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Capire le obbligazioni
Btp, i più corti non corrono rischiI Btp sono titoli a medio-lungo termine a tasso fisso, particolarmente adatti per gli investitori a caccia di un flusso finanziario costante. Le varie scadenze esistenti sul mercato consentono infatti di programmare flussi di cassa regolari durante tutto l'arco dell'anno. I Btp vengono emessi con scadenze di 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Attenzione, però, perché la scelta della scadenza impatta notevolmente sul profilo di rischio del titolo e quindi occorre valutare bene qual è il tasso di volatilità che si è disposti a sopportare. Man mano che si allunga la scadenza di un titolo (e quindi la sua duration a parità di altre condizioni) si accresce la correlazione del prezzo sul secondario con i tassi di mercato. La scelta di scadenze non superiori ai 5 anni garantisce una discreta stabilità dei corsi sul secondario salvo movimenti eccezionali dei tassi di mercato. Quando comprarli. Nonostante la vita residua relativamente breve, siamo comunque in presenza di titoli a cedola fissa che per definizione difendono il capitale dell'investitore quando i tassi di mercato scendono. È chiaro che tanto maggiore è la vita residua (e quindi la duration a parità di altre condizioni) tanto superiore sarà la protezione che, in caso appunto di calo dei tassi, si tradurrà in un incremento del prezzo del Btp sul secondario. In generale i Btp sono indicati per chi ha l'esigenza di costruirsi una rendita con flussi di cassa costanti, in questo caso semestrali, per un periodo inferiore o pari a 5 anni. Quando non comprarli. I Btp non sono indicati quando il mercato esprime rendimenti in rialzo. Se si è per esempio in presenza di un tasso di inflazione superiore al 3% annuo o si prevede una ripresa economica vigorosa, con un incremento del pil superiore al 2,5% annuo, è meglio infatti rivolgersi a strumenti a tasso variabile o ai Bot. In questo scenario, infatti, è molto probabile che la Banca centrare europea decida di alzare i tassi di riferimento per evitare che la crescita economica si trasformi in un forte aumento dei prezzi al consumo. Con la conseguenza che i nuovi Btp in emissione avranno cedole più alte, mentre quelli già sul mercato subiranno delle perdite in conto capitale così da riallinearne i rendimenti a quelli di mercato. In questo quadro le scadenze che meglio difendono il patrimonio sono dunque quelle più brevi. Quando venderli. I Btp sono particolarmente apprezzati per la loro liquidità: prima della scadenza gli investitori privati possono venderli sul mercato secondario regolamentato Mot (Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato), per un taglio minimo di 1.000 euro di nominale o suo multiplo. La vendita è agevolata da un mercato secondario liquido, ma è soggetta alle applicazioni di commissioni di negoziazione. È comunque opportuno vendere i Btp quando si ha la certezza che le condizioni di mercato non siano più adatte alle caratteristiche del titolo, ovvero inversione al rialzo dei tassi. Questo vale soprattutto per i Btp con vita residua più lunga.
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