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Banca Imi fa 710 milioni di utile (+64%), metà viene dall'estero

La merchant bank guidata dall'ad Micillo ha fatto volare i profitti da operazioni finanziarie (+65,1%) grazie alle attività di Capital Markets. Il rapporto costi/ricavi è sceso al 16,9%. Versati 59 mln ai Fondi di risoluzione. I ricavi del secondo trimestre a 841 mln si posizionano ai livelli più elevati mai raggiunti

di Elena Dal Maso 07/08/2019 13:50


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Banca Imi fa 710 milioni di utile (+64%), metà viene dall'estero

Banca Imi, la merchant bank del gruppo Intesa Sanpaolo, guidata dall'amministratore delegato Mauro Micillo, ha chiuso il primo semestre 2019 con un utile netto consolidato di 710 milioni di euro. Si tratta di un aumento di oltre il 64% rispetto ai 433 milioni di un anno prima grazie all'andamento dei ricavi, dovuto al forte rialzo degli interessi netti per 410,8 milioni, contro 285,8 milioni del 2018 (+43,7%) e dei profitti da operazioni finanziarie per 764 milioni (+65,1%). Le due voci hanno contribuito a rinforzare il margine di intermediazione a 1,357 miliardi (+45,1% anno su anno). Nel contempo, i costi operativi per 229,2 milioni sono scesi dell'1,6%, portando il risultato della gestione operativa a 1,128 miliardi da 702,5 di giugno 2018 con un balzo del 60,6%.

A livello trimestrale, il risultato della gestione caratteristica è stato di 836,6 milioni dai 497,3 milioni del 2018 dove a incidere di più sono stati i 522,8 milioni di profitti da operazioni finanziarie, oltre il doppio rispetto a 251,9 milioni di giugno 2018. Tanto da portare l'utile del periodo aprile-giugno a 470,2 milioni da 244,5 di 12 mesi prima. I ricavi del secondo trimestre per 841 milioni si posizionano ai livelli più elevati mai raggiunti.

A contribuire ai risultati semestrali  le attività di Capital Markets per 1,176 miliardi di euro e di Investment Banking e Structured Finance per 182 milioni di euro. Mentre il rapporto costi/ricavi è sceso al 16,9% rispetto al precedente 24,9%. Accantonamenti, rettifiche di valore nette e altri oneri hanno inciso per complessivi 63 milioni di euro. L'importo include 59 milioni di contributi versati per il 2019 ai Fondi di risoluzione Unico Europeo ed Italiano.

La performance nasce anche dalla crescita del totale attivo di bilancio, salito a 203 miliardi dai 165 miliardi del 31 dicembre 2018. Oltre alla crescita organica dei portafogli titoli del banking book si assiste all'aumento degli impieghi per cassa di finanza strutturata e degli investimenti in titoli del portafoglio HFT (dedicato al trading). Nel contempo, gli asset ponderati per il rischio (Rwa) sono scesi a 31,6 miliardi di euro, dai precedenti 34,3 miliardi del 31 marzo 2019. Il Common Equity Tier 1 Ratio, il Total Capital Ratio ed il Leverage Ratio sono stati, rispettivamente, al 10,52%, 15,66% e 4,12%.

"Nel primo semestre del 2019 la Divisione CIB di Intesa Sanpaolo, che comprende anche le attività di Banca Imi, si è confermata tra i principali motori del gruppo", ha commentato Mauro Micillo, responsabile della divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo e ceo di Banca Imi. "In questo contesto, il risultato netto di Banca Imi, in crescita del 64,2% sul primo semestre dello scorso anno, è stato davvero straordinario, soprattutto considerando che il 2018 è stato un anno record".

Micillo ha aggiunto che i risultati della Divisione Cib sono frutto di un lavoro avviato nel tempo dal ceo Carlo Messina e sono stati ottenuti "grazie all’adozione di un modello di business diversificato che ha visto crescere le attività oltre confine, attraverso un processo graduale e organico, che ci ha portati a ottenere circa il 50% dei ricavi da clientela estera. Siamo orgogliosi di aver portato numerosi clienti e investitori italiani e internazionali ad adottare, negli ultimi mesi, i principi Esg (Environment/Social/Governance) e di aver rafforzato il nostro impegno per la diffusione dell’economia circolare, finalizzando importanti operazioni a livello europeo".

Il top manager ha ricordato che Banca Imi ha un rapporto proventi operativi netti/risk weighted assets (efficienza nell'allocazione del capitale) al 4,8%, ai vertici in Europa. Infine, dopo l'accordo con Rubicon Capital di alcuni mesi fa nell’ambito del programma Originate To Share presentato nel Piano d'Impresa 2018-2021, "contiamo di annunciare nei prossimi mesi importanti accordi con diversi player internazionali, relativi alla fase della condivisione del rischio prevista dal programma", ha concluso Micillo. (riproduzione riservata)








 

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