MF-Milano Finanza per l'Italia e gli italiani



Se l'Italia ha bisogno, noi ci siamo. Siamo imprenditori, professionisti, manager, comuni cittadini. No, non ci stiamo a che l'Italia sia ridotta sul lastrico. Siamo un paese forte, ricco, con un debito pubblico altissimo, ma con un debito consolidato pubblico-privati nettamente più basso della Gran Bretagna, più basso della Germania, pari a quello della Francia. Le nostre industrie, le nostre banche, sono solide. La ricchezza liquida del paese è più di 10 volte (oltre 3.000 miliardi di euro) l'ammontare dei titoli che ogni anno lo Stato italiano deve emette per rinnovare quelli in scadenza. Il 50 per cento del debito pubblico è in mano a noi italiani. Se all'Italia serve, se dovesse servire il nostro aiuto per le emissioni, noi ci siamo.

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Hanno già aderito:

Guido Alpa (Presidente Consiglio nazionale forense), Michele Anastasio Pugliese (Presidente Circolo Antico Tiro a Volo), Paolo Astaldi (Presidente gruppo Astaldi), Luca Barabino (CEO, Barabino & Partners), Giovanni Berneschi (Presidente Carige), Arnaldo Borghesi (AD, Borghesi Colombo & Associati), Mario Boselli (Presidente Camera Nazionale Moda), Maurizio Bufi (Presidente Anasf), Urbano Cairo (CEO, Cairo Comunications), Marina Calderone (Presidente Consiglio Nazionale Consulenti Lavoro), Marco Cattaneo (AD, Momo), Giuliano Cazzola (Vicepresidente Commissione Lavoro Camera), Paolo Andrea Colombo (Presidente Enel), Vincenzo Consoli (AD, Veneto Banca), Fulvio Conti (AD, Enel), Luca Cordero di Montezemolo (Presidente Ferrari), Diego Della Valle (CEO, Tods), Claudio Descalzi (Direttore Generale Eni), Maurizio De Tilla (Presidente OUA), Massimo Di Risio (Presidente DRAutomobiles), John Philip Jacob Elkann (Presidente Fiat Spa, Exor e Giovanni Agnelli & C), Massimo Fortuzzi (AD, iDea sim), Guido Galimberti (AD, Opera art consulting), Pietro Giuliani (AD, Azimut), Gian Maria Gros Pietro (Economista), Guarguaglini (Presidente Finmec), Luigi Guatri (professore emerito e vicepresidente del Consiglio dell'Università Bocconi) Fiorella Kostoris (Economista), Ennio La Monica (DG, Carige), Stefano Landi (Presidente LandiRenzo), Giancarlo Laurini (Presidente Consiglio Nazionale Notariato), Stefano Lucchini (Direttore Comunicazione Eni), Raffaello Lupi (Ordinario di Scienza delle Finanze e Diritto Tributario a Roma Tor Vergata), Gabriello Mancini (Presidente Fondazione Banca Mps), Vincenzo Manes (CEO, Kme group), Sergio Marchionne (AD, Fiat Spa e ceo, Chrysler), Mauro Masi (Giurista, Delegato Italiano per la Proprietà Intellettuale), Francesco Micheli (finanziere), Paolo Moretti (Presidente istituto per il governo societario), Giuseppe Moro (Presidente e AD di Convert Italia),Cesare Mozzi (finanziere), Antonella Nonino (imprenditrice), Benito Nonino (imprenditore), Cristina Nonino (imprenditrice), Elisabetta Nonino (imprenditrice), Giannola Nonino (imprenditrice), Michele Norsa (AD, Salvatore Ferragamo), Roberto Orlandi (Presidente consiglio nazionale agrotecnici), Orsi (AD, Finmec), Alessandro Pansa (DG, Finmeccanica), Carlo Pesenti (CEO, Italcementi), Claudio Pieri (Direttore Generale Fond Monte Paschi Siena), Gianni Punzo (Presidente Cis Spa), Giovanni Perissinotto (AD, Generali), Giuseppe Recchi (Presidente Eni), Aurelio Regina (Presidente Unindustria, aderiscono inoltre tutte le oltre 4.000 aziende associate), Ettore Riello (Presidente Riello Group), Andrea Riffeser Monti (AD, Poligrafici Carlino - Nazione - Giorno), Guido Salerno Aletta (Economista), Stefano Sardelli (DG, Invest Banca), Paolo Scaroni (CEO, Eni), Pietro Scott Jovane (AD, Microsoft Italia), Giorgio Sganga (Segretario Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti), Claudio Siciliotti (Presidente Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti), Mauro Spreafico (Strategist, Schroeders), Silvia Spronelli (Presidente di Solo Affitti), Gaetano Stella (Presidente Confprofessioni), Paolo Svetlich (Finanziere), Giovanni Tamburi (CEO, Tip), Marco Tronchetti Provera (CEO, Pirelli), Victor Uckmar (Giurista, Presidente Certi Università Bocconi), Antonio Vigni (Direttore Generale Banca Mps), Giuseppe Vitaletti (economista),  Mario Zanone Poma (Presidente Fondazione Filarete), Gianni Zonin (Presidente Zonin Spa e Banca Popolare di Vicenza)


Adesione anche da parte della Presidenza della Repubblica, per mano del Segretario Generale, Donato Marra che ha recapitato il seguente messaggio:

In relazione alla cortese comunicazione sulla iniziativa di MF-Milano Finanza volta a promuovere l'impegno delle forze più attive del paese per far fronte alla delicata situazione economica e finanziaria di questo difficile momento, mi fa piacere rilevare che la campagna incontra naturalmente l'auspicio espresso dal Presidente della Repubblica affinché dal confronto tra le forze politiche, di governo e di opposizione e le parti sociali possano emergere scelte responsabili «per stimolare l'indispensabile crescita dell'economia e dell'occupazione a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio del bilancio». In questa direzione risulteranno utili tutti i contributi. Seguiremo, quindi, con attenzione e interesse gli sviluppi della iniziativa che il suo giornale promuove nella convinzione che «l'Italia è un paese su cui ancora scommettere».

Donato Marra, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica



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4054 Commenti
Inviato il: 26/03/2013 16.04   
Da: STEFANO BONGIOVANNI
AMMINISTRATORE UNICO FINCOS

Inviato il: 29/10/2012 13.04   
Da: fedele Lauria
Facciamo che ci avete ROTTO LI ********,ITALIOTI ben pensanti e PERVERTITI,il DEBITO lo deve pagare chi quel debito ha contribuito a crearlo;dal ’usciere alla piu alta carica,Egragi Sudicioni vorreste nuovamente ASSOCIARVI a chi,ora che le cose si mettono male!!!!!!vorreste nuovamente in nome di uno Stato cercare aggrazioni e discorsi UNITARI,ogni uno a casa PROPRIA,poiche quando avevo fame nessuno me lo ha mai dato,ed adesso cosa vorreste far pagare a tutti gli interessi di tutta quella GENTAGLIA che è sempre stata alla MANGIATOIA,sulle spalle degli altri,siete patetici e ridicoli con le vostre ricette!!!!!mentre BCE e stato stampano denaro in ragione di interessi SINGOLI a danno di molti,creando inflazione e riducendo le richezze dei gia poveri!!!!SIETE solo dei CRIMINALI che dietro la demagogia di sistemi che non esistono credete di RISOLVERE una questione!!!!che va avanti da 50 anni,IMBROGLIONI le banche usano la leva finanziaria al 96% altro che falsari NAPOLETANI,od evasione del Commerciante dello Scontrino fiscale,questa è truffa continuata ed aggravata da ASSOCIAZIONE a DELINQUERE,tutti quelli che sono dello stato sono COORENSPONSABILI del danno!!!!!non veniamo fuori con DISCORSI STRANI,fuori i soldi!!!!!CEDO di esservi stato CHIARO SUDICIONI PERVERTITI e malati


Inviato il: 25/10/2012 19.13   
Da: GIANFRANCO LILLA
Le tasse in eccedenza creano restrizione dei consumi con minori introiti indiretti e crisi dei settori in cui cadono le restrizioni stesse. Ovvia conseguenza licenziamenti e con essi ulteriore minore circolazione di denaro. Un giro negativo che alimenta la crisi economica. Tagliare le tasse in misura consistente comporta l’inversione di quel circuito negativo sopra descritto...

Inviato il: 17/10/2012 19.53   
Da: Gabriele Arcuri
In un contesto macroeconomico di polarizzazione della ricchezza ci troviamo a dover affrontare un ancor peggior scenario che è quello della polarizzazione della ricchezza pubblica atteso che apprendiamo che un sempre maggior quantitativo di denaro pubblico viene dirottato in direzioni completamente estranee a quelle originariamente previste. Tutto ciò rende il carico fiscale, rilevante e sempre crescente (unito alla contrazione dei consumi e alla difficoltà nel recuperare sul mercato solvibilità e correttezza), una scure che può esser sollevata unicamente tornando ad infondere nel contribuente (sempre il solito) la fiducia che il proprio denaro contribuisce costruttivamente alla res publica e che una più omeogena distribuzione dello stesso non può che portare alla sua riduzione pro capite.

Inviato il: 27/09/2012 10.12   
Da: angelo nolè
Seguo con interesse l’iniziativa di MF-Milano Finanza, sia attraverso le news- web che i quotidiani.
Trovo rilevanti le indicazioni da parte della redazione di MF, a partire dal dott. Panerai, come sprona tutte le istituzioni nazionali ed auropee a voltare pagina, ad assumere e studiare nuovi provvedimenti, sostanziali, di natura economio - finanziaria; rivedere il comportamento di manager pubblici e privati, lineare, esemplare per la massa operativa con riguardo alle nuove generazioni.
Se è vero che senza la crisi non ci sono sfide, è l’occasione giusta per invogliare la creatività italia a nuove inventive, nuove strategie.
Complimenti!
Angelo Nolè

Inviato il: 09/06/2012 12.35   
Da: Riccardo Torresi
Promotore Finanziario, PhD Candidate, Università degli Studi di Macerata

Inviato il: 05/06/2012 13.41   
Da: oreste fusario
Credo che bisogna uscire dalla palude delle parole e dei dibattiti per portare avanti temi concreti, come:

1) la riduzione del 50% delle spese del Quirinale;

2) la riduzione del 50% del numero dei Parlamentari;

3) la riduzione del 50% del numero dei Consigleri Regionali;

4) la riduzione dello stipendio dei Parlamentari, portandolo ad un tetto massimo di 5.000 euro netti; idem per i Consiglieri Regionali, portandolo ad un tetto massimo di 4.000 euro netti, e così per gli Assessori Comunali, con un tetto massimo di 3.500 euro netti e dei Consiglieri Comunali con un tetto massimo di 3.000 euro netti. Al Presidente del Consiglio una retribuzione netta di 10.000 euro, ai Ministri una retribuzione netta di 8.000 euro, ai Sottosegretari una retribuzione netta di 7.000 euro, oltre ad eventuali rimborsi spese rendicondati, verificati e, ovviamente, se dovuti, con eliminazione totale di ogni ulteriore benefit a qualsiasi titolo sinora goduto (dal teatro, ai voli aerei, al tasso sui mutui, ecc.), con inderogabile rinuncia, da parte di ogni eletto, di proseguire o iniziare una qualunque attività extraparlamentare suscettibile di reddito. La politica è passione, per il bene comune, non un lavoro o doppio lavoro, dal quale trarre solo profitto e privilegi;

5) disciplina delle c.d. "auto blu" da ridurre del 50% nel numero e da riservare solo ai membri del Governo Nazionale e Regionale. Per gli altri, parlamentari o consiglieri regionali, provvederà il partito o il movimento che rappresentano;

6) età pensionabile per i Parlamentari e/o Consiglieri Regionali e/o Comunali, uguale a quella dei lavoratori dipendenti (66 anni e più) con sistema contributivo e contributi analoghi;

7) abolizione dei rimborsi elettorali, ovvero istituzione del 5 per mille in favore dei partiti politici eletti, salvo la possibilità per i cittadini - persone fisiche - di finanziare, sino alla concorrenza di 50.000 euro, il proprio partito e/o il proprio candidato;

8) riforma del sistema elettorale, con: (I) nomina del proprio candidato; (II) introduzione del semipresidenzialismo e doppio turno alla francese; (III) conferma del bipolarismo a fronte di ampie maggioranze, ovvero possibilità di alleanze diverse, da dichiararsi prima dell’eventuale secondo turno; (IV) dimissioni del parlamentare (con sostituzione del primo dei non eletti) in caso di cambio di "casacca";

9) sbarramento del 7%;

10) contenere a 30 unità il numero complessivo dei Ministri e dei Sottosegretari;

11) in caso di mancato semi-presidenzialismo alla francese, maggiori poteri al Presidente del Consiglio, anche nella formulazione di provvedimenti di Legge, ovvero in merito a nomine e/o destituzione di ministri, senza che il fatto possa compromettere la stabilità dell’esecutivo;

10) esclusione dalle liste elettorali, ovvero successivamente dal Parlamento, di persone che risultino inquisite e/o condannate per: (I) reati patrimoniali; (II) reati contro la persona; (III) reati contro lo Stato e/o il bene pubblico;

11) personalità giuridica dei partiti, in modo che i bilanci e quant’altro possano essere certificati dalla Corte dei Conti e verificati dai cittadini, così come pure per le OO.SS., le Fondazioni e le ONLUS;

12) abolizione di ogni contributo, da parte dello Stato, ad Organi di Stampa, siano essi privati o legati a partiti, come pure alle OO.SS. Per le eventuali necessità finanziarie si applicheranno le stesse modalità di finanziamento di cui al punto 7);

13) responsabilità civile per i Magistrati, ma anche per i Parlamentari, Consiglieri Regionali e Comunali, quando si verifichino abusi e sprechi per opere pubbliche incompiute e/o inutili o rilevate tali dalla Corte dei Conti;

14) riduzione del Debito Pubblico mediante vendita, per almeno 600 mld di euro degli immobili e terreni demaniali da inserire in un apposito Fondo Immobiliare Chiuso, da far sottoscrivere esclusivamente agli italiani, a seconda della loro capacità contributiva e di risparmio, per un periodo di 5-7 anni, da remunerare ad un tasso variabile equiparato all’euribor 6 mesi + uno spread di 2,50-3,50 pct, in modo che la successiva vendita del bene sia provvista di tutte le autorizzazioni necessarie per la sua riconversione e/o riqualificazione, in modo da rendere così appetibile e "chiavi in mano", senza cioè ulteriori intralci amministrativi e/o burocratici, l’inerente progetto;

15) idem per le Partecipazioni statali, da inserire in un Fondo Mobiliare Chiuso;

16) eliminazione della tassazione IRAP alle imprese, contro contestuale eliminazione dei c.d. interventi a pioggia sinora erogati dal Governo alle stesse;

17) riduzione dell’aliquota Irpef con fissazione del tetto massimo progressivo al 33% sui i redditi da lavoro dipendente e da pensione d’importo inferiore ai 250.000 euro lordi annui. Aliquota secca aggiuntiva del 25% su tutti i redditi superiori;

18) riordino del regime IVA con aliquote del 7-8% per i beni di prima necessità e sino ad un massimo del 20% per quelli ordinari. Innalzamento al 30% per i beni di lusso, 40% per i beni extralusso; 50% per i beni super lusso d’importo superiore al 1.000.000 di euro. Tale aliquota del 50% è dovuta anche nel caso di acquisti da parte di società off-shore, ovvero di acquisti effettuati in leasing. Restano ferme le aliquote IVA per gli immobili, in particolare la 1^ casa;

19) abbattimento del 75% del c.d. cuneo fiscale per le aziende del settore turistico-alberghiero che effettueranno investimenti, valorizzando il patrimonio costiero e con assunzione di personale locale, nel sud Italia. L’abbattimento si ridurrà al 50% per tutte le altre Imprese che effettueranno investimenti stabili nel sud Italia con assunzione di personale locale. Per le imprese che effettueranno investimenti nel centro e nel nord Italia l’abbattimento del cuneo fiscale sarà del 25%.

20) le imprese chimiche e/o siderurgiche che operano o che effettueranno investimenti lungo le coste italiane, avranno come onere un appesentimento del carico fiscale del 20% sugli utili conseguti, destinato esclusivamente alla salvaguardia dell’ambiente nel quale operano;

21) mantenimento delle agevolazioni fiscali (pari al 50% della spesa) per chi effettua ristrutturazioni dei propri immobili, anche sotto il profilo del risparmio energetico;

22) riduzione dell’aggio (dal 9 al 3%) e dell’inerente mora per i crediti la cui riscossione è demandata a Equitalia, ovvero alle società di gestione comunale, ovvero ai Comuni. Possibilità inderogabile di accordare dilazioni di pagamento alle persone in difficoltà;

23) possibilità di sterilizzazione dei debiti, ovvero di compensare gli stessi, laddove vi fossero crediti verso la P.A.;

24) Imu su prima e seconda casa, solo se con mutui estinti e con redditi superiori ai 100.000 mila euro lordi annui. Tutti gli altri immobili, anche se di Fondazioni o società off-shore o in leasing, salvo quelle già individuate per il Vaticano, rientrano nel pagamento dell’Imu. Il 75% degli introiti dovrà essere riconosciuto ai Comuni, il 25% allo Stato, salvo eventuali situazioni di emergenza;

25) osservatorio sulle Banche circa: (I) la loro tenuta economico-patrimoniale; (II) l’erogazione del credito in favore delle famiglie e delle imprese, evitando che la provvista ottenuta, ad esempio da BCE, sia investita a soli fini speculativi;

26) eliminare, sia pure con gradualità, in ogni settore finanziario del nostro Paese il rischo su derivati, applicando una Robin tax del 50% sulle nuove operazioni sottoscritte in Italia o all’estero da Banche, Imprese, Comuni e Privati, agevolando, viceversa, il rientro da tale tipo di strumento finanziario;

27) salvaguardia per tutti gli esodati, ai quali si applicano tutte le disposizioni di Legge vigenti prima dell’introduzione del nuovo testo di Legge sulle pensioni;

28) semplificazione della normativa burocratica e fiscale, ad ogni livello, per le Imprese, Banche e Privati;

29) unificazione e razionalizzazione delle reti informatiche della P.A.;

30) contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori, con eliminazione di quelli a progetto e garanzia di ammortizzatori sociali nel caso di fuoriuscita prematura legata a problemi economico-finanziari del datore di lavoro, laddove fosse impossibile l’eventuale outplacement presso altra azienda;

31) ripristino della possibilità di assumere un figlio del lavoratore in caso di premorienza o pre-pensionamento.

E se questo non bastasse, allora pensare anche ad un Europa a due velocità con Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia da una parte, con una Banca Centrale (Banche statali) prestatori di ultima istanza, e Germania ed altri, se vogliono, dall’altra parte e con l’attuale sistema.

Ma è tempo le proposte diventino disegni di Legge e non più esercitazioni virtuali, che restano solo parole che, in questo momento, non interessano più a nessuno.



Inviato il: 01/06/2012 14.27   
Da: Andrea Beccegato
La ricchezza liquida del Paese sarebbe ancora maggiore (e non di poco) se dalla seconda metà degli anni ’90 le banche, i giornali, e la classe dirigente non avesse sollecitato i risparmiatori a spostare i propri risparmi dai titoli del tesoro a titoli azionari o fondi di investimento dai rendimenti incerti, bruciando così una fetta importante del risparmio delle famiglie!!

Inviato il: 27/04/2012 08.12   
Da: valter trinchero
se la sinistra la smettesse di ostacolare chi produce sarebbe meglio x tutti.............

Inviato il: 23/04/2012 13.18   
Da: GIACINTO CELIO
UN TAGLIO DRASTICO DEL DEBITO PUBBLICO E’ NON SOLO NECESSARIO MA, AL PUNTO IN CUI SIAMO ARRIVATI, ESSENZIALE.

 
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