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Il Focus di oggi
Ernst & Young: EU ancora nelle grazie di investitori esteri
Di Tancredi Cerne
La crisi del Vecchio continente non spaventa gli investitori esteri. Ma nei mesi a venire le cose potrebbero cambiare Lo scorso anno i flussi di investimenti diretti in Europa sono cresciuti, con un numero complessivo di progetti superiore ai livelli pre-crisi. Secondo i risultati della decima edizione della European Attractiveness Survey di Ernst & Young, nel 2011 in Europa è stato registrato un aumento del 2% del numero di progetti da parte delle grandi società straniere, passati da 3.757 nel 2010 a 3.906 nel 2011. Ancora più sorprendentemente, il progetto medio ha dimensioni maggiori in termini di investimenti esteri diretti con un aumento dell’occupazione del 15%. Gli Stati Uniti si sono riconfermati il più grande investitore in Europa, con 1.028 progetti, il 26% del totale. Si tratta di un aumento del 6% rispetto all’anno prima e il più alto numero mai registrato dalla ricerca. «Nonostante le attuali turbolenze in Europa, i suoi fondamentali continuano a reggere», ha spiegato Marc Lhermitte, head of Ernst & Young International Location Advisory Services. «Sebbene l'attenzione si sia concentrata sui paesi in rapida crescita, l’Europa resta comunque una destinazione chiave per gli investitori stranieri. Rimane la più grande economia del mondo, e grazie all'attrattività dei suoi 500 milioni di consumatori ad alto potenziale di spesa, unita a uno scenario legale e normativo stabile e trasparente, si conferma una meta attrattiva per gli investitori». Il Regno Unito è rimasto il paese più attrattivo in Europa per gli investimenti, con 679 progetti, il 17% del totale. La Francia è scesa a 540 rispetto ai 562 nel 2011 e lascia il secondo posto dello scorso anno alla Germania che ha avviato 579 progetti nel 2011. L'aumento degli investimenti in Germania riflette la sua performance economica relativamente forte. A sorpresa la Spagna ha registrato un aumento del 62% del numero di progetti per un totale di 273 (+ 104 annunci di FDI durante il 2010) dal momento che gli investitori hanno visto opportunità in città e aree con un basso costo della manodopera e una forza lavoro altamente qualificata. A livello di settori, i servizi alle imprese e i software rimangono i principali beneficiari dei progetti di investimenti diretti esteri in Europa con un incremento rispettivamente del 19% e del 15%. Complessivamente i due settori rappresentano il 28% dei progetti totali del 2011, con una creazione di oltre 16.000 posti di lavoro. Anche il comparto automobilistico ha assistito a un aumento del numero di progetti FDI (da 258 dello scorso anno a 270) ed è stato anche il settore che ha creato il maggior numero di posti di lavoro, ossia 37.790. In calo invece l’intermediazione finanziaria scesa del 16% e l'elettronica con un calo dell'8%. «Oltre l'80% degli intervistati è convinto che l'Europa supererà l’attuale crisi economica», hanno spiegato da Ernst & Young. Riguardo all’attrattività in termini di investimenti dell’Europa, gli intervistati sono sostanzialmente ottimisti. La ricerca mostra tuttavia che solo il 26% degli investitori esteri è intenzionato a effettuare operazioni in Europa nel 2013, con un calo dal 33% rispetto al 2011. Tuttavia, più di un quarto degli intervistati tiene d'occhio le possibili acquisizioni: un segnale che molti asset europei saranno disponibili non appena i vendor saranno più confidenti circa la valutazioni e le prospettive di recupero. Data la disponibilità di cash di molte aziende, le M&A potrebbero essere un importante complemento per gli investimenti di tipo Greenfield nel 2013.
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