Banche italiane: sofferenze sotto 60 miliardi, preoccupa risalita tassi
In base ai dati di Banca d'Italia a gennaio i prestiti alle imprese sono cresciuti dell'1,9% su anno, facendo salire la percentuale di aumento del totale dei crediti concessi all'intero settore privato al 2,7%. Le sofferenze nette sono scese a 59,3 mld di euro. I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo svettano all'8,45% | Equita: rischio politico scontato nei prezzi delle banche italiane, per ora
di Francesca Gerosa 09/03/2018 11:20
tempo di lettura
Gennaio ha evidenziato per le banche italiane un balzo dei prestiti alle imprese e un calo delle sofferenze nette sotto quota 60 miliardi di euro. Svettano i tassi sul credito al consumo. In base ai dati di Banca d'Italia diffusi oggi a gennaio i prestiti alle imprese sono cresciuti dell'1,9% su anno rispetto allo 0,2% di dicembre, facendo salire la percentuale di aumento del totale dei crediti concessi all'intero settore privato al 2,7%. Stabile, invece, al 2,8% il contributo dei crediti alle imprese.
Quanto ai depositi del settore privato sono aumentati del 5,6% su base annua (4,4% a dicembre) e la raccolta obbligazionaria è diminuita del 16,7% (-16,1% nel mese precedente). Mentre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,27% (come nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all'8,45%.
I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all'1,45% (1,50% a dicembre); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari all'1,90%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,12% e i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,38%.
In tema di sofferenze, quelle nette sono scese a 59,3 miliardi dai 64 miliardi di dicembre, con tutta probabilità frutto della pulizia nei bilanci delle banche nel quarto trimestre del 2017. Sostanzialmente stabili le sofferenze lorde a 166,5 miliardi rispetto ai 167,4 miliardi di dicembre. Il calo su base annua è stato del 9,3%.
E' poi risalito a gennaio dai minimi da circa cinque anni e mezzo il controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuti a gennaio da istituti bancari operanti nel Paese. In base sempre ai dati di Banca d'Italia, a gennaio il controvalore del portafoglio di titoli di Stato nazionali in mano agli istituti residenti è risultato pari a 334,249 miliardi di euro rispetto dai 323,957 miliardi di dicembre.
Quest'ultimo rappresentava il minimo da agosto 2012, quando il controvalore si è attestato a 316,591 miliardi. L'analoga statistica anticipata dalla Bce lo scorso 27 febbraio, rilevata con una metodologia in parte differente, indicava una risalita del controvalore a 345,442 miliardi a gennaio da 334,707 miliardi di dicembre, il livello più basso da maggio 2012.
Da Via Nazionale arrivano "dati altalenanti. A fronte di una positiva crescita dei prestiti al settore privato, si interrompe la discesa dei tassi di interesse per l'acquisto di abitazioni iniziata ad agosto, che si attestano al 2,27%, mentre risalgono quelli sul credito al consumo che svettano dall'8,05% di dicembre all'8,45% di gennaio", ha osservato a caldo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, aggiungendo che il balzo "non sarebbe in sé preoccupante se non fosse ormai ravvicinata la fine del Qe".
La banca è sostanzialmente una bottega del denaro, il cui prezzo è dato dal tasso si interesse. Se il tasso è basso (o negativo) il valore della sua merce è scarso. Allora perchè preoccuparsi se i tassi salgono?
piu' i tassi salgono piu' le banche guadagnano altrimenti tornata a scuola
NEWS CORRELATE
-
Media: il settore rimbalza nei primi nove mesi 2021. Netflix in testa
-
L'inflazione a gennaio corre a +4,8% in Italia, record dal 1996
-
Vodafone attiva su diversi fronti di M&A, focus su Italia e Spagna. Confermati i target 2022
-
Banca Mediolanum, Intesa punta su un extra dividendo di 0,10 euro
-
Pitti filati al via tra la ripartenza del settore e le incognite sul caro prezzi
LE PIÙ LETTE
-
Tre titoli d'oro da mettere in portafoglio
-
Unicredit rende ora il 12,4%. Coro di buy tra gli analisti
-
Analisti: il profit warning di Saipem una doccia fredda. Focus sull'aumento di capitale
-
La cessione di GES, il drone europeo e la ripresa di Airbus Helicopters portano Leonardo in cima al Ftse Mib
-
Mps tonica nonostante le attese di una forte perdita. L'uscita di Bastianini e Grieco finisce in Consob

