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del 12/03/2009 19.22
tipo: CAL
 
Telecom, tutti i dettagli del piano Caio
 
Il piano sulla banda larga commissionato dal Governo al superconsulente č stato consegnato al sottosegretario Paolo Romani. Tre le ipotesi prospettare per lo sviluppo dell'infrastruttura di rete di nuova generazione nazionale. L'analisi della domanda ridimensiona la necessitā immediata di una rete in fibra ottica
 

Francesco Caio ha consegnato al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e al sottosegretario Paolo Romani, il rapporto commissionatogli nello scorso ottobre sulla banda larga in Italia. Il rapporto, composto da un centinaio di pagine, s'intitola Portare l'Italia verso la leadership europea nella banda larga. Considerazioni sulle opzioni di politica industriale. Il documento analizza lo stato della Banda larga in Italia e le possibilità di un più rapido sviluppo di questa infrastruttura strategica del sistema-Paese.

Il rapporto propone tre scenari a seconda degli obiettivi che il Governo vorrà darsi per lo sviluppo di un’infrastruttura considerata essenziale per lo sviluppo del settore, mentre non sono tracciati nei dettagli operativi gli strumenti tramite i quali questi obiettivi possono essere raggiunti. Con la prima opzione si punta alla conquista della "leadership europea". Per questo viene proposta la creazione di una azienda di rete che permetterebbe la copertura di cento città arrivando nel 50% delle case grazie a un piano nazionale. Caratteristiche della rete: fibre-to-the-home (ovvero con la fibra ottica che raggiunge direttamente ogni abitazione o ufficio) point to point, integrata di fibre e rame. La prima opzione è motivata con la considerazione che, se non viene attivata una soluzione del genere, "il rischio è di accorgersi troppo tardi che l'infrastruttura non è sufficiente a fronteggiare la domanda".

La seconda opzione è "per stare al passo con l'Europa" come sistema Paese. Il focus è su una rete in fibra di nuova generazione che permetta la copertura del 25% delle case.

La terza soluzione offerta da Caio, infine, è la flessibilità sul territorio con un investimento pubblico limitato e la copertura di 10-15 città. Lo strumento, nel terzo caso, sarebbe la nascita di reti locali in fibre tramite partnership con privati.

Il rapporto è fondato su una corposa analisi di politica industriale e si pone il tema strategico di dove il Paese vuol essere tra 5-6 anni in termini di copertura e penetrazione della fibra per le comunicazioni. Le opzioni sono poste sul medesimo piano, la scelta toccherà al Governo. Un approfondimento è stato dedicato anche allo stato dell’attuale rete in rame, giudicato non dei migliori. Dal lato della domanda, poi, Caio ha rilevato che questa è ancora insufficiente sia della Pa che privata e, dunque, sarebbe forse prematuro programmare per l’immediato una copertura a 20 mega per tutti.

 
 
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