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Il Focus di oggi
Schroders: in Cina margini bancari sotto pressione
Di PierEmilio Gadda
I mercati hanno reagito positivamente alla decisione “a sorpresa” delle autorità cinesi di tagliare i tassi di interesse e ridurre quelli sui depositi. La Banca Popolare della Cina, per la prima volta dal 2008, ha portato il tasso si riferimento al 6,31%, 25 punti base in meno rispetto ai valori precedenti. Una scelta, valida a partire dall’8 giugno, che mira a scongiurare il pericolo di un hard-landing, e che arriva dopo ripetuti interventi per ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Oltre al taglio del tasso di riferimento, la banca centrale ha autorizzato gli istituti bancari a innalzare i tassi passivi fino a un massimo del 110% del benchmark (rispetto al 100% consentito in passato) e a ridurre gli attivi fino a un minimo dell’80% del benchmark (precedentemente il minimo era 90%). “Questo intervento provocherà un’impennata dei tassi sui depositi vincolati e un taglio dei tassi attivi, mettendo pressione sui margini delle banche nei prossimi 12 mesi” spiega Laura Luo, Fund Manager per l’Asian Equities di Schroders. In questo contesto, le più avvantaggiate sono le banche con una quota più elevata di depositi a vista: la mossa della banca centrale cinese può essere interpretata come un primo, importante passo verso la deregolamentazione dei tassi, perché innalza il tetto ai passivi e abbassa la soglia degli attivi. “Un’altra importante implicazione per le banche – sottolinea Laura Luo – è che il taglio dei tassi attivi continuerà a gravare sui rendimenti dei prodotti di gestione patrimoniale”. Questo potrebbe accrescere il rischio per gli utili bancari nel breve termine e provocare insolvenze che le banche saranno chiamate ad assorbire, anche se si tratta di attività non attualmente iscritte nei loro bilanci. “È importante notare che la banca centrale dispone di molti altri strumenti per stimolare la crescita, se necessario” continua l’esperta di Schroders “prevediamo che nei prossimi mesi verranno rafforzate le misure di sostegno, sia monetarie che fiscali”. I provvedimenti attuati dalla Banca Popolare Cinese costituiscono un nuovo, importante passo verso la piena liberalizzazione dei tassi d’interesse e la riforma finanziaria.
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