Il Trader

23/01/2012 - Ore: 10.00


Il rischio-Italia si chiama crescita. Il -2,2% di Pil 2012 stimato dall’Fmi vale 10 miliardi in meno di tributi, frenando la discesa dello spread. Ogni 0,5% di variazione dei tassi a 7 anni vale 8 miliardi

di Massimo Brambilla




La Bce lo ha detto chiaramente: Draghi si è dichiarato estremamente preoccupato per la situazione finanziaria che continua a minacciare la stabilità e la crescita dell’Eurozona. Gli ha fatto eco l’Fmi, chiedendo a tutti gli stati partecipanti un aumento del suo capitale d’intervento fino a 1.000 miliardi di euro, perché le risorse attualmente disponibili non sarebbero sufficienti a salvare, in caso di necessità, i calibri pesanti dell’Unione monetaria come la Spagna o peggio l’Italia. Monti sta volando da un paese all’altro visitando i colleghi più importanti, nel tentativo di riaccendere l’interesse nell’investimento nel Belpaese, sottolineando da una parte gli sforzi compiuti dall’Italia in tema di austerity di bilancio e dall’altra sondando il terreno per capire se ci potrebbe essere un paracadute da aprire in tempo in caso di emergenza, prontamente negato da Frau Merkel.


Mercati sibillini

Che succede? Il fatto che le borse abbiano intrapreso da metà dicembre un percorso di costante recupero non deve ingannare, visto che guarda ha caso ha coinciso con la pioggia di liquidità (489 miliardi) elargita dalla Bce al sistema bancario con il prestito a tre anni di ammontare illimitato al tasso fisso dell’1%  offerto a tutti gli istituti il 21 dello scorso mese (fruito in abbondanza dalle banche italiane).
E nella settimana centrale di gennaio i listini hanno trovato nuova energia non appena hanno saputo, assieme al dimezzamento della riserva obbligatoria, che Babbo Natale tornerà il 28 febbraio, bissando il dono di dicembre. Operazione essenziale per scongiurare un credit crunch, in cui le banche si sarebbero potute trovare nella situazione di chiedere il rientro dei crediti esigibili a breve bloccando qualsiasi forma di finanziamento, che ha indirettamente influito sui mercati azionari stemperandone la tensione ormai giunta a livelli esasperati.

In realtà, a partire dalla metà del mese in corso, ci può essere stata un’influenza più diretta sui mercati da parte degli istituti: il dimezzamento della riserva (dal 2% all’1%) che le banche devono depositare presso le relative banche centrali equivale di fatto a un nuovo allentamento della politica monetaria, tant’è che nei due giorni successivi gli istituti si sono affrettati a richiamare una grossa fetta dei depositi presso la Bce; contestualmente lo spread del decennale contro la Germania, non solo italiano, subiva guarda caso una sensibile riduzione, spingendo gli acquisti in borsa guidati dal comparto finanziario.

Rimane tuttavia nelle orecchie il grido lanciato in coro da Bce e Fmi e dall’azione frenetica di Monti, ben sottolineato dal costante apprezzamento dei titoli di stato decennali tedeschi che, partito a inizio dicembre, li ha condotti nella settimana appena conclusa ad aprire nuovi massimi storici, comprimendone i rendimenti verso nuovi minimi. La preoccupazione è rivolta non solo alla Grecia, ma anche all’Italia: nonostante la manovra di bilancio metta momentaneamente in sicurezza i conti pubblici, il suo impatto recessivo sull’economia assieme al rendimento elevato che continua a caratterizzare i Btp a lunga scadenza, in un rapporto perverso di causa-effetto che ha caratterizzato anche la Grecia, sono motivo di grande apprensione.


L’apprensione sull’Italia

Se da un lato è vero che la manovra straordinaria del 2011 è riuscita a ridimensionare consistentemente i rendimenti dei titoli di stato italiani a media e a breve scadenza (dai 3-5 anni in giù, dove il triennale è passato dal 7,7% del picco di novembre al 4,8% attuale, mentre i rendimenti a tre mesi sono scesi dal 4,9% all’1,65%), segnalando che il mercato non è più in allarme per la solvibilità dell’Italia nel prossimo biennio, dall’altro lato si nota una notevole resistenza alla discesa nei rendimenti dai sette anni in poi, che sono quelli che più contano: la vita media residua dell’indebitamento del Belpaese è pari infatti 7,2 anni (a fine 2010, dove oltre il 60% delle emissioni è costituita da Btp), per il quale è stato pagato un tasso di interesse medio nel 2009 e nel 2010 pari rispettivamente al 4,9% e al 4,3%, ovvero 71,3 miliardi di euro nel 2009 e 65,9 miliardi di euro l’anno scorso; attualmente il rendimento richiesto dal mercato per la scadenza a sette anni è nell’ordine del 5,9% che, sebbene in discesa  rispetto al 7,7% del picco di novembre, è in grado di generare una spesa annua per interessi pari a 92-95 miliardi di euro, ovvero 27-30 miliardi annui in più (lo stock di debito pubblico era infatti lievitato 1.909 miliardi lo scorso novembre, proiettando lo stock di titoli di stato a 1.590 miliardi). Si può calcolare che attualmente a ogni variazione di mezzo punto percentuale dei rendimenti a sette anni corrisponde una variazione di 8 miliardi di euro nella spesa annua per interessi.

Sul fronte dell’impatto recessivo della manovra, è innegabile che il -2,2% e il -0,6% di Pil previsto rispettivamente nel 2012 e nel 2013 per l’Italia dal World Economic Outlook anticipato in settimana dall’Fmi sia anche il frutto dell’austerity di bilancio, oltre che di più alti tassi d’interesse (che rendono più onerosi i crediti alle imprese e al settore privato, ovvero mutui e credito al consumo) e di problemi strutturali di competitività, tant’è che per l’Eurozona la stima è pari a -0,5% per l’anno in corso e a +0,8% per quello a venire. Anche in questo caso il calcolo del costo di ogni mezzo punto percentuale di Pil perso dal Belpaese, che va a diminuire il risparmio della manovra straordinaria di bilancio, è abbastanza agevole: visto che le entrate tributarie si attestano mediamente, nell’ultimo quinquennio, al 26,5% del Pil si può determinare che, in base al valore attuale del prodotto interno lordo (1.618 miliardi di euro è la stima per il 2011), ogni mezzo punto percentuale in meno costi allo stato almeno 2,3 miliardi in termini di minori entrate tributarie, anche alla luce degli aumenti introdotti nell’Iva.


La conclusione

Il -2,2% di Pil previsto dall’Fmi costerà quindi 10 miliardi di euro nel 2012, a cui potrebbero essere sommati altri 30 miliardi nel caso in cui il rendimento a sette anni non si schiodasse dal 6% lordo attuale: il rischio è quindi di vanificare lo sforzo della manovra Monti; da qui il nervosismo degli investitori e l’attivismo degli organi istituzionali interessati, visto che il futuro della moneta unica passa per forza di cose dal risanamento italiano.
Probabilmente i mercati avrebbero gradito di più una manovra sui conti pubblici meno aggressiva sul fronte delle entrate (agendo con più convinzione sul fronte dei costi) in cambio di una maggiore spinta sul Pil, come insegna la realtà inglese: nonostante il livello del deficit e del debito pubblico (80% del Pil), la Gran Bretagna prosegue l’allentamento monetario (nonostante un’inflazione al 4,2%) rimandando i sacrifici più pesanti al momento in cui l’economia troverà un congruo ritmo di crescita, agendo quindi in modo anticiclico anziché prociclico; gli investitori stanno premiando questa lungimiranza, visti i rendimenti ai minimi termini dei titoli di stato inglesi e la buona forma della sterlina. (riproduzione riservata)
.


 

158 Commenti

Atollo - Inviato il: 07/02/2012 14.46

Unipol-Sai > Prelios

incredibile quel che sta succedendo da alcuni giorni ad Unipol-Sai, la spiegazione ipotizzata e più plausibile in mancanza di notizie era quella delle ricoperture, ma il passaggio odierno da + 18 a -18 come si spiegherebbe?
Altro notevole ripiegamento quello di Prelios, titolo che ha corso nei giorni scorsi, oggi da +5% a -5% ora in recupero, anche qui non ho trovato info nei giorni scorsi.
Cose loro, da professionisti e TorsoPOLLI : mi fan pensare a Cell e Francoisss (come professionista......ahoo ’ndo sei finito?)

trading7 - Inviato il: 07/02/2012 14.34

debito tedesco

esatto..
ma hanno già perso una guerra
e magari perderanno anche questa

Atollo - Inviato il: 07/02/2012 13.30

hanno nascosto circa 400 mld di debito pubblico...

se non ricordo male quello è anche l’importo che vogliono mettere in un loro fondo di pronto intervento, ma quel che non ho capito è come gli sia permesso di non conteggiare nel debito statale quello dei Lander, che farebbe salire il loro totale , mi pare, al 160% del PIL.

**fedez** - Inviato il: 07/02/2012 12.57

R:R:un paese messo in ginocchio per niente?

Ma sì... ovvio che i greci hanno le loro grosse responsabilità ma anche in quanto a truffe contabili o meglio camuffamenti contabili i tedeschi non sono secondi a nessuno....... nella loro cassa depositi e prestiti hanno nascosto circa 400 mld di debito pubblico... non sono spiccoli......
e poi non mi parliano di correttezza ed onestà i tedeschi che la più grande multinazionale tedesca, la siemens, va avanti a mazzette in tutto il mondo

Atollo - Inviato il: 07/02/2012 12.38

R:un paese messo in ginocchio per niente?

Condivido molte cose che dici, ma senza nulla togliere alle responsabilità dei tedeschi che come principali beneficiari dei vantaggi sono automaticamente indiziati della colpa d’aver creato con l’Eurozona un meccanismo che anzichè far funzionare bene tutte le parti le va man mano a mettere fuori uso a vantaggio di alcune predestinate alla sopravvivenza,
mi pare che i Greci, a mezzo loro classi di potere politico ed economico e con immutato comportamento levantino nel tempo , truccando i conti per entrare nell’Euro con l’aiuto di GS prima, prendendo impegni che sapevano di non riuscire a mantenere poi, si son messi in ginocchio da soli.
Mi pare che ci siano grosse responsabilità da entrambi le parti.

Atollo - Inviato il: 07/02/2012 11.25

R:il segnale di forza

Si, grazie ai buyback su titoli ibridi che consentiranno miglioramenti del Tier I.
Ieri se ne son persino battuti del downgrade di Fitch, che draghi !!!

CrazyTrader - Inviato il: 07/02/2012 10.54

Banche

buono il segnale di forza

**fedez** - Inviato il: 06/02/2012 20.36

germania e grecia

mi sembra che il commento più saggio di oggi sia quello di samaras: chiedono alla grecia più recessione di quanta possa sopportarne.
Applicata ad oltre 110 milioni dell’europa mediterranea è la prova che l’euro ha fallito non dico nel portare il benessere, ma nel rendere l’europa vagamente unita e solidale...
leggevo un libro di Gerhard Ritter sulla classe dirigente tedesca allo scoppio della guerra del 1914: uno dei principali obbiettivi della guerra era la creazione della COMUNITA’ ECONOMICA CENTROEUROPEA... dice niente?

Atollo - Inviato il: 06/02/2012 15.33

R:é stato smentito

Alla luce di quando richiesto dalla troika alla politica greca, indubbiamente fosse anche stata vera la frase di Papandreu avrebbe avuto nessun effetto sulle borse.
La situazione Greca è di fatto in un vicolo cieco, visto che al punto in cui si trova la loro economia non vedo proprio come possano promettere alcunchè.
Ora è da vedere se i mercati stanno relativamente tranquilli come vediamo, perchè si aspettano che la BCE sia già pronta a rimediare anche nell’ipotesi peggiore, o se i grandi pastori li stan tenendo su per intrappolare più tori che possono.
Che dite: rosso o nero?

Atollo - Inviato il: 06/02/2012 15.01

nOT

difficile valutare se Lince ti ha fatto fare un down/up-grade ..Hi hi hi

Lince71 - Inviato il: 06/02/2012 14.52

Notradamus

No, l’ultimatum sarebbe dovuto quello dato da Papandreou ai  partiti greci sulle riforme....ma é stato smentito. Cancella tutto. Misteri di Bloomberg.

nOTradamus - Inviato il: 06/02/2012 14.08

αδιέξοδο

Quelli della troika dicono che il Parlamento Greco deve dare assicurazioni sull’osservanza degli impegni presi dalla Grecia, che in precedenza non son stati applicati, per evitare una insurrezione popolare, ma per lo stesso motivo, con il peggiorare della situazione economica,sarà ancora più difficile che il Parlamento possa farlo adesso.
Intanto la Merkel, teneramente per mano a Sarkò, dice : "La Grecia deve restare nell’eurozona ma il governo di Atene non potra’ ricevere nuovi aiuti finanziari se prima non trovera’ un accordo con la Troika composta da Ue-Bce-Fmi. ...Non potra’ esserci un nuovo programma se prima non concludera’ con la Troika".
Non ho letto niente da Bloomberg, sarebbe stato quello l’ultimatum? bah, sembra più warmwasser

Atollo - Inviato il: 06/02/2012 13.30

Popovolare

Il Banco svetta sul MIB dopo aver annunciato questa mattina, l’invito ai portatori degli strumenti Tier 1 e Tier 2 per un valore totale di 4 miliard del Banco Popolare di offrirli in vendita allo stesso istituto.
che draghi !....hi hi hi

Lince71 - Inviato il: 06/02/2012 12.44

Azz

4,52....

Lince71 - Inviato il: 06/02/2012 12.44

Atollo e trappoletta

La trappoletta l’ho beccata io con quei cornuti di Bloomberg che hanno tirato giù la notizia dell’ultimatum, smentita da Atene.
Bhò.....uno può inventarsi di tutto senza che glu succeda  mai niente.....cmq rientrato dopo smentita su UCG . In compenso sono riuscito a rientrare su Fiat a 3,52.
Vedem e sperem....

Atollo - Inviato il: 06/02/2012 12.29

R:EBAy

Ti sei spremuto per niente perchè l’Eba dice che la grande maggioranza dei piani di ricapitalizzazione sono adeguati. A quanto pare FT ha tirato una mezza bufala, magari qualcuno sperava di sfruttarla per una trappoletta..(:-)))

nOTradamus - Inviato il: 06/02/2012 10.57

EBAy

Secondo me l’opinione dell’EBA potrebbe essere ininfluente:
dopo la contrarietà espressa da Draghi ai criteri dalla stessa adottati ed il suo pesante aiuto alle banche con previsto replay il 29c.m., i mercati non se la filano più, salvo uso strumentale da parte dei pastori.

Atollo - Inviato il: 06/02/2012 10.36

non solo Grecia

a muovere le acque c’è anche l’EBA, secondo quanto riportato dal Financial Times :
le 30 grandi banche individuate dall’Eba con un’insufficienza di fondi propri avevano tempo fino al 27 gennaio per spiegare all’Authority come intendevano rettificare la situazione.
Ora l’Eba contesterebbe, seconto FT, il metodo scelto da diverse banche per portare il capitale proprio "core" al 9%, sia per il metodo utilizzato dalle banche per la ponderazione dei rischi e la contabilizzazione del frutto della vendita di attivi , sia per alcune previsioni di risultati eccessivamente ottimiste circa il peggioramento della congiuntura.


Atollo - Inviato il: 06/02/2012 10.14

ora X

E’ da vedere quanto il possibile peggioramento delle condizioni necessarie all’accordo FMI-Ecofin-Grecia sia già scontato dai mercati, tenendo conto che più peggiorano più si configura il default che potrebbe portare anche ad una uscita della Grecia dall’Euro. BCE esclude un proprio coinvolgimento sul body-cut , ma a me sembra un bluff per evitare un ulteriore tiro della corda da parte della Grecia, perchè non è pensabile che davanti ad un default, dichiarato o no , la BCE non si muova per evitare un disastro a catena.
Forse i mercati l’han messo in conto altrimenti stamane avrebbero aperto in forte gap-down, ma in ogni caso la situazione si presta bene alle montagne russe: trappolari all’opera?

Lince71 - Inviato il: 06/02/2012 10.10

Chiuso

porta a casa va.....

toc toc c’é nessuno?

 
1 di 8