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07/06/2012 15.00 | Tutte | Indietro
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Da Unicredit il power certificate Eni

Da <a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=UNICREDIT">Unicredit</a> il power certificate <a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=ENI">Eni</a>

Doppio collocamento in corso per Unicredit, che da lunedì sta proponendo presso la rete di Fineco una nuova serie di Power certificates su Eni, mentre lo scorso 24 maggio, direttamente presso la rete di UniCredit, ha avviato la fase di sottoscrizione dei nuovi Express sull'indice EuroStoxx50. Vediamo in breve le caratteristiche principali delle due proposte.

Power certificates su Eni. Saranno in collocamento fino al prossimo 29 giugno a un prezzo iniziale di 100 euro, comprensivo di una componente commissionale pari al 4,65% del valore nominale, mentre successivamente sarà fatta richiesta di ammissione a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTLX. L’ottica dell’investimento è biennale in virtù di una scadenza fissata per il 4 luglio 2014, nella quale potranno verificarsi tre diversi scenari di rimborso: a) se Eni chiuderà con una performance non negativa rispetto allo strike che sarà rilevato alla chiusura del prossimo 3 luglio, il certificato garantirà una partecipazione con una leva del 130% al risultato finale del sottostante; b) se il titolo petrolifero chiuderà invece al di sotto del suo valore iniziale, ma non della barriera posta al 70% dello stesso livello iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore di emissione di 100 euro, garantendo quindi comunque la protezione del capitale iniziale; c) se il sottostante chiuderà infine con una perdita superiore al 30%, il prodotto pagherà un’analoga performance negativa. Il certificato propone una valida opportunità di rendimento in caso di scenario positivo e una protezione dell’intero capitale iniziale a meno che il sottostante non perda oltre il 30% nei prossimi due anni. Si tratta di uno strumento particolarmente adatto ad accelerare per esempio il recupero di eventuali perdite pregresse maturate sul titolo, dal momento che grazie all’effetto leva il potenziale rialzista viene esaltato. Per contro, rispetto a un investimento diretto sul sottostante, imporrà la rinuncia a due anni di dividendi che verranno pagati dal titolo.

Express certificates su EuroStoxx50. In sottoscrizione fino al prossimo 20 giugno a un prezzo di emissione di 100 euro, comprensivo di una componente commissionale pari al 4,55% del valore nominale, anche questi strumenti saranno poi destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTLX. Legato all’indice EuroStoxx50, il certificato ha una scadenza breve fissata per il 27 dicembre 2013: la durata massima dell’investimento sarà quindi di soli 18 mesi e potrà ridursi ulteriormente in funzione di una doppia opportunità di esercizio anticipato strutturata su base semestrale. Se il 27 dicembre prossimo l’indice continentale chiuderà a un livello almeno pari al valore iniziale che sarà rilevato alla chiusura del prossimo 22 giugno, il certificato sarà liquidato a un prezzo fisso di 106,50 euro. Se tale condizione si realizzerà invece solo il 25 giugno 2013, lo strumento sarà liquidato a 113 euro. Con uno scenario non negativo, l’investitore avrà quindi una doppia opportunità per incassare anticipatamente un rendimento lordo annuo del 13%. In caso di mancato rimborso anticipato, l’Express sarà invece regolarmente rimborsato alla sua scadenza naturale secondo due possibili scenari alternativi: a) di nuovo, se l’EuroStoxx50 chiuderà con una performance non negativa, il certificato sarà liquidato a 119,50 euro; b) se il sottostante chiuderà invece con una performance negativa, l’Express replicherà integralmente la stessa perdita del mercato. Il certificato si adatta quindi a uno scenario di mercato strettamente rialzista, che possa premiare l’investitore con l’interessante rendimento annuo del 13%. La protezione del capitale è invece vincolata a una chiusura non negativa del sottostante. Rispetto ad altre emissioni simili non è quindi previsto un livello barriera più basso dello strike, che in altri casi offriva un margine di sicurezza più ampio per annullare le perdite anche con uno scenario moderatamente negativo. Per contro il rendimento potenziale è invece più corposo, così come la cadenza semestrale delle finestre di possibile esercizio offre maggiori opportunità di rimborso anticipato. (riproduzione riservata)




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