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13/09/2012 15.50

caldissime

Milano più pesante con Wall Street, Unicredit tra i peggiori

di Ilaria Ammendola




Milano più pesante con Wall Street, Unicredit tra i peggiori
Dopo l'arrivo di Wall Street le borse europee hanno accelerato al ribasso con gli operatori che sono in attesa dell'annuncio sulle decisioni prese dal Fomc nei due giorni di meeting, atteso alle 18.30. Il Ftse Mib cede l'1,66%, l'Ibex l'1,29%, il Cac40 l'1,33%, il Dax lo 0,56%. Segno positivo invece per il Ftse 100 che guadagna un timido 0,22%, la borsa americana è sulla soglia della parità.

Riemergono anche i timori sulla Grecia. Thanos Catsambas, rappresentante di Atene presso il Fondo monetario internazionale, infatti, ha dichiarato che la Grecia avrà bisogno di un terzo piano di aiuti da parte dei Paesi membri dell'Eurozona. Il Paese richiederà ulteriori aiuti, o attraverso il coinvolgimento del settore istituzionale, o mediante ulteriori prestiti, nella speranza di avere in questo caso condizioni più favorevoli di quelle precedenti.

Tale eventualità, a detta di Alessandro Giansanti, fixed-income strategist di Ing, non è niente di nuovo e non dovrebbe penalizzare gli spread periferici. Quella della Grecia, infatti, è una questione isolata rispetto al resto dell'Eurozona, visto che ad esempio Portogallo e Irlanda stanno rispettando in pieno quanto chiesto nei programmi di aiuti, al contrario di Atene. La Grecia o sarà lasciata al suo destino o avrà bisogno di un nuovo piano di aiuti, probabilmente con un haircut sul debito dei creditori ufficiali, ha osservato Giansanti, aggiungendo che quest'ultima ipotesi è già prezzata dal mercato.

Dopo la notizia lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale ai massimi intraday a 449 punti base. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli si attesta a 409 punti. Anche l'euro si è indebolito e scambia a 1,2889 sul biglietto verde. Per un forex strategist, con la decisione di giovedì della Bce non tutto è risolto e la crisi della Grecia rimane sempre in primo piano, considerato che a fine mese la Troika renderà note le proprie valutazioni sui progressi compiuti da Atene.

In altri momenti notizie di questo genere avrebbero innescato più vendite, quindi c'è una buona resistenza di fondo della moneta unica per lo più legata alle attese per la decisione della Federal Reserve che sarà annunciata nel pomeriggio. "Nessuno in una giornata come questa vuole rimanere lungo sul dollaro", ha concluso lo strategist.

Il comparto bancario a Piazza Affari si è indebolito ulteriormente e Unicredit mostra una tra le peggiori performance segnando un calo del 4,56% a 3,638 euro. Del resto anche lo stoxx di riferimento a livello europeo è fragile e cede quasi il 2%. Intesa Sanpaolo perde il 3,74%, Bpm il 3,97%, Ubi l'1,68%, Mps il 3,56%.

Secondo un operatore il calo odierno potrebbe essere anche dettato dal fatto che domani scade il termine per il divieto di vendite allo scoperto sulle banche e in questa incertezza qualcuno preferisce portare a casa subito i profitti. La banca di Piazza Cordusio segue le consorelle e non festeggia l'upgrade di Banca Akros.

Facendo seguito alla forte riduzione dello spread italiano dei giorni scorsi gli analisti, infatti, hanno ritenuto opportuno alzare il target price di Unicredit da 3,1 euro a 3,7 euro ribadendo comunque il rating hold. Gli esperti hanno inoltre valutato la scelta di riacquistare titoli Abs (titoli cartolarizzati) annunciata ieri da Piazza Cordusio.

Secondo la banca d'affari, dopo i recenti acquisti di strumenti ibridi e subordinati all'inizio dell'anno, la banca ha comprato i suoi Abs per sostenere la base patrimoniale grazie alla buona liquidità. L'obiettivo, infatti, è quello di supportare la strategia volta a ottimizzare la struttura patrimoniale della banca e di fornire supporto ai principali programmi di cartolarizzazione dell'istituto.

Il valore massimo dell'operazione ammonta a 1 miliardo di euro e il riacquisto prevede un corrispettivo in denaro. L'invito a vendere scade il 24 settembre. I titoli da riacquistare ammontano a 6 miliardi circa, ma l’offerta ne copre solo un miliardo. Con uno sconto medio sul valore di libro del 26,3%, il massimo capital gain potenziale per Unicredit, a detta degli analisti di Banca Akros, sarà di 162 milioni. Comunque, a loro avviso, il buy back segnala la fiducia dell'emittente sul fair value dell'asset sottostante.



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