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Credit Agricole parla sempre più italiano

Nel 2017 la presenza in Italia è cresciuta e i conti del colosso francese possono essere l'occasione per valutare quanto contribuisce il mercato italiano ai risultati della capogruppo.Nei 2017 il gruppo Credit Agricole in Italia ha conseguito un risultato netto aggregato gestionale in progresso del 14,7% a 733 milioni di euro, con ricavi in aumento del 3,1% a 3,1 miliardi di euro

di Roberta Castellarin MF - Numero 033 pag. 2 del 15/02/2018


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Credit Agricole parla sempre più italiano

Nel 2017 la presenza in Italia del Credit Agricole è cresciuta e i conti del colosso francese possono essere l'occasione per valutare quanto contribuisce il mercato italiano ai risultati della capogruppo. D'altronde nel piano di impresa "ambizione strategica 2020"  l’Italia gioca un ruolo importante. Il 21 dicembre scorso Cariparma ha finalizzato l'acquisizione del 95% delle tre casse di risparmio italiane (Cesena, Rimini e San Miniato) e la società sottolinea che questa acquisizione aumenta di circa il 20% (220 agenzie) la propria capacità distributiva nel Paese. A luglio era stata invece finalizzata l'acquisizione di Pioneer investments, che ha portato il gruppo Amundi Pioneer a scalare il primo posto della classfica degli asset manager europei. Mentre il braccio del wealth management Indosuez wealth management ha concordato l'acquisizione de 67,67% della private bank italiana Banca Leonardo. L'operazione sarà finalizzata entro il primo semestre di quest'anno.

Nei 2017 il gruppo Credit Agricole in Italia ha conseguito un risultato netto aggregato gestionale in progresso del 14,7% a 733 milioni di euro, con ricavi in aumento del 3,1%  a 3,1 miliardi di euro. Il totale dei depositi e fondi clienti, includendo anche le masse gestite e l'attività di banca depositaria, si attesta infine a 257 miliardi. Mentre i crediti alla clientela superano i 64 miliardi di euro. Il gruppo che vede come senior country officer Giampiero Maioli può contare oggi in Italia su 4 milioni di clienti se si considerano tutte le componenti del business.

Mentre per il solo gruppo bancario Credit Agricole l’utile netto civilistico è stato pari a 690 milioni di euro a fronte di 208 milioni di euro nel 2016. Sul risultato hanno influito componenti non ricorrenti, quali badwill e oneri di integrazione delle tre casse acquisite,  al netto dei quali l’utile gestionale risulta pari a 250 milioni di euro. I proventi operativi netti sono stati pari a 1,7 miliardi di euro in crescita dell'1% rispetto al 2016. Mentre il patrimonio netto del gruppo sale a 6,11 miliardi (+11% anno su anno). Per quanto riguarda infine gli indicatori patrimoniali, il Cet1 si attesta all'11,6% e il Tier Total al 15,1%.

La società inoltre sottolinea che “L’acquisizione di Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini, Cassa di Risparmio di San Miniato, avvenuta il 21 dicembre, ha permesso al gruppo di superare i 2 milioni di clienti, incrementare la quota di mercato e rafforzare la propria presenza in regioni chiave a livello economico con forte vocazione industriale e agro alimentare, attraverso l’ingresso di oltre 200 filiali e 18 miliardi di masse”.

Per quanto riguarda la capogruppo francese Credit Agricole il  risultato netto è stato di 6,5 miliardi, in progressione del 35,5% rispetto al 2016. La banca ha proposto un dividendo di 0,63 euro, contro gli 0,6 del 2016.








 
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