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17/08/2012 21.32 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Il granaio è sotto assedio

Di Ester Corvi

Il granaio è sotto assedio

Il giallo è il colore delle materie prime che negli ultimi cinque anni sono cresciute di più: l’oro e il grano, che hanno messo a segno una performance del 140%. Mentre il primo ha tuttavia avviato con l’estate un trend decrescente, la siccità che ha colpito il Midwest degli Stati Uniti, la peggiore degli ultimi cinquant’anni, ha di fatto portato alle stelle alle quotazioni del secondo, che in un solo mese è schizzato del 40%.Un rialzo che ha indotto il segretario dell’agricoltura americano, Tom Vilsack, a invocare la danza delle pioggia, per uscire da una situazione critica, che sta distruggendo un sesto del raccolto americano di mais e il 10% di quello di soia.

E visto che gli Stati Uniti sono grandi esportatori di cereali (leader mondiali per il mais e nelle prime posizioni e per soia e grano), l’impatto a cascata sui prezzi dei prodotti alimentari (compreso quello della carne) rischia di essere forte.
I giganti dell’industria alimentare si sono già mossi, chiedendo di eliminare l’obbligo di destinare una parte della produzione di cereali ai biocarburanti, ma sull’etanolo, che assorbe il 40% dei raccolti Usa di mais (oltre a una grande quantità di acqua), la guerra è aperta.

La situazione è indubbiamente seria, ma in America si cerca di sdrammatizzare. Secondo gli economisti, i recenti rialzi delle commodity agricole non porteranno a una crisi alimentare come quella del 2007-2008 quando l’impennata dei prezzi spinse in una condizione di fame e miseria oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo. Perché oggi le scorte di riso e di frumento sono ancora alte. La speranza è che gli ottimisti abbiano ragione.
Se il rendimento dei raccolti cala, c’è però chi ne trae vantaggio. Sono i grandi gruppi che producono fertilizzati e macchine per l’agricoltura intensiva. Mentre i coltivatori americani facevano i conti con la siccità, il gruppo Monsanto, leader mondiale delle sementi (comprese quelle ogm) che capitalizza 46,9 miliardi di dollari a Wall Street, ha incrementato i profitti balzando anche sul listino. Negli ultimi tre mesi le quotazioni sono salite del 25,5% (86 dollari), arrivando a livelli di valutazione (p/e superiore a 20) che molti analisti non ritengono sostenibili, mentre nello stesso periodo l’indice S&P 500 è cresciuto dell’8,5%. Nel 2008, ultimo periodo di grande siccità, le azioni avevano toccato quota 140 dollari, ma la situazione attuale non è confrontabile con la congiuntura di allora. In evidenza a New York anche la società Agrium, che produce trattori e fertilizzanti, in rialzo da maggio del 29,6%. Meno vivace l’elvetica Syngenta, così come John Deere. Gli esperti consigliano di tenere d’occhio anche Rockwood Holdings, Mosaic, Potash, CF industries, Archer Daniels Midland e Tyson Foods.

Del rialzo delle commodity agricole hanno approfittato anche i fondi comuni specializzati, come il Teucrium Corn Fund, che in tre mesi ha guadagnato il 43%, seguito da Teucrium Wheat Fund (+32%). Fra gli Etf si è distinto invece il PowerShares DB Agriculture.

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