Il Trader


26/05/2012 - Ore: 6.22
I rendimenti sui bond mettono in ginocchio gli Stati. E se l’Ue ne dichiarasse un tetto, magari frutto di un rating europeo, salvaguardato dalla Bce?
Di Massimo Brambilla

La missione impossibile dell’Eurogruppo, uscita dalle urne di Francia, Italia, Germania e soprattutto della Grecia, è ora quella di conciliare la crescita economica, non solo di lungo ma anche e soprattutto di breve e medio termine, con la salvaguardia dei conti pubblici. Per ora sul piatto sono state messe solo parole o al massimo dichiarazioni informali di intenti, ma nulla di concreto; da qui l’estremo nervosismo dei mercati, già in fibrillazione fino al nuovo esito elettorale greco atteso il 17 giugno, visto che già da luglio, nel caso in cui non venisse erogata la nuova tranche di aiuti, Atene si troverà impossibilitata a pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici.

Dal cilindro di Bruxelles, tuttavia, non potranno che uscire soluzione di tipo monetario a sostegno, o meglio a finanziamento, dell’economia dell’Eurozona, visto che le riforme strutturali non possono che avere effetti solo nel lungo periodo: l’unica soluzione possibile di breve-medio periodo, oltre a portare il costo del denaro quasi a zero, consiste quindi nel bypassare i tassi proibitivi richiesti sui mercati obbligazionari, responsabili di moltiplicare la tensione su un Paese già in difficoltà, tramite l’emissione di Eurobond, in modo da consentire agli Stati in crisi di potersi rifinanziare a tassi più sopportabili.

Ciò ridarebbe ossigeno al sistema creditizio e al costo dell’indebitamento del settore privato, impiegando magari come ulteriore stimolo dell’economia (riduzione delle tasse, per esempio) le risorse che non vengono spese per fronteggiare gli alti costi di rifinanziamento del settore pubblico. L'esigenza urgente, infatti, è quella di evitare che i rendimenti esorbitanti e opportunistici richiesti dagli operatori del mercato obbligazionario arrivino a mettere indebitamente in ginocchio (fino al default, o in alternativa all'intervento di sostegno finanziario esterno) i Paesi che hanno già avviato il risanamento dei conti pubblici secondo piani condivisi a livello internazionale.
Oltre un certo livello del costo di (ri)finanziamento reale (ovvero al netto dell'inflazione) di un debito pubblico di una certa consistenza rispetto al Pil, gli spazi per inseguire la crescita economica diventano infatti estremamente ridotti, da qui l'importanza di ricondurre i tassi su livelli obiettivamente più equi e sostenibili.


Bce, il possibile ampliamento del mandato

I bond emessi a livello di Eurozona, osteggiati dalla Germania visto che sostituirebbero almeno parzialmente le emissioni degli Stati sotto pressione, non sono tuttavia l’unica strada: l’altra via, più rapida e probabilmente più agevole, è quella perseguita da Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone, dove la piena autonomia monetaria ha permesso alle rispettive banche centrali, oltre a portare il costo del denaro praticamente a zero, di acquistare a propria discrezione titoli di stato sul mercato secondario con l’obiettivo di contenere i rendimenti di medio-lungo periodo e di immettere liquidità nel sistema, spesso espandendo i propri bilanci tramite la creazione di nuova moneta (Quantitative easing). Grazie anche a questo tipo di operazioni l'economia americana e quella britannica sono ora certamente più in forma rispetto a quanto si registra nell'area della moneta unica, senza peraltro sfoggiare rapporti di indebitamento più incoraggianti.

Una politica monetaria di questo tipo è stata approcciata in modo mascherato dalla Bce con i due finanziamenti straordinari a tre anni (“Ltro”) di 1.000 miliardi di euro erogati al sistema bancario dell’Eurozona nel dicembre 2011 e nel febbraio 2012 al tasso mini dell’1%: questi fondi sono stati utilizzati dalle banche italiane e spagnole per acquistare sul mercato titoli di stato domestici, risollevandone i prezzi dai minimi di novembre e quindi ridimensionandone parzialmente i rendimenti e lo spread nei confronti della Germania. Naturalmente, le nuovi obbligazioni acquisite potranno essere fornite come collaterale alla Bce a garanzia di nuovi prestiti bancari, nell’ambito di un circolo potenzialmente senza fine.
In sostanza, l’Eurotower risulterebbe il detentore finale (in termini di rischio) dei bond statali acquisiti dalle banche, erogando parallelamente i fondi necessari affinché gli istituti possano comprare altri titoli di stato sostenendone i prezzi.

Tanto varrebbe fare allora il passo in più, per stabilizzare totalmente i mercati finanziari e spezzare il potenziale circolo finanziario vizioso che si potrebbe creare con altri operazioni straordinarie di tipo Ltro eventualmente in cantiere presso la banca centrale: basterebbe ufficializzare che la Bce acquisterà direttamente sul mercato secondario qualsiasi titolo di stato emesso da un paese dell’Eurozona quando il suo rendimento supera una soglia prefissata dall’Ue in funzione delle varie scadenze, soglia ovviamente resa pubblica per ottenere la massima efficacia sul mercato. Per le scadenze dai 10 anni in su il tetto potrebbe essere, per esempio, di un punto e mezzo o due inferiore rispetto al 5,2% pagato dalla Grecia per gli aiuti finanziari; o meglio ancora potrebbe essere stabilito e aggiornato dall'Ue in base al rating espresso da una nuova agenzia europea che funga, come auspicato da più parti, da contraltare rispetto ai giudizi d'oltreoceano provenienti dall'oligopolio S&P, Moody's e Fitch.

L’azione della banca centrale eserciterebbe quindi un effetto rialzista sui prezzi dei bond, comprimendone i relativi rendimenti. Questa strada è stata peraltro seguita dalla Fed: se la prima operazione di Quantitative easing annunciata nel settembre 2009 era mirata a introdurre nuovi dollari sul mercato monetario (per complessivi 2.000 miliardi), la seconda, esattamente un anno dopo, è stata rivolta agli acquisti sul mercato dei titoli di stato a medio e lungo termine, acquisti finanziati dalle vendite di titoli a breve termine che erano stati oggetto di acquisto nell'autunno del 2010 (operation Twist), con lo scopo di appiattire la curva dei rendimenti e contenerne i saggi a più lunga scadenza a sostegno del mercato immobiliare in crisi.


Spread ingabbiato, fine della speculazione

Così facendo la Bce garantirebbe tassi d’interesse sostenibili per le nuove emissioni dei paesi più esposti alla crisi, tagliando le gambe alla speculazione (che nella fasi di maggiore incertezza agisce in modo del tutto esasperato creando notevoli danni al processo di risanamento) e restringendo al contempo lo spread; se la Grecia dovesse uscire malamente dall’euro, le vendite di bond si scatenerebbero infatti sulla già traballante Spagna spedendone in orbita i rendimenti e obbligando la Troika all’intervento, dopodiché basterebbe mettere nel mirino l’Italia per assistere allo sgretolamento della moneta unica.

L’intervento sul mercato obbligazionario da parte della banca centrale sarebbe tanto più sostenuto quanto più i rendimenti richiesti dal mercato tendono a spingersi oltre le soglie predefinite, mentre sarebbe nullo quando i rendimenti risultano inferiori. Ciò varrebbe naturalmente anche in sede di nuove emssioni, dove la Bce sottoscriverebbe in asta la parte di titoli che non verrebbe assegnata a causa della richiesta, da parte degli operatori, di tassi che sforino le soglie prefissate. Il risultato sarebbe quindi del tutto simile a quello che si otterrebbe con gli Eurobond, ma verrebbe raggiunto in modo più puntuale e dunque più efficiente. E soprattutto necessiterebbe di un tempo inferiore per essere attuata, una volta approvata anch’essa (come gli Eurobond) dagli Stati membri.

Questo tipo di azione tenderebbe naturalmente a indebolire la moneta unica, che non farebbe affatto male all'export dell'Eurozona contribuendo alla ripresa economica, a spese delle esportazioni americane e inglesi su cui gli anglosassoni troverebbero qualcosa da ridire nonostante abbiano fatto la stessa cosa con le loro operazioni straordinarie di Quantitative easing condotte nel 2009-2010: la banca centrale del Giappone lo sa bene, costretta a comprare ingenti quantità di T-Bond americani per acquistare dollari e vendere yen nel tentativo di frenare l'eccessivo rafforzamento della propria valuta contro il biglietto verde.

L’exit strategy, al tempo opportuno, consisterà nel cedere progressivamente sul mercato i bond in pancia alla Bce quando i rendimenti faranno ritorno al di sotto di un certo livello, incassandone la plusvalenza.

Altre strade per gestire la situazione, oltre agli Eurobond spinti ora da Monti con più forza grazie al sostegno dell’asse franco-americano, non ce ne sono. E i mercati lo hanno ben presente.
Dunque, se non intendiamo lasciare in mano alla speculazione internazionale le sorti di mezza Europa e della moneta unica, è opportuno e urgente ampliare il mandato della Bce almeno fino al perimetro in cui operano le altre principali banche centrali: in caso contrario è come continuare a correre in Formula 1 con un'auto improntata solo a contenere i consumi di benzina, senza alcuna considerazione per la velocità e la tenuta di strada. Il risultato è sotto gli occhi: tutti ci sfrecciano attorno. (riproduzione riservata)

680 Commenti
Inviato il: 04/07/2012 19.42   
Da: **fedez**
spread 430
Come a poker i mercati hanno visto il bluff del vertice del 28........
Se domani i tassi non scendono allo 0,5% + Ltro........... si va a 12.000.......

Ormai ci vuole una laurea in "convegnologia" per capire cosa fanno in sta c**** di UE......... ora tutti gli occhi sono puntati sull’eurogruppo del 9........... si andrà avanti così fino a settembre..........un vertice "decisivo" dopo l’altro

Inviato il: 04/07/2012 17.47   
Da: **fedez**
La cosa preoccupante
è che le spese in conto capitale fanno -20% e quelle correnti +2,6%.......... per risanare il paese dovrebbe essere l’opposto........... ormai tutti i soldi se ne vanno in stipendi ai dipendenti pubblici e sanità gonfiata

Inviato il: 04/07/2012 17.13   
Da: zampa
catastrofe
su WSitalia hanno scritto che il deficit sarebbe all’8% nel trimestre 2012
fosse vero , comunque da nessun media viene confermato ,
e comunque vorrebbe dire che sanno pure a quanto ammonterebbe il pil e non lo dicono
ogni punto di pil equivale a circa 15 miliardi
a quanto dovrebbe essere ridotto il deficit in base al fiscal compact ?
al 3% ?
tendenziale occorrerebbero 75 mld ulteriori da qui al 2014
con la spending rewiew quanto risparmiamo ?
5 6 7 miliardi
aria fritta
poi ci sono altri due punti di iva ad ottobre già spesi

Inviato il: 03/07/2012 18.26   
Da: Atollo
R:riepiloghiamo l’equivoco
Quindi tu sostieni che la BCE con quella dotazione può tenere a bada gli spread per non più di 3 settimane in caso di attacco speculativo. Io un’ipotesi così negativa la vedrei possibile solo col precipitare della situazione Euro-Grecia.
Poi non direi che chi specula vuole condizionare le scelte politiche, semmai sa sfruttare le debolezze o le mancanze delle amministrazioni statali ed europee. Che poi queste siano indotte ad attuare delle politiche per rimediare ai propri errori precedenti non credo che alla speculazione se ne possa fare una colpa, semmai un ringraziamento.
PS. Semmai è vero che da noi gruppi di potere finanziario e politico, coi loro media, hanno usato la speculazione per condizionare la politica al 100%, col comunque valido contributo telefonico della Merkel c.

Inviato il: 03/07/2012 13.50   
Da: zampa
riepiloghiamo l’equivoco
un tasso sul debito di un paese con rapporto deb pil al 120% ufficiale e 150 160% reale
non si calmiera con un fondo che investe una cifra limitata sul mercato secondario e la storia recente lo insegna
che fine hanno fatto i 300 mld dati alle banche italiane dalla bce ? evaporati
tanto che il MPS abbisogna di minimo altri 2 mld di aiuti statali subito
e i fondi dati alle banche spagnole ? evaporati
e i btp comprati dalla bce nel periodo ultima fase del governo berlusconi con il BOT sei mesi al 5% ?
il bilancio federale USA se non avesse beneficiato del QE1 2 3 tassi a zero e segate varie a quanto si diovrebbe finanziare con un deb pil al 130% e disoccupazione al 9%
se non stampi euri in questa congiuntura la speculazione non la fermi
i 3 settimane il fondo salva spread evapora con lauto guadagni per chi ci specula
e fino a quando chi specula condiziona al 100% le scelte politiche
non ci resta che sperare nel collasso ......per salvarci




Inviato il: 03/07/2012 13.43   
Da: Atollo
Senatore a vita
Questo titolo dovrebbe essere attribuito non per simpatia o carriera in parrocchie politiche anche se in ruoli istituzionali, ma esclusivamente per aver onorato l’Italia col genio delle proprie opere unitamente alla civiltà dei modi, come credo si possa dire di Sergio Pininfarina, che oggi ci ha lasciato

Inviato il: 03/07/2012 12.15   
Da: Atollo
Lince
Lince penso che non ci siano dubbi sul fatto che nessun fondo che potrebbe reggere un default di Spagna od Italia.
Ma credo che tu e zampa abbiate equivocato sull’utilizzo indicato nel summit dell’ESM come taglia spread. Se la BCE potrà farlo, ma come abbiamo visto ieri la Olanda e Finlandia si son mesi di traverso, dovrà occuparsi di calmierare il mercato non certo di acquistare tutto il debito riemesso. E non è detto che dovrà farlo materialmente: chi voleva specularci non è detto che aspetti l’intervento di BCE per rivolgersi da un’altra parte, tantè che con la sola prospettiva di un prossimo intervento qualcuno ha già molllato.
News dell’ultimo momento:
12:05:05 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Strasburgo, 03 lug - Il presidente della Ue Herman van Rompuy ritiene che tutti i paesi devono rispettare le decisioni prese per fronteggiare la crisi del debito sovrano e bancaria nello scorso fine settimana, visto che "tali decisioni sono state prese all’unanimita’". E’ chiaro che "a certe condizioni alcuni paesi non possono bloccare le decisioni dell’Esm". E’ questa
la risposta diretta del presidente Ue all’opposizione di Olanda e Finlandia all’acquisto di bond sul mercato secondario a meno che non sia presa all’unanimita’. A certe condizioni, invece, l’Esm puòdecidere con l’85% dei voti.




Inviato il: 03/07/2012 11.29   
Da: Lince71
Atollo
No intendo dire che l’insolvenza anche solo di uno dei 2 non puó essere assorbita da un fondo che conta un buon 30% proprio dall’economia di questi 2. É un fatto di misura, esm così deve garantire a 2 stati di non saltare per aria mentre nel contempo il fondo é garantito dal fatto che i 2 non saltino per aria. Un controsenso non credi?

Inviato il: 03/07/2012 10.57   
Da: Atollo
R: indifferenza da ISM .....e......assicurazioni
in fondo Lince è quello che ha fatto ieri WS, forse perchè come dicevo ieri è venuto in coda alle trimestrali negative e quindi in buona parte atteso.
Con la mia domanda sull’assicurazione comune degli Europaesi, come potrebbe essere inteso un fondo comune di intervento, intendevo dire che quando lo crei secondo te i paesi probabilmente prossimi destinatari del soccorso non dovrebbero versare la propria quota?

Inviato il: 03/07/2012 10.00   
Da: Lince71
Entrato lungo
su appiattimento spread........speriamo di non fare la parte del sorcio.

Inviato il: 03/07/2012 09.39   
Da: Lince71
Mercato troppo abituato prob euro?
Sembra non prendere in considerazione il prob USA /( ISM sotto 50)......bhà...... a me non convince nemmeno un pò questa indifferenza, pur restando all’erta per cogliere eventuali proseguo del rimbalzo

Inviato il: 02/07/2012 19.51   
Da: Lince71
R:Tu che fai , guardi il cliente che vuole assicurarsi e se capisci che avrà il sinistro non gli fai
Esattamente. Le assicurazioni fanno proprio così Atollo. Se hanno motivi per credere che avrai un sinistro col ciufolo che ti assicurano.

Inviato il: 02/07/2012 19.30   
Da: Lince71
Pallocchio
’serata a te.

Inviato il: 02/07/2012 19.25   
Da: Lince71
R:spread 420
già già....fine del calo, di Monti e pure fine di Obama misà......
cmq tah inavvicinabile malgrado recupero a WS, masgari sale ma non mi convince e temo l’il mercato dalle 21 in poi.
Casomai più su domani mattina, ma sorprese in arrivo sia positive che negative dalle 21 in poi....come al solito insomma.

Inviato il: 02/07/2012 18.33   
Da: **fedez**
spread 420
fine del calo......
Continua poi il calo delle immatricolazioni auto........ Business as usual insomma......
Io sto seguendo il cambio euro/aud che........ è ai minimi di 6 mesi

Inviato il: 02/07/2012 17.52   
Da: pallocchio
ciao Lince
buona serata

Inviato il: 02/07/2012 17.28   
Da: Lince71
Parolina magica
ecco la parolina magica su Marketwatch:
"Recession now more likely"

ma anche gli stimoli sono now more likely...interessante dilemma

Inviato il: 02/07/2012 17.26   
Da: Lince71
Asta
Ora vedremo cosa vogliono fare a WS.

Inviato il: 02/07/2012 17.25   
Da: Lince71
si direbbe che sia sicuro che non avrà problemi
già e secondo me é questo il problema. Ha giocato d’azzardo, ed ha fatto bene. Però purtroppo non credo otterrà gli effetti sortiti oltretutto essendosi impegnato con la tobin tax.....che figo eh? Tanto il mib é ultraliquido .....che ce frega. Ti immagini l’effetto della tobin sui titoli sottili del mib?gh gh gh
per me chiude e rimane UEIFE index ( UCG-Enel-FIAt-Eni)

Inviato il: 02/07/2012 17.20   
Da: Atollo
al prossimo touch dei 500 dello spread Monti salta
si direbbe che sia sicuro che non avrà problemi, infatti ha detto che l’Italia non avrà per ora bisogno del taglia spread, continuo a pensare che gli serva per far pressing sui politici

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