Carige, oltre metà inoptato acquistato in primo giorno offerta
Nel primo giorno di offerta in borsa dei diritti di opzione non esercitati per l'aumento di capitale da 560 mln di euro della banca sono stati acquistati 149,5 milioni di di diritti, poco oltre la metà dell'intero quantitativo offerto. Il titolo sale contro corrente in borsa
di Francesca Gerosa 15/12/2017 11:20
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Nel primo giorno di offerta in borsa dei diritti di opzione non esercitati per l'aumento di capitale da 560 milioni di euro di Banca Carige sono stati acquistati 149,5 milioni di di diritti, poco oltre la metà dell'intero quantitativo offerto. I diritti acquistati nel primo giorno d'asta danno diritto alla sottoscrizione di nuove azioni offerte per un controvalore di 89,7 milioni di euro circa.
Alla fine dell'offerta in opzione, lo scorso 6 dicembre, sono rimasti non esercitati circa 278,4 milioni di diritti che danno diritto alla sottoscrizione di 16,7 miliardi di nuove azioni (33,5% del totale offerto) per un controvalore di 167,04 milioni di euro. La parte dell'aumento di capitale riservata ai bondholder fino a 60 milioni è stata invece coperta per circa 46 milioni.
L'offerta in borsa dei diritti inoptati termina il 21 dicembre. In base agli accordi presi prima dell'avvio della ricapitalizzazione, i diritti inoptati non venduti nelle aste di borsa saranno sottoscritti da Equita Sim per conto dei sub-garanti di prima allocazione e, a seguire, dal consorzio di garanzia e da Equita Sim per conto dei sub-garanti proporzionali su base pari passu. Gli accordi di prima allocazione con i soggetti interessati a sottoscrivere l'aumento ammontano a 120 milioni di euro.
Tuttavia, in via prioritaria rispetto a Equita Sim e al consorzio di garanzia il primo socio di Banca Carige, Malacalza Investimenti, che ha già coperto l‘aumento per la quota di pertinenza del 17,6% circa del capitale, ha il diritto di sottoscrivere nuove azioni che dovessero risultare non sottoscritte alla fine dell'offerta in borsa per un ammontare tale da raggiungere il 28% del capitale dell'istituto ligure post aumento.
Il buon andamento odierno dell'offerta in borsa dei diritti di opzione non esercitati fa presagire il successo dell'intera operazione e a Piazza Affari il titolo Banca Carige spunta un progresso del 2% a quota 0,0102 euro, in controtendenza rispetto al mercato (indice Ftse Mib -0,34%). Ieri Moody’s ha mantenuto il rating come emittente di lungo termine su Carige a Caa2, confermando anche quello sui depositi di lungo termine a B3.
L'outlook sull'emittente è stato modificato da in evoluzione a stabile, mentre quello sui depositi è variato da in evoluzione a negativo. In seguito alle azioni intraprese dall'istituto per rendere migliore la qualità del credito, Moody’s ha innalzato la baseline credit assessment da Ca a Caa1. Tuttavia, secondo l'agenzia, il livello degli Npl continua a risultare molto elevato, nonostante la ristrutturazione in corso.
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