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17/08/2012 17.25 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Facebook, continuano le vendite. Zuckerberg, una discesa dolorosa

Facebook, continuano le vendite. Zuckerberg, una discesa dolorosa

Facebook continua a scendere ancora: alle 17,20 italiane di venerdì 17  il titolo perdeva il 4,18% , dopo che giovedì, primo giorno in cui scadeva l’impegno a non vendere (lockup) di alcuni suoi azionisti, l’azione aveva lasciato sul campo il 6,3%. Il prezzo è ora al 50% del prezzo di collocamento e ora i manager del giovane colosso del web devono lavorare sul morale della truppa.

Lo riporta il Wall Street Journal, sostenendo che lo stesso fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg non ostenta più indifferenza come in passato sul ribasso del titolo ma, a colloquio con i suoi dipendenti, ammette che l’ondata di vendite potrebbe nuocere alla società.

Zuckerberg aveva a lungo esortato i suoi collaboratori a non prestare attenzione al prezzo delle azioni, spingendoli a concentrarsi sullo sviluppo del social network. Ma in un meeting aziendale all'inizio di questo mese ha ammesso che era  "doloroso" vedere come gli investitori continuino a ritirarsi dal titolo.

Quella inversione di rotta proabilmente serviva a temperare i dipendenti in vista della scadenza di giovedì 16, quando alcuni tra i primi investitori in Facebook, non dipendenti, sono stati in grado di vendere i titoli per la prima volta dal collocamento dello scorso maggio: tra questi la Accel Partners, la Greylock Partners, la Goldman Sachs e il fondo Tiger Global.

I dipendenti finora non hanno potuto fare altro che assistere. Le prossime scadenze nei mesi di ottobre, novembre e dicembre permetteranno a Zuckerberg e altri dipendenti di vendere più di 1,4 miliardi di azioni. La scadenza più importante, che libererà più di un miliardo di azioni, è al 14 novembre e l’ultimo blocco scadrà nel maggio 2013.

Alla sede di Facebook, a Menlo Park in California, alcuni dipendenti hanno detto che non si preoccupano delle perdite correnti, in quanto credono nella visione della società. Ma nelle scorse settimane i dipendenti che non erano inizialmente focalizzati sul prezzo delle azioni avevano cominciato a esprimere qualche preoccupazione. Tanto che il senior management si era reso conto che era giunto il momento di fare qualcosa per il morale.

E’ stato così che Zuckerberg ha iniziato un incontro aziendale, dicendo che non voleva aprire la riunione parlando del prezzo del titolo, ma aggiungendo che riconosceva che il crollo del titolo fosse doloroso per alcuni dipendenti. Zuckerberg ha poi affermato che la stampa non conosce i piani futuri della società: se li conoscesse, avrebbe la sua stessa fiducia nella capacità di Facebook di riprendersi da questa discesa di valore. Sostenendo infine che gli investimenti che l'azienda ha fatto negli ultimi 6-12 mesi daranno presto i loro frutti.


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