Due secche smentite, la prima da parte della Corte Costituzionale tedesca e la seconda da parte della Finlandia, e l’intervento della cancelliera Merkel in difesa di Draghi, accusato da alcuni falchi tedeschi di fare della Bce una bad bank per difendere Italia e Spagna, hanno drenato gli acquisti in questa settimana estiva.
Erano in molti a temere, come era accaduto l'anno scorso, che il mese centrale dell'estate fosse l'occasione per operazioni speculative sui mercati contro i Paesi in questo momento al centro dell'attenzione: Italia e Spagna. Così non è stato.
I momenti di tensione sono stati pochi e brevi: prima di fronte alla notizia, poi smentita, che la decisione della Corte Costituzionale tedesca riguardo alla legittimità del nuovo fondo salva Stati Esm e del Fiscal Compact avrebbe potuto slittare in avanti rispetto alla data prevista del 12 settembre.
Poi, in quest’ultima seduta d’ottava, quando la Finlandia prima ha detto che si sta preparando al crollo dell'eurozona e poi ha fatto dietrofront e si è detta al 100% al fianco dell'euro. "Il responsabile agli Esteri, Erkki Tuomioja, ha parlato a titolo personale ed è un peccato che si propongano tali congetture che non sono molto d'aiuto" all'Eurozona, ha spiegato il ministro finlandese agli Affari europei, Alexander Stubb.
Molti i temi ancora sul tappeto; denso il calendario degli impegni delle prossime settimane. "Ma i mercati per ora sono cautamente ottimisti e sembrano scontare che a breve arriveranno a Madrid i fondi promessi a sostegno delle banche e che il Paese richiederà gli aiuti", ha sottolineato un trader di una banca. L'Ibex di Madrid è salito dell'1,94% a 7.561 punti e ha trascinato con sé il Ftse Mib di Milano (+1,30% a 15.124 punti).
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si è fermato a 430 punti per un tasso del 5,79%. Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli a 502 punti, dopo essere sceso a un minimo di seduta a 491 punti. Il rendimento del decennale spagnolo è al 6,51%.
Sui singoli titoli quotati a Milano sono i volumi a fare la differenza tra semplici ricoperture e movimenti speculativi. Per questo anche oggi spicca il +2,94% a 1,61 euro di Mediaset con le voci di investitori arabi in azione. Mentre una fonte vicina alla controllante Fininvest ha negato che il gruppo stia comprando azioni.
Nel comparto bancario, Mps è balzata del 17,58% a 0,216 euro sulle dichiarazioni del presidente, Alessandro Profumo, che di fatto preconizza una nuova cessione di titoli da parte della Fondazione Mps aprendo a nuovi scenari di riassetto proprietario della banca.
Il calo dello spread e la riapertura del mercato dei capitali (in settimana Unicredit ha collocato un bond da 750 milioni di euro e ieri la francese Bnp Paribas ne ha piazzato uno da 1 miliardo di euro) ha aiutato in generale tutte le banche italiane. Sono state premiate ovviamente le più esposte ai titoli di Stato italiani come Intesa Sanpaolo (+1% a 1,17 euro), ma anche qualche popolare come Bpm (+6,55% a 0,40 euro) e Bper (+4,50% a 4,23 euro).
Denaro su Finmeccanica (+11,21% a 3,75 euro) dopo la richiesta di danni per 1,8 milioni di dollari intentata in Canada dalla controllata Agusta Westland. Si è ripresa Fiat Industrial (+1,56% a 8,48 euro) dopo il calo di ieri dovuto ai risultati deludenti della rivale Deere. Bene anche Fiat (+2,27% a 4,50 euro) ed Exor (+1,64% a 19,17 euro).
Fuori dal listino principale è salita del 6,51% a 0,327 euro Camfin. Due banche creditrici della holding che controlla Pirelli (+2,92% a 8,99 euro), Unicredit e Intesa Sanpaolo, hanno scritto una lettera alla società in cui si sono dichiarate disponibili a supportarla nello studiare un prestito convertibile in azioni Pirelli (opzione favorita da Marco Tronchetti Provera), il tutto nell'ambito dei consueti rapporti tra Camfin e gli istituti maggiormente esposti (tra i due Unicredit vanta crediti molto più consistenti).
Pur trattandosi di una valutazione preliminare delle due banche, gli analisti ritengono che l'emissione del convertibile sia la soluzione più plausibile. Lo stesso mercato, visti gli ultimi rialzi in borsa del titolo Camfin, non crede alla possibilità che venga lanciato un aumento di capitale (preferito dai Malacalza).
Ma, secondo quanto ha appreso l'Adnkronos, c'è anche interesse a livello politico e istituzionale a monitorare le pseudo manovre che potrebbero celarsi dietro la fuga di notizia per scongiurare qualsiasi tentativo di attacco nei confronti di Pirelli.
Un monitoraggio a salvaguardia del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera e fiore all'occhiello dell'industria italiana. Il timore è che dietro il leaking di documenti riservati ci sia il tentativo di una scalata ai danni di Pirelli, di cui Camfin è primo azionista.
Se le divergenze tra i due soci di maggioranza di Camfin, Marco Tronchetti Provera e i Malacalza, non dovessero essere sanate, la famiglia genovese potrebbe chiedere l'intervento di un consiglio arbitrale che sancisca il disaccordo e procedere di conseguenza alla scissione della loro quota in Gpi.
Ma per Equita (buy e target price a 0,63 euro confermati su Camfin) questa ipotesi non dovrebbe comunque creare uno scenario potenzialmente speculativo. Gli esperti, infatti, stimano che Tronchetti Provera abbia insieme ai soci storici una quota del 33% e del 44% includendo anche Acutis.