Ora che l’Italia si è dotata di un Presidente della Repubblica fresco di (ri)nomina e di un premier nuovo di zecca sorge spontanea una semplice domanda: è il momento per fare incetta di azioni e bond italiani? La risposta è affermativa anche nella prospettiva di una taglio dei tassi da parte della Bce, ma con l’accortezza di evitare la corsa all’acquisto e di selezionare con attenzione i titoli da comprare. Il rovescio della medaglia impone infatti di trattare ogni acquisto con le pinze: la volatilità dei prezzi è comunque destinata a rimanere elevata, a causa sia delle tensioni ricorrenti sui debiti dell’Eurozona (sovrani e bancari) e sia delle docce fredde periodiche generate da un’economia in affanno. Variabili che possono procurare repentini dietrofront delle quotazioni delle singole azioni nell’ordine di numerosi punti percentuali, a volte anche decine. Il terreno è quindi adatto al trading di breve termine, dove i veloci mordi e fuggi, che spesso si concludono nell’ambito della stessa seduta o di una manciata di sedute, sono seguiti con rigidi stop-loss.
Trading a piazza Affari
Nel corso delle ultime sedute molti titoli che compongono l’indice Ftse Mib hanno fornito importanti dimostrazioni di forza. In particolare sono state le azioni del settore bancario ad allungare con decisione, sostenute da un significativo aumento dei volumi.
Tra le situazioni più interessanti segnaliamo la Banca popolare dell’Emilia Romagna, Intesa Sanpaolo e Mediolanum. La prima si è appoggiata a quota 5,4 euro e ha compiuto un veloce balzo in avanti con le quotazioni che hanno attaccato la barriera posta a 6,40; dopo una breve fase di assestamento che mantenga inviolata quota 5,90 è possibile un nuovo allungo, con una prima proiezione teorica in area 6,70-6,75 euro.
In evidenza anche Intesa Sanpaolo che, dopo aver conquistato la resistenza situata a 1,28 euro, ha effettuato un importante spunto rialzista e si è portata oltre la soglia di 1,38; il forte ipercomprato di breve termine potrebbe innescare una fisiologica correzione, che dovrebbe tuttavia arrestarsi al di sopra del sostegno posizionato a 1,30- 1,2850; la tenuta di questa zona può favorire la costruzione di una nuova base accumulativa e creare le premesse per un secondo impulso al rialzo che avrà un primo obiettivo attorno a 1,42- 1,4250.
Segnali positivi sono arrivati anche da Mediolanum, che ha strappato al rialzo con estrema decisione conquistando la soglia psicologica dei 5 euro; la tendenza di breve termine si conferma quindi rialzista con il titolo che, dopo una breve pausa di consolidamento, può effettuare un ulteriore allungo fino a 5,25-5,27.
Anche al di fuori del settore bancario troviamo alcune situazioni di trading particolarmente interessanti: Autogrill, ad esempio, è rimbalzata con decisione e ha raggiunto la barriera posta a 9,95-10 euro; il breakout di quest’ultimo livello fornirà un nuovo segnale positivo, con target teorici a 10,25 prima e attorno a 10,40-10,42 in un secondo momento.
In decisa risalita anche Enel che, superando la barriera posta a 2,70-2,72, ha completato un testa e spalle d’inversione rialzista; il titolo deve ora affrontare il duro ostacolo costituito della barriera, sia grafica sia psicologica, dei 3 euro, il cui superamento appare tuttavia difficile: per questo motivo è preferibile attendere una correzione verso 2,80-2,76 prima di aprire nuove posizioni long.
Acquisti tattici
Gli acquisti di più ampio respiro dovrebbero invece avvenire nelle giornate di ripiegamento dei mercati, coinvolgendo i titoli individuati in precedenza come i più reattivi in occasione degli allunghi. Anche in questo caso il settore bancario è quello fisiologicamente favorito, dal momento che segue più da vicino l’evoluzione dello spread tra Btp e Bund decennali, in misura tanto più evidente quanto più alto è il livello del differenziale di rendimento tra Italia e Germania: con il differenziale in zona relativamente tranquilla attorno a 250 centesimi, la correlazione statistica tra lo spread e il Ftse Mib viaggia tra -50% e -70% (significa che più di metà del movimento di Piazza Affari è spiegato dallo spread) e la sensitività si colloca tra il -20% e il -25%, indicando che l’indice italiano cresce o arretra del 2,5% (spinto dai titoli finanziari) per ogni discesa o salita dello spread nell’ordine del 10%.
Se il differenziale di rendimento riuscisse quindi a ridursi, anche sotto l’effetto più rassicurante di un nuovo governo politico, dall’attuale livello di 270 centesimi fino a quota 150, pari a una contrazione del 44%, allora per l’indice di borsa si aprirebbero spazi di apprezzamento nell’ordine del 10%. I 150 punti base costituiscono il livello medio del 2010 e del primo semestre 2011, prima cioè che la percezione del rischio-Italia esplodesse tra gli operatori portando in autunno al passaggio del testimone del governo da Berlusconi a Monti.
L’effetto sul Ftse Mib, che assieme all’Ibex di Madrid è quello rimasto più indietro tra i principali indici dell’Eurozona, sarebbe rappresentato dal segnale di uscita dai minimi che scatterebbe sopra quota 17.000, trovando una successiva conferma oltre la soglia di 18.000. In questo movimento i passi sarebbero naturalmente più lunghi rispetto agli altri listini di Eurolandia, così come lo erano stati in occasione dei ribassi del 2011-2012, e porterebbero l’indice a ridurre una parte della distanza rispetto al recupero altalenante avviato nel settembre 2011 dal Cac di Parigi, che convive con uno spread Oat-Bund nell’ordine di 50 centesimi.
A piazza Affari riscuotono appealing in un orizzonte temporale superiore all’ottica di trading (misurabile almeno in qualche settimana) due gruppi di azioni:a) quelle che viaggiano in prossimità di minimi significativi, la cui consistenza è già stata saggiata una o più volte dall’estate del 2011 a oggi; b) quelle che hanno appena fornito il segnale di uscita dai minimi, superando il livello che aveva respinto più di una volta le quotazioni nei tentativi di recupero intercorsi dall’estate del 2011 a oggi, o almeno dall’estate 2012. Al primo gruppo appartiene, per esempio, Banco Popolare: l’area ideale per l’acquisto è quella dei minimi tracciati tra 0,90 e 0,80 euro, incrementando la posizione al superamento di 1,10 euro avvenuto nelle ultime sedute con primo obiettivo di realizzo a 1,35 e secondo obiettivo a 1,55. Al secondo gruppo appartiene, per esempio, A2a: il guadagno della resistenza a 0,50 euro avvenuta l’8 aprile ha aperto la strada verso il primo ostacolo a quota 0,58, oltre il quale si riaprirebbe la strada evrso il livello a 0,70 ceduto nel marzo 2012. (riproduzione riservata)
Lo aveva promesso Shinzo Abe, il primo ministro giapponese, fin dal suo insediamento al governo nato a fine dicembre con un’ampia maggioranza, promettendo una lotta senza quartiere alla stagnazione economica e alla deflazione che affligge il paese da oltre un decennio. L’obiettivo, dichiarato pochi giorni dopo, è la creazione di 600mila posti di lavoro e un aumento di due punti percentuali del Pil tra marzo 2013 e aprile 2014.
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Dax in netto rialzo giunto ormai al 5% di distanza rispetto al record storico del 2000 bissato nel 2007, riuscendo a far meglio perfino di Wall Street dove l’S&P500 si è scontrato con l’ostacolo attorno a 1.470, ultima barriera prima del ritorno sul doppio massimo storico segnato subito sopra 1.550; Ftse100 di Londra in lotta con l’importante resistenza tra 6.000 e 6.150 punti, oltre la quale si staglia anche in questo caso il record storico registrato poco sotto quota 7.000. Questo, nell’ordine, è il podio azionario internazionale del 2012 restituito dall’analisi grafica, in cui si può ricomprendere l’indice Sensex indiano e il Kospi coreano tra i paesi emergenti. Alle...
Qualcuno punta il dito sulle presidenziali Usa e sul fiscal cliff, altri sul dato disastroso relativo alla produzione industriale tedesca, altri ancora sulle ribollenti tensioni sociali che imperversano in Grecia; una situazione che la Spagna sta cercando con tutte le forze di rimandare, mettendo alla prova la pazienza del mercato che negli ultimi due mesi gli ha temporaneamente concesso una sostanziosa discesa del costo del debito pubblico.
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Che l’attuale disegno della Tobin tax italiana sia poco sostenibile, oltre a sottolinearlo con forza la Consob nell’audizione alla Camera di Giuseppe Vegas, lo scrive prima di tutto la stessa squadra di Mario Monti: la relazione tecnica del Governo prevede infatti un calo, a seguito della nuova imposta, del 30% delle negoziazioni su azioni e dell’80% degli scambi sui prodotti derivati. Non si fa fatica a stimare che, in presenza di un annullamento del mercato derivati, l’attività sul listino italiano sarebbe destinata a contrarsi di ben oltre il 30%: senza più possibilità di effettuare coperture e senza più arbitraggi che garantiscano la piena...
Il primo segnale rialzista è finalmente arrivato: la reazione dei mercati, soddisfatti dal progetto articolato presentato giovedì dalla Bce, ha spinto i principali indici azionari occidentali al di sopra dei massimi dell’anno segnati in marzo, lasciando quindi in tendere la voglia di proseguire oltre.
Il Dax ha infatti conquistato quota 7.200 , mentre a Wall Street l’S&P500 è volato oltre la soglia a 1.420 e il Nasdaq oltre quella a 3.125. nel frattempo, il sensibile deprezzamento del decennale tedesco e il contestuale apprezzamento dei corsi dei bond spagnoli e italiani fornisce il giusto sostegno a questo cenno di uscita dai porti sicuri, accompagnato dall’apprezzamento dell’euro...
I bassi volumi di scambio tipici del mese di agosto hanno favorito questa volta l’apprezzamento dei listini, alimentati dalle aspettative di un prossimo intervento della Bce, ancora tutto da definire, finalizzato al contenimento degli spread eccessivamente elevati che si trovano costretti a pagare Spagna e Italia, previa, è importante sottolinearlo, richiesta esplicita di attivazione dello scudo da parte dei paesi interessati. Qualche dettaglio in più sulla svolta della banca centrale europea si potrà sapere solo dopo il 12 settembre, quando la Corte costituzionale tedesca formalizzerà il suo giudizio sull’Esm e Fiscal Compact, preceduto di qualche giorno dalla riunione della Bce del 6 settembre...
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