 Monti e ... Smonti Egregio Direttore, all'indomani dell'insediamento del governo del professore, Le dirò, ero pervaso da una certa speranza, un ottimismo, quasi una certezza, che il nostro Paese sarebbe di lì a poco uscito dalle grinfie dei cosidetti mercati. Dopo poco tempo, però, il mio ottimismo si è affievolito, con le notizie che ogni giorno ci dicono di licenziamenti, fallimenti, suicidi. Ora, è bene ricordarsi che il professore ha trovato una situazione, a sentire lui, molto grave, ma la strada intrapresa (allungamento dell'età lavorativa, art. 18 e altro, tasse a pioggia, eccetera) stà comprimendo i consumi perchè lascia sempre meno euro in tasca alla gente. Mi chiedo e chiedo da cittadino italiano, se non fosse stato meglio decidere una seria patrimoniale solo sui grandi patrimoni, abbattere con l'incasso da questa il debito, tagliare pesantemente i costi della politica, dare lavoro ai giovani mandando in pensione, visto il metodo retributivo, a 63/64 anni, ridurre a due i gradi di giudizio e altre cosucce semplici, a mio avviso, per far rimanere un pò di euro in tasca ai cittadini, per tenere sù i consumi. Dal disastro sui consumi che sono tornati indietro di dieci anni, lo Stato avrà mancanza di Iva e, considerata la maggiore cig ed i licenziamenti, anche minore Irpef. Cosicchè, gira e rigira, siamo il cane si morde la coda e la ridda di tasse proseguirà. Concludo dicendo che, a volte, i professori dovrebbero smettere di darsi tanta importanza, perchè da tutti si può imparare; anche dall'alunno!
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