Un tagliatasse per compensare la fine della privacy sui conti bancari
 Ecco la bozza dell'impegno Tagliatasse
Una legge già in vigore prevede che dal 2014, qualora le esigenze di bilancio lo permettano, venga utilizzata la parte permanente delle maggiori entrate derivanti dall'attività di contrasto dell'evasione per ridurre la pressione fiscale. L'entrata a regime di questa norma va anticipata al 2013 con un provvedimento ad hoc, così come avvenuto per la legge sul pareggio di bilancio, e va reso subito più cogente e strutturale l'impegno per i futuri governi a corrispondere a tutti i contribuenti onesti, famiglie e imprese, i frutti ottenuti con il drastico rafforzamento delle misure di verifica tributaria.
MF-Milano Finanza su Facebook
Hanno già aderito:
Giuseppe Mussari (presidente, Abi), Aurelio Regina (vicepresidente, Confindustria), Maurizio Stirpe (presidente, Unindustria Lazio), Mauro Masi (ad, Consap), Francesco Boccia (capogruppo Pd in commissione Bilancio), Paolo Romani (ex ministro Sviluppo, Pdl), Filippo Pavan Bernacchi (presidente, Federauto), Franco Moscetti (ad, Amplifon), Roberto Mazzei (professore di Finanza Aziendale dell’Università di Sassari), Gian Primo Quagliano (presidente, Econometrica), Claudio Scardovi (professore di Finanza dell’Università Bocconi di Milano), Giovanni La Croce (fondatore Studio La Croce), Emilio Girino (studio Ghidini, Girino e Associati), Gianfranco Negri-Clementi (fondatore Negri- Clementi Studio Legale Associato), Stefano Salvadeo (partner Bernoni Grant Thornton), Antonio Bottillo (ad, Natixis Global Asset Management, succursale italiana), Tommaso Federici (responsabile gestioni patrimoniali, Banca Ifigest), Giovanni Landi (senior partner, Anthilia sgr), Edoardo Chiozzi Millelire (responsabile Italia, Convictions Asset Management), Enrico Malverti (responsabile team di consulenza, Private & Consulting sim), Riccardo Milan (responsabile Italia, Capital Strategies Partners), Massimo Maurelli (managing partner, Mathema), Marco Palacino (managing director, BNY Mellon), Stefano Sardelli (dg, Invest Banca), Dario Luca Spitale (ad, Gaa Sim), Mario Spreafico (head of investments, Schroeders Private Banking), Gabriele Vedani (managing director, Fxcm Italia), Sergio Iasi (ad, Silvano Toti Holding), Paolo Alessandro Bonazzi (presidente, Service Trade), Salvatore Calabrese (cfo, Gentium), Domenico Menniti (ad e proprietario, Harmont & Blaine), Alessandro Fracassi (ad, mutuionline.it), Enrico Pazzali (ad, Fiera Milano), Giovanni Natali (ad, Ambromobiliare), Paolo Restelli (ceo, Adventures), Marco Messori (amministratore Mymediarelation), Cosimo Pastore (amministratore Power Emprise), Paolo Santagostino (ceo, Fast-Com), Stefania Celsi (Amministratore delegato di BonBoard), Paolo Bardella (Amministratore delegato di Orocash), Luciano Serra (Presidente Euroenergy S.p.A. - Green Solutions), Luciano Martucci (Presidente BonBoard), Roberto Masiero (Presidente di THINK!), Aude Pouplier (Socio Fondatore BonBoard), MariaGrazia Cangelli (Advisory Member at BonBoard / Public Relations Consultant), Giampiero Mazza (managing director CVC Capital Partners Italy), Alberto Quadrio Curzio e Renato Brunetta (relatiore Pdl al ddl stabilita'), Pier Paolo Baretta (capogruppo Pd in Commissione Bilancio), Boccia (coordinatore delle Commissioni economiche), Andrea Monorchio (Presidente Consap S.p.A.).
Adesso ci vuole il Tagliatasse
Si deve subito ridurre il peso fiscale. MF-Milano Finanza lancia un nuovo appello agli italiani, al quale hanno già aderito Pd, Pdl, imprese e professionisti, per anticipare al 2013 il Fondo per la riduzione delle imposte
di di Roberto Sommella
Se non ora quando? Se non è arrivata l'ora di ridurre la pressione fiscale con i proventi dalla lotta all'evasione mentre il Fisco tartassa i contribuenti onesti, quando suonerà la campana per chi fa sempre il suo dovere? Da questo semplice assunto, MF-Milano Finanza e tutti i media di Class Editori, hanno lanciato venerdì 12 ottobre una nuova campagna sull'onda del grande successo del Tagliadebito: il Tagliatasse. Ma la differenza, rispetto all'appello dell'agosto del 2011, culminato con molti disegni di legge e l'impegno del governo Monti a ridurre almeno di un punto percentuale il debito pubblico, è che stavolta basta una riga in un provvedimento all'esame del Parlamento per dare un segnale concreto ai milioni di italiani che si sentono vessati da un Erario che porta loro via in media la metà, se non di più, del reddito disponibile. Come noto negli ambienti governativi, in Italia esiste già una legge che, seppur in modo timido, prevede dal 2014, compatibilmente con le esigenze di bilancio e garantendo una tenuta «strutturale» delle risorse, l'utilizzo di parte del recupero dell'evasione fiscale per alimentare il Fondo Tagliatasse. Il problema è che rischia di arrivare a babbo morto con un Paese allo stremo sotto recessione. Insomma, un misero specchietto per le allodole elettorali. La portata dell'appello di questo giornale, subito sottoscritto da migliaia di imprenditori e da politici di ogni schieramento, è che la svolta è davvero a portata di mano. Ci sono almeno 13 miliardi di euro (come emerge dalla tabella in pagina) che possono essere utilizzati per ridurre l'Irap e l'Irpef già dal prossimo anno, riducendo per pari importo spese defalcabili. Missione impossibile? Non è così. Lo si pensava anche quando Roma ha dovuto in tutta fretta garantire il pareggio di bilancio già dal 2013 sotto la pressione della famosa lettera della Bce al governo Berlusconi, eppure da allora sono state fatte manovre per almeno 80 miliardi di euro, tra le ultime di Giulio Tremonti e le prime di Mario Monti. E analogamente si credeva che anche il Fiscal compact fosse di difficile appetibilità economica (peraltro a ragione) e invece il Parlamento ha approvato una norma suicida che costringerà l'Italia a ridurre il debito di 45 miliardi all'anno quasi senza colpo ferire. Ora, tra uno scandalo regionale e il balletto già in corso per il sistema elettorale da approvare, migliaia di cittadini hanno chiesto alla maggioranza dell'esecutivo dei tecnici un gesto concreto. Dicono basta ai sacrifici a senso unico. La norma è lì, serve davvero cambiare solo un numero per renderla subito operativa. Allora MF-Milano Finanza prova a dare una mano al relatore di questa futura riforma di equità sociale più che fiscale, e riporta il testo da emendare. «Le maggiori entrate derivanti dal presente decreto», si legge al comma 36 dell'articolo 2 del dl 138 del 2011, «sono riservate all'Erario, per un periodo di cinque anni, per essere destinate alle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. Con apposito decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di individuazione del maggior gettito, attraverso separata contabilizzazione. A partire dall'anno 2014, il Documento di economia e finanza conterrà una valutazione delle maggiori entrate derivanti, in termini permanenti, dall'attività di contrasto all'evasione. Dette maggiori entrate», conclude la legge, «al netto di quelle necessarie al mantenimento del pareggio di bilancio e alla riduzione del debito, confluiranno in un Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale e saranno finalizzate alla riduzione degli oneri fiscali e contributivi gravanti sulle famiglie e sulle imprese». Tante parole per restituire (forse) qualcosa a chi versa circa 300 miliardi di euro di tasse all'anno. Basta eliminare qualche passaggio inutile e cambiare l'anno in 2013 per rendere tutto più concreto. Perchè non farlo? Insieme a MF-Milano Finanza se lo sono chiesto, aderendo all'appello riprodotto nel box in pagina, personaggi del calibro di Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi, Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria che con il suo convinto assenso alla campagna Tagliatasse rappresenta 3.500 aziende laziali e ben 250 mila addetti e molti imprenditori («La proposta è assolutamente da condividere poiché sarebbe il primo segnale di coerenza e di ripristino di un rapporto di fiducia tra i contribuenti e lo Stato», ha detto per esempio Domenico Minniti, patron di Harmont&Blaine). La politica non è stata, per una volta, da meno. «Aderisco subito con convinzione», ha detto l'ex ministro dello Sviluppo Paolo Romani (Pdl) e gli ha fatto eco Francesco Boccia del Pd («anticipare l'entrata in vigore al 2013 del fondo taglia tasse significa assumere un impegno chiaro verso gli italiani e un obbligo con noi stessi»). E mentre il giornale va in stampa, fax e mail continuano a riempire le scrivanie. (riproduzione riservata)
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Inviato il: 09/05/2013 09.56
Da: RzRzYKEwdhJBWwxpVOO
 I was so conusfed about what to buy, but this makes it understandable.
Inviato il: 09/05/2013 09.56
Da: zMBMUvIN
 I’m grateful you made the post. It’s celread the air for me.
Inviato il: 06/05/2013 11.46
Da: giorgi gabriele
 In ambito sanitario spesso si cura la malattia e non il malato nella sua integrità creando a volte danni gravi.Ho l’impressione che anche in ambito politico accada la stessa cosa. Si continua a parlare di leggi tributarie singole e non si affronta il problema nella sua globalità con una vera riforma fiscale. Semplificando il sistema ci sarebbero grandi risparmi che consentirebbero da una parte di alleggerire la pressione e dall’altra di semplificare la vita ai cittadini. Ad esempio :eliminare le imposte dirette trasferendo i mancati introiti sull’iva sarebbe una vera rivoluzione che consentirebbe di avere un sistema equo (l’iva è una tassa giusta, paga chi può spendere) e semplificherebbe enormemente i controlli ( riducendo ad un terzo la platea contribuenti) con grande risparmio di spesa. Si parla di copertura finanziaria per singole leggi (esodati, imu ecc) invece di ridurre la spesa complessiva con una vera riforma del sistema italia. Struttura dello stato più adeguata ad un mondo globalizzato in grado di decidere più rapidamente ai fenomeni che interagiscono tra tutti i paesi. Cambiare la Costituzione non è reato!!! si può e si dovrebbe.
Inviato il: 06/05/2013 08.24
Da: mario verzi
 abbattere tutti gli interessi delle corporazioni che si annidano dietro equitalia e riportare a giusta civilta’ la tassazione dei cittadini per morosita’ o disguidi a vario titolo
Inviato il: 24/04/2013 09.13
Da: Luca Ferraro
 Trovo illogico in termini di bilancio e di economia di stato il condizionale usato dalla legge "qualora le condizioni di bilancio lo permettano". Non condizionerei la destinazione delle maggiori entrate dalla lotta all’evasione alla situazione di bilancio. Eliminerei il condizionale di cui non si comprende lo scopo, se non quello di disapplicare quanto previsto dalla stessa legge con ampia discrezionalità.
Inviato il: 16/04/2013 16.01
Da: Giovanni Busato
 poche mosse servono all’italia per ripartire,il resto lo fanno i ciitadini,come sempre del resto.forza!
Inviato il: 27/03/2013 10.58
Da: Severo Bonera
 bello vivere rubando soldi alla alla gente onesta, Ricordatevi non siamo polli da allevamento da spennare quando vi pare ma cittadini con una dignità ma sopratutto in attesa di essere serviti e non servi vostri
Inviato il: 26/03/2013 16.02
Da: ROBERTO DEGIOVANNI
 Aderisco !
Inviato il: 17/03/2013 23.28
Da: giovanni basile
 E’ UN PROVVEDIMENTO GIUSTO E DA APPROVARE SUBITO!!!!! IN PRIMIS PER I PENSIONATI DA 1300/2500 EURO MENSILI CHE DAL 2012 NON RICEVONO PIU’ INDICE ISTAT - grazie alla Sig.ra FORNERO con lacrime e Pres. Cons. - senatore .-Prof. MONTI che ritiene giusto togliere 20/50 euro mensili sulla pensione!!!!!! Iinoltre in PUGLIA il lavoratore e il pensionato con REDDITI SINO A 15000 EURO SUBISCE ADD.LE REGIONALE DELL’!,1,53% mentrre altre regioni applicano l’’1,23%( Liguria Lombardia Marche ecc.) QUESTA E’ EQUITA’ E SENSO CIVICO???? ORA NEL 2013 E 2014 HANNO GIA’ DATO FACOLTA’ AI COMUNI E REGIONI ULTERIORI AUMENTI SENZA TENER CONTO CHE IL REDDITO ANNUO DEL LAVORATORE E DELPENSIONATO NON E’ VARIATO - ANZI IL POTERE D’ACQUISTO E’ DIMINUITO. A giugno irpef e imu e NUOVA TARES DA PAGARE E COSA STRANA NESSUNO CONTROLLA LA SPESA DI TALI ENTI - SE NON DOPO ANNI QUANTO HANNO ACCUMULATO BEN 900 MLN EURIO COME AL COMUNE DI TARANTO - ALESSANDRIA - ROMA -PALERMO ECC...
Inviato il: 15/03/2013 17.16
Da: diego inzirillo
 credo che dovremmo essere alla fine del tunnel e quindi chi sbaglia deve pagare chi ha ben srminato deve raccogliere
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