Milano Finanza
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23/03/2012 16.40

caldissime

Riforma fiscale, il testo è pronto

di Andrea Bassi




Riforma fiscale, il testo è pronto

La riforma del Fisco è pronta. Nel consiglio dei ministri, ancora in corso, l’articolato predisposto dagli uffici del ministero dell’Economia e della Presidenza del Consiglio, consultabile in allegato, sarà tuttavia solo illustrato. Salvo sorprese dell’ultima ora, l’approvazione definitiva della delega ci sarà soltanto al rientro di Mario Monti dalla sua missione all’estero.

Il nuovo testo, comunque, supera del tutto la riforma presentata da Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi, che attualmente si trova ancora in Parlamento. Non ci sarà nessuna riduzione del sistema a sole tre aliquote (20%, 30% e 40%). Il taglio delle tasse avverrà solo a partire dal 2014, quando i proventi della lotta all’evasione verranno fatti confluire in un fondo ad hoc. Ci sarà invece, un nuovo intervento sulla tassazione delle case. Entro tre anni i valori catastali dovranno essere avvicinati a quelli medi di mercato, e l’unità di base non saranno più i vani ma i metri quadri. Il nuovo regime, tuttavia, dovrebbe essere introdotto a parità di gettito con la nuova Imu, l’imposta sugli immobili unica.

Ci sarà poi la cosiddetta tax expenditure, la revisione di tutti i regimi di agevolazione fiscale che erodono la base imponibile, con l’eliminazione di quelli ritenuti inutili o superati. Il compito sarà affidato ad una commissione che sarà costituita ad hoc. Arriva poi la regolamentazione dell’abuso del diritto, che sarà ricondotto al principio generale dell’elusione. Sarà messo nero su bianco che quest’ultima non potrà mai essere considerata un reato penale. Un modo per dare certezza alle imprese che investono. Così come anche la nuova disciplina sui termini di accertamento, con la previsione che il raddoppio in caso di reato penale potrà essere concesso solo se la notizia criminis emergerà entro i termini ordinari di quattro anni.

La delega prevede, ancora, l’introduzione di una carbon tax per le imprese maggiormente inquinanti che, tra l’altro, potrebbe sostituire l’attuale Robin tax (l’addizionale Ires sulle imprese energetiche).



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