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04/09/2012 15.30 | Tutte | Indietro
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MF Online

BNY Mellon, corporate bond Usa e valute emergenti

Di Tancredi Cerne

Di qui a fine anno meglio concentrarsi su corporate bond americani e valute dei mercati emergenti. Il consiglio è di Standish Mellon Asset Management Company. «Nel caso delle obbligazioni societarie, meglio preferire i titoli di breve durata con qualità del credito media», ha avvertito David Leduc, Chief Investment Officer della boutique finanziaria di BNY Mellon. «Il rally del mercato obbligazionario del primo semestre del 2012 ha di fatto modificato la geografia delle aree in cui investire rendendo meno attraenti i corporate bond delle zone che hanno meglio performato negli ultimi mesi. Questo vale in particolare per gli high yield con duration media. «Ci aspettiamo che continuino alcune tendenze già in atto, come ad esempio che la crescita dei mercati emergenti si mantenga più elevata di quella registrata dai mercati evoluti», ha spiegato il numero uno degli investimenti di Standish secondo cui è il momento di guardare ai titoli value nei paesi emergenti sia in valuta locale che esterna. In particolare, Leduc sembra strizzare l’occhio alle emissioni in pesos messicani, valuta a suo avviso ancora sottovalutata. Ma attenzione alla volatilità. Anche se sottovalutate, le valute delle economie emergenti si mantengono altamente correlate all’andamento dell’economia internazionale. E per questo appaiono soggette a fluttuazioni talvolta consistenti nel corso dei prossimi mesi. «L’incertezza sui deficit americano ed europeo unita al rallentamento della crescita della Cina avranno un effetto rallentamento sulla congiuntura mondiale per il prossimo anno», ha continuato il Cio di Standish che prevede una crescita dell’economia del 3,5% nel corso del 2013. «Guardiamo con ottimismo alla proposta della Banca centrale europea di acquistare i titoli di debito a breve termine dei Paesi che faranno richiesta di un bail out al Fondo europeo di stabilizzazione finanziaria», ha continuato Leduc. «Tuttavia, ci piacerebbe vedere ulteriori misure come riforme strutturali o una tabella di marcia concreta per la creazione di un sistema bancario e di un’unione fiscale europea con emissione di Eurobond». (riproduzione riservata)


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