Il Trader

Wall Street festeggia il mini tapering annunciato dalla Fed. Per altri il sorriso è più amaro

di Massimo Brambilla

22/12/2013 - Ore: 19.06



Tolto il dente, tolto il dolore. Ben Bernanke non poteva fare regalo migliore ai mercati in occasione della sua ultima guida del Fomc: nella prima serata italiana di mercoledì 18 il presidente uscente della Fed ha annunciato infatti l’avvio del tapering a gennaio nell’ordine di 10 miliardi di dollari al mese, riducendo così a 75 miliardi gli acquisti mensili di bond effettuati per tutto il 2013 in base alla terza fase di quantitative easing in atto dal settembre 2012.

Wall street, in risposta, ha chiuso la seduta con un balzo dell’1,66%: vuoi perché confortati dalla politica dei piccoli passi con cui la Fed ha confermato di approcciare la riduzione degli acquisti di bond, vuoi perché da maggio a oggi gli investitori hanno già ingoiato e metabolizzato una parte più o meno ampia del boccone che saranno comunque costretti a ingerire, o vuoi perché la nuova presidenza Fed di Janet Yellen assicurerà una politica di riduzione degli acquisti il più graduale ed elastica possibile, sta di fatto che gli operatori sono tornati con decisione all’acquisto di azioni proiettando in due ore l’S&P500 dai minimi di novembre al test con il doppio record storico segnato il 29 novembre e il 9 dicembre a 1.813,55 punti.

L’analisi grafica indica che la rottura verso l’alto della banda di oscillazione in cui è inquadrato il benchmark americano dal 14 novembre aprirebbe spazi per un nuovo allungo almeno uguale all’ampiezza della banda di oscillazione stessa, pari a 40 punti: nel caso, all’S&P500 verrebbe assegnato un obiettivo minimo rialzista di breve termine a quota 1.850-1.860, estendibile fino a 1.880 punti in base al rettangolo aureo di Fibonacci se la rottura dovesse giungere nell’arco di pochissime sedute.
Diversamente, un eventuale ripensamento che provocasse il cedimento della base a quota 1.775 implicherebbe un’estensione del ribasso fino al sostegno posto a 1.740-1.735 punti.

Meno marcate, ma sempre evidenti, le prime tendenze sugli altri asset statunitensi: come prevedibile il dollaro si è subito rafforzato contro tutte le principali valute, passando da quota 1,38 a 1,365 contro euro e da 102,5 a 104,3 contro yen, mentre i corsi del T-Bond hanno perso terreno chiudendo sul minimo della seduta, nonostante Bernanke abbia sottolineato la volontà della Fed di evitare l’irripidimento della curva dei rendimenti.
Questa tendenza potrebbe peraltro proseguire, senza alcuna esasperazione visto il sensibile deprezzamento già accusato da maggio a oggi (ovvero da quando è iniziata a circolare la prima avvisaglia sul tapering), avvantaggiando per i prossimi mesi le piazze azionarie europee e quella giapponese, quest’ultima resa interessante dal primo quantitative easing in yen imposto a fine aprile dall’Abenomics del nuovo primo ministro Shinzo Abe, insediatosi alla guida del governo a inizio anno.

L’immediato ritorno al test dei record storici da parte dell’S&P500 ha infatti risollevato il Nikkei dal doppio minimo di dicembre avvicinandolo al picco intermedio realizzato a 15.800 punti, il cui guadagno aprirebbe la prospettiva di un prossimo approdo a quota 16.500. In Europa il Dax è stato proiettato oltre l’ultima resistenza a 9.250 punti, che sbarrava la via del ritorno sul massimo storico del 29 novembre segnato a 9.425 punti, al di sopra del quale scatterebbe un nuovo segnale rialzista.
In questa scia il Ftse Mib è riuscito a distanziare meglio il doppio minimo di dicembre a quota 17.750, tornando al test con l’importante area di resistenza tra 18.400 e 18.500 punti ceduta a inizio mese: la conquista di quest’area consentirebbe all’indice italiano di affrontare nuovamente l’ostacolo intermedio a 19.000-19.200 punti, l’ultimo scoglio da scapolare per traguardare nuovamente il triplo massimo dell’anno realizzato tra ottobre e novembre a quota 19.500, oltre il quale scatterebbe anche in questo caso un nuovo segnale di acquisto a conferma di quello che a quel punto risulterebbe già lanciato prima da Wall Street e poi dal Dax.

L’avvio del tapering costituirà invece una verosimile zavorra per le piazze emergenti, verso le quali diminuirebbero gli impieghi spinti negli ultimi anni dall’allentamento quantitativo della Fed: dopo aver già sofferto, assieme al T-Bond Usa, del sensibile deprezzamento partito lo scorso maggio, il segno negativo registrato dai listini asiatici (con la sola eccezione del balzo del Nikkei e di un timido progresso di Hong Kong) all’indomani dell’annuncio di Bernanke costituisce un monito in questo senso. (riproduzione riservata)

Spread giù, borsa anche. E’ finito il legame inverso? Non proprio. Il Pil viene messo ora al primo posto dal mercato

di Massimo Brambilla

14/12/2013 - Ore: 18.42



E’ un copione che si ripete con frequenza nel corso delle settimane più recenti, dominate dagli sbalzi d’umore sul tapering della Fed, dalle regole dei nuovi test del 2014 sulle prime 130 banche di Eurolandia in vista della centralizzazione della vigilanza presso la Bce, dal dibattito politico italiano e soprattutto dalle aspettative di ripresa delle agonizzanti economie dei paesi del Club Med, nonché del credit crunch che di fatto le interessa.

In questo scenario di base Wall Street sta manifestando una stanchezza strisciante nel prolungare l’ultima spinta rialzista partita il 10 ottobre, intimorita da un avvio in tempi stretti della fase di riduzione degli acquisti mensili di bond da parte della...

Il trend di piazza Affari rimane ancora impostato al rialzo, nonostante i giochetti in borsa sulle banche. Soglie tecniche cristalline sul Ftse Mib

di Massimo Brambilla

11/11/2013 - Ore: 11.33



Ore 13:45 di giovedì 7 novembre: la Bce annuncia a sorpresa il taglio del costo del denaro, che passa dallo 0,5% allo 0,25%, mantenendo invariati gli altri tassi e l’ammontare illimitato nel soddisfare le richieste spot di liquidità di brevissimo termine (marginal lending facility) e di breve termine (Ltro a tre mesi) da parte delle banche. Ore 14:50, piazza Affari subisce la prima massiccia ondata di vendite che colpisce banche e assicurazioni, vendite che proseguiranno ininterrottamente fino alle 16:30 (-3% dell’indice Ftse Banks Italia) a dispetto dell’abbondante segno più che continua contemporaneamente a caratterizzare i settori finanziari alla borsa di Francoforte e di Parigi, nonché a...

Piazza Affari ritrova la domanda estera. Le banche lanciano il primo concreto segnale di uscita dai minimi

di Massimo Brambilla

14/10/2013 - Ore: 19.18



Inarrestabile. Così si può definire il flusso di domanda che ha caratterizzato l'avvio di ottobre di piazza Affari, spinto da un rinnovato interesse da parte degli investitori istituzionali in cerca di mete a buon prezzo per impiegare le risorse smobilizzate sui mercati emergenti e parzialmente su Wall Street, quest’ultima indebolita dalla discussione politica sull’innalzamento del tetto del debito e da un probabile rallentamento del tasso di crescita degli utili aziendali.

La nomina della colomba Janet Yellen alla successione della presidenza della Fed dopo l’imminente fine del mandato di Ben Bernanke, che gioca a favore di tempi più lunghi e modi più smorzati del tapering che prima...

La domanda piovuta sulle banche è alla base della forza di piazza Affari, ma ora è tempo di conferme

di Massimo Brambilla

07/10/2013 - Ore: 12.28



Dopo le ultime battute di settembre da brivido, infiammate dal weekend di passione del Cavaliere, dove il Ftse Mib è piombato fino a quota 17.200 travolgendo in gap il primo importante sostegno a 17.600 punti, il sentore di rinnovo della fiducia al governo Letta, poi confermata, ha innescato un vigoroso rimbalzo, riportando l’indice oltre quota 18.000 fino a inaugurare nuovi massimi dell’anno superando 18.300 punti.

Il contributo maggiore è arrivato dalle banche: dopo la discesa iniziata giovedì 26 settembre in scia all’escalation della tensione politica, culminata con il tonfo di lunedì 30 che ha quasi vanificato l’avanzamento di settembre, il comparto bancario è stato...

Il Ftse Mib prova a uscire dai minimi dell'ultimo biennio, dove la soglia passa a 18.000 punti. Appello alle banche

di Massimo Brambilla

21/09/2013 - Ore: 19.27



GRAFICO FTSE BANKS ITALIA

“Never fight the Fed”, ovvero mai operare (“combattere”) contro corrente rispetto alle azioni della Federal Reserve”, recita una dei detti operativi più noti di Wall Street: quindi mercati su, azionari e obbligazionari internazionali (ma anche valutari nel caso degli emerging market), all’indomani dell’inaspettato dietro-front di Ben Bernanke sull’imminente avvio del programma di riduzione degli acquisti di bond (“tapering”), varato quasi un anno fa nell’ambito della terza fase di quantitative easing.

Ma i corsi di azioni e bond hanno poi tirato subito il freno a mano nella seduta...

L’andamento laterale del Ftse Mib degli ultimi 12 mesi lascerebbe intravedere un nuovo ribasso, alimentato dallo spread e dall'apparente stanchezza di Wall Street e Francoforte

di Massimo Brambilla

07/09/2013 - Ore: 18.21



La fine di agosto lo ha preannunciato: settembre non sarà un mese facile per i mercati. Piazza Affari si trova a fare i conti con due famiglie diverse di variabili: una di ordine internazionale che, oltre agli imprevedibili sviluppi in Medioriente e all’esito elettorale tedesco questa volta pressoché certo, racchiude le attese sulla ripresa economica mondiale (occidentale, ma anche cinese e giapponese) e soprattutto l’interpretazione della progressiva riduzione (“tapering”) del programma di acquisto di bond da parte della Fed nell’ambito della terza fase di quantitative easing varata quasi un anno fa dalla banca centrale Usa, che ha palesemente sostenuto i mercati azionari e obbligazionari...

Le banche centrali hanno posto le basi per un agosto rialzista. Wall Street permettendo

di Massimo Brambilla

05/08/2013 - Ore: 17.17



Compiaciuti e appagati, almeno per il momento. Con queste due parole è possibile definire lo stato d’animo degli investitori azionari dopo la settimana delle banche centrali che ha caratterizzato il passaggio da luglio ad agosto. La Fed ha infatti sottolineato la possibilità che il quantitative easing possa essere esteso per tutto l’anno e anche oltre, o perfino essere aumentato, se l’economia e soprattutto l’occupazione non dovessero evidenziare il recupero auspicato, mentre la Bce ha ribadito la sua posizione sul costo del denaro: pur lasciando invariato il saggio al minimo storico dello 0,50% con un consenso unanime all’interno del Consiglio direttivo, Draghi ha precisato che resterà...

Le vendite di bond non sono ancora terminate e manterranno i listini sulla corda per buona parte dell'estate

di Massimo Brambilla

24/06/2013 - Ore: 11.28



Le parole del presidente della Fed di mercoledì 19 sera, più che i dati macroeconomici della settimana, hanno indiscutibilmente tenuto banco nella settimana appena conclusa.
Il Fomc di giugno, ovvero la consueta riunione mensile in cui la banca centrale Usa prende ufficialmente le decisioni di intervento sul mercato monetario e finanziario americano, ha di fatto formalizzato ciò che era nell’aria da qualche settimana: la metà del 2014 segnerà la fine della terza fase di quantitative easing (QE3), tramite la quale la Fed sta acquistando mensilmente sul mercato 85 miliardi di dollari di titoli di stato distribuiti sulle varie scadenze allo scopo di immettere liquidità nel sistema, mantenendo...

Wall Street teme il salto nel buio. Il tapering, propedeutico all’exit strategy della Fed, è il vero territorio ancora inesplorato

di Massimo Brambilla

10/06/2013 - Ore: 18.15



I nodi della nuova era monetaria, quella in cui le banche centrali stampano moneta per acquistare sul mercato i titoli di stato del proprio paese nell’ambito dell’ormai arcinoto programma di quantitative easing, iniziano a venire al pettine, creando negli States una situazione abbastanza paradossale: i dati macroeconomici soddisfacenti vengono infatti accompagnati da prese di beneficio in borsa e, ultimamente, anche sui bond, mentre le notizie in chiaro-scuro sulla congiuntura a stelle strisce, o perfino negative, sono salutate dagli acquisti.
Il territorio inesplorato di un simile allentamento monetario, praticato anche in Gran Bretagna a cui si è ora aggiunto il mega-programma della banca centrale giapponese, ha...