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27/09/2011 9.45

caldissime

Spread Btp/Bund al minimo dal 16 settembre

di Francesca Gerosa




Spread Btp/Bund al minimo dal 16 settembre
Il premio di rendimento pagato dai Btp decennali rispetto al bund è sceso sotto i 370 punti a 366 punti in un mercato che punta sulle ipotesi di un maxi-piano di salvataggio europeo. In calo anche gli spread di Irlanda (672), Portogallo (1012) e Spagna (322), mentre la Grecia continua a salire a 2.236,8 punti.

Lo spread Btp/Bund è sceso al minimo dal 16 settembre. Si guarda all'offerta a brevissimo dal Tesoro italiano: un totale di 14,5 miliardi tra Bot semestrali (8 miliardi), Buoni flessibili 15 dicembre 2011 a vita residua 76 giorni (3 miliardi) e il nuovo Ctz settembre 2013 (3,5 miliardi).

Considerata la recente discesa dei prezzi dei titoli che rende i tassi particolarmente appetibili, gli operatori del mercato secondario escludono problemi di copertura per il collocamento odierno, che dovrebbe far registrare un nuovo rialzo dei rendimenti rispetto a fine agosto.

Sempre dal lato dell'offerta, il Tesoro italiano ha comunicato ieri sera, a mercato chiuso, un ammontare tra 5,5 e 9 miliardi complessivi per il collocamento a medio-lungo di dopodomani su Btp luglio 2014, marzo 2022 e off-the-run agosto 2021 e CCTeu dicembre 2015.

Dal meeting del G20 non sono arrivate indicazioni concrete sulle modalità di attuazione di un eventuale piano da 3.000 miliardi di euro per salvare l'economia e la finanza europee, "ma queste mancanze sono state perfettamente sostituite da alcuni rumor che hanno cominciato ad inseguirsi sui mercati", osservano gli analisti di FXCM.

Questi rumor riguardano le possibili modalità di attuazione di questo piano: si parte dall'ipotesi che i soldi vengano messi a disposizione dal G20, previo consenso di Francia e Germania. Questo sarebbe un piano che ci prepara ad affrontare un fallimento della Grecia, che se entro metà ottobre non riceverà i nuovi aiuti dall'Unione Europea dovrà dichiarare default su alcuni titoli e che prevede al contempo il bailout di alcune banche europee esposte verso la Grecia, banche francesi in testa.

Parte dei fondi verrebbe destinata anche al programma di acquisto di titoli di stato italiani e spagnoli, mentre un nuovo piano di bailout della Grecia potrebbe essere messo sul tavolo da FMI e EFSF. La seconda opzione riguarda la creazione di uno SPV (special purpose vehicle), nient'altro che una scatola costruita al fine di occuparsi di una situazione particolare, che verrà utilizzato per creare una Banca Europea per gli Investimenti (posseduta in maniera collettiva dagli Stati Membri).

Lo SPV andrebbe a emettere bond agli investitori e utilizzerebbe i proventi di queste collocazioni per acquistare il debito delle nazioni europee in difficoltà. "Il numero di dettagli circolanti circa quest'ultima ipotesi è stato davvero alto e questo ci fa pensare che essa potrebbe in effetti rappresentare una soluzione o parte della soluzione, come ci auspichiamo", sostengono gli esperti. 

"La combinazione di entrambe le ipotesi potrebbe effettivamente funzionare e dare una mano nel breve periodo, e una decisione del genere potrebbe convincere gli investitori che a quel punto, potrebbero andare ad acquistare euro", precisano a FXCM.

"Se un discorso del genere fosse messo in piedi realmente, si darebbe in maniera implicita anche maggior libertà di azione alla Federal Reserve che potrebbe, entro la fine dell'anno, rilasciare degli aiuti in termini monetari per ridare slancio all'economia a stelle e strisce", concludono gli analisti.