della quota di Nexi per 21 milioni, il margine di interesse è calato del 3% anno su anno a 87 milioni, l'utile operativo è migliorato del 32% a 61 milioni, gli accantonamenti per perdite sui crediti sono stati pari a 75 milioni (204bps) e l'utile netto si è attestato a 15,2 milioni. Confermata la solidità patrimoniale della banca con un Cet1 fully loaded pari al 14%. Numeri che per Equita sono stati "leggermente migliori delle attese a livello operativo" grazie a un miglior controllo dei costi: 113 milioni (-11,4%) rispetto ai 115 milioni attesi.

Anche l'utile netto si è rivelato migliore delle attese grazie a imposte positive per 31 milioni. Mentre i maggiori accantonamenti per perdite sui crediti, 204bps contro i previsti 93bps, sono per accelerare la cessione di Npl per 800 milioni. Sotto la linea operativa Equita ha notato un costo del rischio significativamente superiore alle attese, finalizzato a incrementare i livelli di copertura sugli Npl (81% contro il 75% del primo trimestre 2019), in vista, appunto, della cessione del portafoglio di 800 milioni di euro. "Stimiamo che dopo l'operazione il ratio Npe del Creval possa andare in area 8,5% dall'attuale 11,5%". 

Oltre ai conti, il Creval ha annunciato un accordo per la cessione dell'attività di credito su pegno a Custodia Valore (gruppo Dorotheum). La cessione comporterà una plusvalenza lorda di 33 milioni e un impatto positivo sul Cet1 di 20bps. La stima di Equita era per una plusvalenza più alta a 45 milioni. Novità anche sulla composizione del capitale sociale. Il socio di maggioranza Denis Dumont ha incrementato la propria quota nella banca, passando dal 5,7% al 9,9%. La sim ha confermato il rating buy e il target price a 0,09 euro sul titolo Creval che al momento in borsa sale dello 0,73% a 0,0553 euro.

Pure Mediobanca Securities ha ribadito un rating positivo: outperform con un target price a 0,08 euro, anche se l'utile netto nel secondo trimestre di 15 milioni è risultato la metà dei 30 milioni stimati dalla banca d'affari. "Consideriamo il secondo trimestre un trimestre di transizione in cui il Creval sta ha messo in atto l'attuazione della strategia annunciata a giugno. Nel trimestre, infatti, la banca ha fatti ulteriori accantonamenti per prepararsi alla cessione di 800 milioni di Npl e per aumentare i depositi retail dopo aver avviato una campagna ad hoc".

Tuttavia, ha avvertito Mediobanca, "riteniamo che il mercato potrebbe vedere i numeri come non sostenibili poiché il margine di interesse e le commissioni hanno mancato le nostre attese del 2% e 3%, nel frattempo il decadimento naturale del portafoglio di titoli di Stato non è ancora iniziato, flat trimestre su trimestre, la banca non ha emesso nessuna delle obbligazioni istituzionali pianificate, i prestiti lordi in bonis sono diminuiti dell'1,5% trimestre su trimestre e lo stock Npe dell'1% mentre i competitor hanno registrato riduzioni considerevoli".

Più severo il giudizio di Ubs che ha confermato sull'azione il rating sell e il target price a 0,05 euro, sostenendo che i risultati del Creval sono stati contrastanti con ricavi più alti delle attese, commissioni e costi operativi in linea, accantonamenti per perdite sui crediti più elevati e capitale e Npl in linea con quanto previsto. "Quindi ci aspettiamo una moderata reazione del titolo in borsa dopo la recente forza. Peraltro per noi a questi prezzi è costosa visto che tratta a un multiplo prezzo/utile 2020 di oltre 10 volte rispetto ai competitor domestici che trattano a 7 volte", ha spiegato Ubs. (riproduzione riservata)








 

My MF - News preferite