Si racconta che Wang Chuanfu nel 2008, di fronte a potenziali grandi investitori internazionali, abbia bevuto un sorso di liquido per le batterie come prova di quanto siano pulite le attività di Byd. Verità o leggenda? Non lo sapremo mai. Quello che invece sappiamo con certezza essere reale, perché c’è anche un video di Bloomberg che si trova ancora facilmente in rete, è la risata fragorosa di Elon Musk quando nel 2011 gli è stato chiesto se ritenesse Byd una potenziale concorrente di Tesla («Ma avete visto che auto fanno?», aveva ghignato). Oggi Musk non ride più tanto, perché nel quarto trimestre dell’anno appena finito la sua società ha perso per la prima volta la leadership globale nelle vendite di auto elettriche: la partita è finita 526 mila a 484 mila per la cinese Byd. E il 2024, dicono gli analisti, consoliderà il nuovo dominio del colosso di Shenzhen.
Quell’uomo che 16 anni fa, sempre secondo la leggenda, aveva bevuto il liquido delle batterie per impressionare gli investitori - e ci è riuscito, dato che ha convinto perfino Warren Buffett - è il fondatore di quella che oggi è diventata l’anti-Tesla e ne è ceo e presidente. Wang Chuanfu forse è anche l’anti-Musk e sotto molti aspetti è quasi l’opposto del patron di Tesla, non solo perché molto meno ricco: una patrimonio di 25 miliardi, dieci volte meno rispetto agli oltre 250 di Musk.
Chimico e ingegnere di 57 anni, Wang è nato nel 1966 da una famiglia di poveri agricoltori nella provincia di Anhui, profonda Cina comunista, e alla morte dei genitori, mentre studiava al liceo, è diventato adulto con l’aiuto del fratello e della sorella maggiori. Prima una laurea in chimica fisica metallurgica alla Central South University of Technology, poi un’altra in ingegneria al Beijing Nonferrous Metals Research Institute e molti anni trascorsi come ricercatore sponsorizzato dal governo: vicedirettore dell’istituto di ricerca generale sui metalli non ferrosi di Pechino e direttore generale della Shenzhen Eagle Battery Co.
Un talento covato dalla mano pubblica che all’improvviso, di fronte alla rivoluzione dei telefoni cellulari e delle batterie che cattura la sua attenzione, sceglie di spiccare il volo: nel 1995 Wang passa al privato e, nonostante le fatiche vane nel tentativo di ottenere fondi statali, riesce a trovare, anche grazie ai parenti, l’equivalente di 2,5 milioni di dollari di capitale iniziale e registra a Shenzhen Byd Industries. Nasce così, studiando e producendo batterie, il colosso che oggi abbraccia quattro settori principali: automobili, trasporto ferroviario, nuove energie ed elettronica, non soltanto quindi da leader dell’industria automobilistica cinese delle nuove energie, ma anche impegnandosi a diventare il leader mondiale del settore.
Quella di Byd è una storia che dura da quasi 29 anni e che, a partire dalla fondazione, ruota attorno al concetto di sviluppo aziendale imposto da Wang: «Tecnologia come priorità e innovazione come fondamento». Uno sviluppo che si è basato sulla tecnologia di base, su una strategia precisa e su un meccanismo decisionale rapido per costruire una tecnologia leader e un marchio internazionale con competitività globale, come dimostra la leadership mondiale nelle vendite di auto elettriche appena sottratta a Tesla.
A questo punto del racconto, si possono usare direttamente le parole di Wang. «L’Europa, che è il luogo di nascita dell’automobile, è il primo passo di Byd per crescere ulteriormente». Nel 1998, ricorda il fondatore, «la nostra prima filiale all’estero è stata aperta nei Paesi Bassi, abbiamo iniziato con soli tre dipendenti, 30.000 dollari e un container di batterie». L’obiettivo ora è che Byd sia «sempre più riconosciuta dai clienti europei». Come? Questo compito lo sta portando avanti un altro degli uomini chiave del colosso cinese. Responsabile di importanti cooperazioni strategiche, come la partnership con Toyota, nelle vesti di dg e ad di Byd International Cooperation Division, Michael Shu svolge anche un altro ruolo fondamentale: come dg e ad della Divisione Vendite Auto Europee di Byd, è lui l’artefice della visione strategica e della pianificazione dello sviluppo sul continente europeo.
Ingegnere chimico, Shu è in Byd dal 1999 e con la sua attività ha contribuito in modo determinante al successo che la società sta vivendo: focalizzato sulla ricerca tecnologica e l’applicazione delle batterie, nel 2015 è passato a capo di Byd Auto Sales e sotto la sua guida il gruppo ha conquistato il primo posto nel mercato globale dei veicoli elettrici per due anni consecutivi. Sotto di lui è stata introdotta la serie di auto Byd Dynasty, che ha migliorato significativamente la posizione del marchio Byd nel settore dei veicoli elettrici.
Nel 2017, Shu è stato nominato primo presidente del Byd Automotive Intelligent Ecological Research Institute e lì ha guidato il team nello sviluppo di una piattaforma aperta intelligente per il settore auto, integrandola con gli ecosistemi software e hardware. Non stupisce che Wang abbia pensato a lui per guidare la strategia di espansione in Europa, dove il gruppo ha scelto l’Ungheria per la costruzione del primo stabilimento, che inizierà a produrre dal 2026.
Ma produrre cosa? Che auto fa Byd? Per rispondere a questa domanda entra in campo quello che oggi è il terzo uomo chiave di Byd: tre decenni di carriera, durante la quale ha dato un contributo significativo all’industria automobilistica come responsabile del design automobilistico per rinomate case automobilistiche, Wolfgang Egger guida dal 2017 la crescita strategica della divisione design dell’azienda cinese su scala globale.
Nato professionalmente in Alfa Romeo, dopo la laurea all’International College of Arts and Sciences di Milano, e con un lungo passato in Audi, Egger in Byd ha collaborato con oltre mille designer provenienti da più di dieci Paesi, tra cui l’Italia, sostenendo gli sforzi creativi della casa cinese: negli anni ha introdotto diversi linguaggi di design innovativi, come il «Dragon Face» per la serie Dynasty, e sta plasmando le forme delle future auto elettriche. (riproduzione riservata)