La proposta di un'unione bancaria fondata sulla supervisione unica da parte della Bce sarà finalizzata dalla Commissione europea l'11 settembre, in tempo per l'Ecofin informale che si terrà a Cipro. Fonti dell'esecutivo Ue hanno confermato che nella proposta la supervisione della Banca centrale europea sarà probabilmente estesa a tutte le banche, non solo a quelle sistemiche ma anche le più piccole casse di risparmio.
Restano però i dubbi sulla possibilità di approvazione della proposta di revisione dei compiti della Bce perché la base legale è l'articolo 127.6 che richiede l'unanimità: quindi 27 possibilità di veto. La Gran Bretagna, ad esempio, possiede il veto sul progetto di supervisione bancaria unica per il quale sponsorizza un "approccio leggero" che affidi a Francoforte il compito di vigilare solo le grandi banche, lasciando quindi la supervisione giornaliera alle autorità nazionali.
Stando ad alcune fonti, le autorità britanniche non parteciperanno al progetto che la Commissione Ue presenterà a settembre. Londra sta anche cercando di salvaguardare i poteri dell'autorità bancaria europea Eba (basata nella capitale britannica), evitando il prevalere della Bce.
La Germania, che vuole proteggere le proprie banche di risparmio e le sue istituzioni mutualistiche, due tipi di istituti di credito che controllano insieme quasi il 40% del corporate finance tedesco e quasi il 50% del credito ai privati, è naturalmente contraria all'estensione della vigilanza della Bce su tutte le banche.
Eppure sono stati proprio i tedeschi a richiedere la creazione di una simile istituzione prima di qualsiasi iniziativa che muova nella direzione di una maggiore integrazione del sistema bancario europeo, per esempio con fondi comuni di garanzia.
Alla fine di giugno, infatti, i leader europei hanno trovato l'accordo sull'istituzione di un unico organismo di supervisione come precondizione per l'iniezione diretta dei fondi di salvataggio nelle banche, senza passare attraverso il governo nazionale. Berlino propende per un mantenimento del controllo dell'Istituto centrale solo sui 25 maggiori istituti di credito del continente, mentre il presidente francese, François Hollande, supporta la supervisione di tutte le banche.
"Non vedo la necessità", ha detto Michael Meister, numero due del gruppo parlamentare del partito Cdu di Angela Merkel all'edizione online del quotidiano tedesco Handelsblatt, "di sottoporsi a un controllo europeo delle banche che non hanno una dimensione critica per la stabilità del sistema finanziario europeo, o le attività internazionali".
E' altrettanto chiaro, come ha sottolineato oggi il portavoce della Commissione Ue, che l'Eba "dovrà mantenere un ruolo chiave in termini di unità e coerenza del mercato unico". Il grado di vigilanza europea quotidiana "può variare da banca a banca, ma la crisi ha mostrato come sia difficile definire un istituto con problemi sistemici o potenziali prima del tempo".