Alle Grida

Ora la Fed è meno influente sui mercati? Gravissimo errore pensarlo

08/04/2014 - Ore: 15.44



 

Secondo Ben Hunt, chief risk officer della Salient Partner e autore di una newsletter molto seguita negli Usa, la Epsilon Theory, quello a cui si assiste in questo momento negli Stati Uniti è un cambiamento nella struttura narrativa riguardante la politica della Fed , e sta colpendo duro i mercati perché quella narrativa sulla Fed come istituzione non è mai stata più forte in passato. La narrazione sulla politica della Fed si sta spostando da: " La Fed manterrà i tassi bassi nei secoli dei secoli , amen " a " la Fed è in marcia per aumentare tassi tra poco, e più di quanto si pensava ". E questa è una vera delusione se si è lunghi in questo mercato .

Questo racconto è solo un altro nome per quello che la teoria dei giochi chiama conoscenza comune, che resta la forza più potente nella società civile. La conoscenza comune è quello che fa cadere i governi , costruisce cattedrali , e comincia ( o termina) guerre . E sicuramente muove i mercati, soprattutto in un periodo di un globale estrema frammentazione politica , come nel 1930 e prima ancora nel 1870. Come John Maynard Keynes analizzò ( investendovi con successo i propri soldi ) , il sentimento del mercato è guidato dalla creazione o dallo scioglimento di conoscenza comune, e non si può giocare bene la partita del Sentiment bene se non si è concentrati sulla palla.

La conoscenza comune non è solo un’informazione pubblica . E ' informazione pubblica che tutti pensano che tutti pensino . E 'un segnale trasmesso pubblicamente da un potente missionario come la Yellen o Mario Draghi o da un investitore famoso su Class CNBC o un famoso giornalista , in modo che tutti sappiamo che tutti abbiamo sentito il messaggio . E se pensiamo che tutti gli altri abbiano sentito il messaggio , allora il comportamento razionale è di agire come se il messaggio sia vero, a prescindere dalle nostre convinzioni od obiezioni. Questa è la nuova versione de I vestiti dell'imperatore : ognuno potrebbe vedere con i propri occhi che il è nudo , ma non si sta davvero guardando l'Imperatore, si sta guardando la folla . Ognuno di noi sta cercando di capire che fanno gli altri , e tutti lo sanno .

Così, quando un giornale autorevole dice che il recente rapporto sul mercato del lavoro Usa era buono e forte , o un’analista dice che questo rapporto di lavori mantiene la Fed in pista, quando il governatore della Fed Bullard afferma che le azioni della Fed sono state " sufficientemente aggressive " , quando Janet Yellen sostiene di avere un programma in mente per rialzare i tassi, sono tutte potenti dichiarazioni pubbliche di missionari incredibilmente influenti . Questo è ciò che crea conoscenza comune. Tutti ascoltano queste dichiarazioni , e soprattutto tutti credono che tutti gli altri le abbiano ascoltate. Così tutti cominciano ad agire come se le affermazioni sulla politica della Fed siano vere , non importa ciò che pensiamo privatamente la Fed farà o non farà: questo comportamento diventa una profezia che si autoavvera , una palla di neve che rotola in discesa , e sempre più di tutti noi cominciamo a credere che questo è ciò in cui tutti noi crediamo . Questo è il potere di una folla che osserva una folla, ed è un bel problema .

Quello che non stiamo vedendo , e questo è il motivo per cui il mercato è stato colpito in modo così duro dal cambio di narrativa sulle intenzioni della Fed , è un cambiamento nel concetto fondamentale che ha controllato i mercati globali negli ultimi cinque anni: l’onnipotenza delle banche centrali .
La conoscenza comune sulla Fed, la Bce eccetera in termini generali è chesono loro responsabili dell’andamento dei mercati : la Fed è grande e responsabile . I banchieri centrali danno , i banchieri centrali tolgono .

Ora invece sta diventando sempre più di moda dire che la Fed non ha più lo stesso impatto sui mercati che ha avuto negli ultimi anni. E’ una lettura del tutto sbagliata per chi opera nei mercati di oggi. Dal punto di vista della teoria dei giochi, non c’è alcuna prova di un affievolimento della Conoscenza comune per cui la Fed ei suoi confratelli sono responsabili dell’andamento dei mercati. Al contrario , come questi ultimi giorni suggeriscono , la fede nella Fed come arbitro ultimo dei mercati non è mai stata così forte .

Il mercato si attende una crescita abbastanza forte per evitare un’altra recessione vera e propria , ma abbastanza debole per mantenere la Fed in gioco. Ogni volta (e ovunque , Europa, Cina e Giappone ) che emergono segni di forte crescita e, quindi, di una ridotta necessità di sostegno delle banche centrali , i mercati hanno cominciato a vendere in massa . Solo quando la crescita vacilla e ritornano i tamburi dell’aumento/mantenimento del sostegno della banca centrale, i mercati recuperano . Fino a quando una buona notizia dal mondo reale continuerà ad essere uan cattiva notizia per i mercati finanziari, la narrativa dell’onnipotenza delle Banche centrali continuerà a imperare.

Questa convinzione sulla Fed è simile a quella dell’onnipotenza delle monarchie nell’Europa feudale: incredibilmente potenti, straordinariamente resistenti al cambiamento , e permeate del potere di determinare i risultati economici, grazie alla credenza popolare . Potrà cambiare una particolare decisione, una particolare politica, un presidente o un governatore, come cambiava un monarca seduto sul trono : ma l'istituzione e la sua capacità di plasmare il mondo cambia molto più lentamente. L’importante è il mantenimento della istituzione, cruciale per il controllo sociale . Questo era vero nel XIII secolo in Inghilterra e nel XVIII secolo in Francia , ed è altrettanto vero per le banche centrali nelle democrazie occidentali del XXI secolo.

Morale : "non combattere la Fed " è un riflesso del potere istituzionale della banca centrale e delal sua narrativa di onnipotenza. Ma è' un'arma a doppio taglio. Così come non si vuole aver venduto allo scoperto quando la Fed decide di mollare i tassi e allargare i cordoni delal liquidità, è altrettanto difficile essere lunghi (in acquisto) quando la Fed sta stringendo i cordoni . La folla sta cominciando a ragionare su uno spostamento del barometro da allentamento a restrizione, cominciando a vendere, proprio come comprava quando si era spostato da restrizione ad allentamento. Diversi monarchi, stessa monarchia. Che succederà allora? Per quanto si possa vedere, più o meno quello che è successo finora: buone notizie dal mondo reale, cattiva notizia per il mercato finanziario e viceversa. Perché ? Perché la folla non ha intenzione di combattere contro la Fed.

La Fed di Yellen e la ricerca (pericolosa) della stabilità finanziaria

04/02/2014 - Ore: 18.00



 

Secondo il magazine Quartz (qz.com), Janet Yellen ha appena confermato che la politica monetaria degli Stati Uniti agirà per rispettare un terzo obiettivo. La nuova presidente della banca centrale americana ha detto: ”Complessivamente , la Fed ha affinato la sua attenzione sulla stabilità finanziaria e tiene questo obiettivo in considerazione nell’esercitare le sue responsabilità in materia di politica monetaria". In passato, questa missione era nascosta sotto il tavolo, a favore dei due obiettivi ufficiali della banca centrale Usa: stabilità dei prezzi e piena occupazione. Ma anche nell’ultima riunione del comitato FOMC, i partecipanti erano convinti che la politica monetaria dovesse...

Che cosa guida verso il successo nella vita? Etnia, religione e nazionalità non c'entrano nulla

di Gabriele Capolino

28/01/2014 - Ore: 20.22




E’ un fatto, apparentemente non- americano: oggi in America la mobilità verso l'alto e il sogno americano sono vivi e vegeti per alcuni gruppi molto più di altri . Può essere un tabù , ma alcuni gruppi etnici , religiosi e di origine nazionale stanno facendo sorprendentemente meglio di quanto gli americani in generale. E’ quanto sostiene in una lunga analisi il New York Times, per la penna di Amy Chua e Jed Rubenfeld , professori alla Yale Law School.(http://www.nytimes.com/2014/01/26/opinion/sunday/what-drives-success.html)


Gli Indiani -americani guadagnano quasi il doppio del dato nazionale...

Azionista Renzi, cominci con le riforme giuste

di Gabriele Capolino

17/12/2013 - Ore: 21.03



 

Matteo Renzi è il nuovo azionista di maggioranza del governo. Ma sta partendo con il piede giusto?

A metterlo in dubbio non Beppe Grillo o Silvio Berlusconi, ma la Morgan Stanley. In un’analisi sapida intitolata Renzi vs. the economy, gli economisti della Morgan Stanley hanno inquadrato il dramma economico dell’Italia in tre aggettivi: piccola, vecchia e non efficiente. Le famiglie italiane sono ricche, e grazie a questa ricchezza accumulata nei decenni (1.100 miliardi di euro in depositi e conti correnti) finanziano lo Stato, finanziano le imprese, finanziano i giovani senza lavoro. Ma sono già cinque anni che gli italiani sostanzialmente si stanno mangiando il patrimonio,...

I diverbi Usa-Germania e quel precedente del 1987

di Gabriele Capolino

04/11/2013 - Ore: 16.59




“Non staremo seduti a guardare altri paesi che hanno surplus di bilancia commerciale e che alzano i loro tassi per spremere la crescita mondiale, nell'aspettativa che gli Stati Uniti in qualche modo seguiranno, alzando i tassi di interesse``. Era il 18 ottobre 1987 e a pronunciare in tv queste parole contro la Germania dell’ovest era James Baker, allora ministro del tesoro sotto Ronald Reagan. Il giorno dopo, il black Monday: la borsa americana, preoccupata da un dollaro debolissimo che Baker prometteva di lasciare ancora abbandonato a se stesso, e attratta dagli alti rendimenti dei titoli di stato in Germania che avevano influenzato anche quelli Usa, perse in una sola seduta il 23% circa del suo valore.
La storia...

Amazon sacrifica i profitti per conquistare il mondo

di Gabriele Capolino

28/10/2013 - Ore: 15.03



Succede ormai da parecchi trimestri. Il gigante dell’e-commerce, Amazon, mostra grande crescita dei ricavi e zero profitti. Tanto che qualche buontempone si è spinto a definirla come una grande organizzazione non profit, finanziata dai suoi azionisti a tutto beneficio del consumatore. Non è così. A spiegarlo bene è Eugene Wei, uno che in Amazon ha lavorato a lungo, dal 1997 al 2004, e ora conduce un suo blog (Remains of the day) molto seguito nella Silicon valley.

Secondo Wei, Amazon è un modello classico di business a costo fisso, che utilizza Internet per ottenere la massima leva possibile dai suoi investimenti fissi, e una volta che raggiunge un adeguato volume di vendite, la somma totale...

Obama e Putin, leadership mondiali in piena crisi

di Gabriele Capolino

25/10/2013 - Ore: 13.31



 

Leggendo la pagina dei commenti di venerdì 26 del New York Times, si deve concludere che mai come ora i destini del mondo siano legati a due leader nel pieno di una crisi di identità.

Roger Cohen, editorialista del Nyt, dedica la sua attenzione alla clamorosa caduta di credibilità di Barack Obama, elencando la serie di patacche che ha rifilato agli alleati tradizionali, dai pasticci con le armi chimiche di Assad, in cui prima e premeva su Arabia Saudita, Francia e Germania perché aderissero alla guerra santa, per poi fare dietrofront a San Pietroburgo di fronte a Vladimir Putin. Ultima in ordine, le intercettazioni dei leader alleati, come Angela Merkel, in cui lo scandalo non è...

Giornali Usa, è l’ora dei miliardari-salvatori

di Gabriele Capolino

06/08/2013 - Ore: 12.29



 

Secondo Ryan Chittum, direttore del prestigioso Columbia Journalism Review, ci sono almeno una dozzina di serie, affascinanti implicazioni dietro la notizia della cessione del Washington Post dalla famiglia Graham al fondatore di Amazon Jeff Bezos.

1) E’ la prima volta che un grande quotidiano è di proprietà di un rivoluzionario dell’high tech. Non c'è alcun dubbio che Bezos sia un genio degli affari che capisce di Internet come nessun altro. I giornali finora non hanno provato o non sono riusciti ad attrarre talenti digitali di ottima qualità. Bezos conosce le persone e ha i soldi per cambiare la situazione in modo sostanziale. La domanda è come che influenzerà...

Dove vi trascinerà la nuova alluvione di cash dal Giappone

di Gabriele Capolino

12/04/2013 - Ore: 21.38




Ricevo e volentieri pubblico da uno dei migliori gestori italiani.

Amara consolazione per Karl Marx o per Mao Tse-Tung: il capitalismo e il libero mercato sono sempre più in disarmo. La mano invisibile di Adam Smith? Dissolta, più che invisibile. Manipolazioni esplicite e implicite, dirette o indirette dei prezzi di titoli di stato, commodities, azioni sono sempre più palesi. Si può arrivare a dire che quasi nessuna valutazione di attività finanziarie non sia o stia per essere distorta: e questo trend nei prossimi anni sarà ancora più evidente. Per chi gestisce denaro alla vecchia maniera, è un incubo: il manuale di istruzioni che applicavano ai soldi che...

Eni, quell'autolesionismo così made in Italy

di Gabriele Capolino

08/02/2013 - Ore: 17.53



 

Ironia della sorte, Paolo Scaroni era in Algeria in missione quando la Guardia di Finanza ha perquisito la sua abitazione su ordine dei magistrati De Pasquale, Baggio e Spataro. In attesa di vedere quali saranno i concreti elementi di accusa nei confronti di Scaroni e la sua correità per l'affaire delle tangenti pagate per l'acquisizione della commessa Sonatrach-Saipem, restano tuttavia alcune perplessità di fondo sulla decisione dei magistrati: infatti non sempre ci si può trincerare dietro il concetto di atto dovuto per giustificare decisioni che hanno una rilevanza mondiale, visto il ruolo dell'Eni in campo energetico.

Primo punto, la separatezza fra i business. Eni e Saipem fanno due mestieri...