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| Partenza positiva Wall Street |
Piazza Affari si mantiene in rialzo dell'1,59% a 15.167 punti dopo che l'indice sulla fiducia dei consumatori calcolato dall'Università del Michigan è salito ad agosto, secondo le stime preliminari, a quota 73,6 contro i 72,3 del mese precedente. Il dato è superiore alle attese degli analisti che indicavano un dato stabile a 72,2.
Inoltre il superindice Usa, a luglio, ha mostrato un incremento dello 0,4%, in miglioramento rispetto al dato di giugno, che aveva fatto registrare un -0,4%. Il superindice si mostra migliore anche rispetto alle attese degli economisti che avevano stimato un +0,2%.
Mentre Wall Street sale (+0,21% il Nasdaq e +0,09% il Dow Jones) e il cambio euro/dollaro scende a 1,2314, anche gli altri altri europei restano ben intonati, in particolare l'Ibex di Madrid, in crescita del 2% a quota 7.567 punti. In una settimana di performance positive per gli indici azionari, l'Ibex è stato il best performer con un +7,80% di recupero settimanale e lo spread si è ridotto di 60bp.
Al momento lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti scambia a 431 punti per un tasso del 5,82%. Invece continua a calare il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli: è a 498 punti, dopo essere sceso a un minimo a 491 punti, sulla scia dell'imminente arrivo degli aiuti alle banche. Il rendimento del decennale spagnolo è al 6,49%.
"Il governo spagnolo chiederà a breve il pagamento di una prima rata di aiuti all'Eurozona per le sue banche in difficoltà", ha confermato oggi un portavoce del ministero dell'Economia di Madrid, senza però voler specificare l'ammontare richiesto.
Gli aiuti, ha spiegato, serviranno a sostenere le banche insolventi che sono state già nazionalizzate: Bankia, Nova Galicia Banco, Banco de Valencia e Catalunya Caixa. L'ammontare della richiesta dipenderà da un'analisi della Banca di Spagna che farà partire poi la richiesta: "la Banca di Spagna sta effettuando la sua analisi e su quella base decideranno quale richiesta effettuare", ha aggiunto il portavoce.
I Paesi dell'Eurozona lo scorso giugno hanno deciso di prestare fino a 100 miliardi di euro per salvare le banche iberiche, devastate dall'esplosione della bolla immobiliare scoppiata nel 2008 che ha ancora effetti sugli istituti del Paese: è di oggi il dato sulle sofferenze delle banche spagnole che hanno raggiunto a giugno la cifra record di 164,4 miliardi di euro, ben 8,4 miliari di euro in più, ovvero il 9,4% del totale. E' il livello più alto da quando la banca centrale ha cominciato a pubblicare statistiche 50 anni fa.
La sola Bankia ha chiesto un aiuto pubblico di 19 miliardi di euro che, aggiunto ai 4,5 miliardi di euro già iniettati, costituisce il più grande salvataggio della storia del settore bancario spagnolo. Il Fondo salva-Stati dell'Ue (European Financial Stability Facility, Efsf) ha già accantonato 30 miliardi nel caso in cui ci fosse una richiesta urgente di Madrid. Il grosso dell'aiuto dovrebbe comunque essere erogato intorno a novembre, per sostenere la ristrutturazione-ricapitalizzazione del sistema bancario spagnolo.
La continua crescita dei costi di finanziamento per la Spagna ha alimentato però le speculazioni sul fatto che alla fine anche il Paese, e quindi non solo le banche, ricorrerà a un programma di salvataggio. Il sindaco di Madrid, Ana Botella, ne è convinto: "il governo spagnolo non potrà non richiedere all'Ue una qualche forma di salvataggio, che sembra inevitabile" stando ai dati economici e alla situazione dello spread tra i bonos e i bund tedeschi.
Secondo Ana Botella, la possibilità che la Spagna solleciti nuovi aiuti, dopo i primi 100 miliardi per il risanamento bancario, appare "molto probabile sia che si tratti di un salvataggio soft o con caratteristiche ancora da determinare". A suo giudizio comunque si tratterà di "un salvataggio soft".