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29/06/2012 14.15 | Tutte | Indietro
La giornata sul Forex

Euro stabilie, tra gli investitori prevale la prudenza

Tra gli investitori europei, la prudenza prevale sull'entusiasmo, dopo che i Capi di Stato e di Governo hanno fatto passi in avanti verso una soluzione della crisi del debito sovrano. L'euro è ora stabile rispetto al dollaro e allo yen dopo i rialzi di questa notte. In Asia, la moneta unica era salita dell'1,5% rispetto al dollaro, festeggiando le misure concordate dai leader europei per stabilizzare i mercati. Il cambio euro/usd è salito da 1,2448 a 1,2628 in scia alle notizie giunte da Bruxelles. I forex strategist di Danske Bank sottolineano che "in assenza di altri annunci positivi, difficilmente l'euro/usd sarà in grado di mantenere i suoi recenti guadagni, visto che la Bce dovrebbe tagliare i tassi la prossima settimana". Sul valutario, per il momento un'accelerazione ribassista dell'euro/usd verso 1,22-1,20 sembra essere stata evitata, spiegano gli analisti di Intesa San Paolo aggiungendo che nel breve potrebbero esserci delle vendite sul dollaro. I forex strategist di Morgan Stanley in una nota spiegano che la moneta unica non tornerà ad avere un trend rialzista e il sollievo post vertice Ue sarà solo temporaneo. La banca evidenzia che anche se "sono stati fatti progressi su alcune misure di breve termine, sembra non ci sia ancora un accordo su una road-map di lungo termine". "Manteniamo la nostra strategia di medio termine di utilizzare i rimbalzi dell'euro/usd per stabilire posizioni ribassiste", osservano i forex strategist. Société Générale rimane cauta su una possibile soluzione della crisi del debito sovrano dell'Eurozona. Nonostante le notizie positive provenienti da Bruxelles, la banca francese sottolinea che per il settore bancario spagnolo, uno costo di rifinanziamento pari a quello del debito sovrano al 6,5% rimane troppo caro. Secondo Société Générale, Italia e Spagna potrebbero ancora richiedere un sostegno europeo e l'attuale capacità di fuoco dell'Esm/Efsf (670 mld euro) è ancora insufficiente per coprire le necessità di rifinanziamento dei due Paesi dei prossimi tre anni (1.000 mld euro). (riproduzione riservata)

MF Dow Jones




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