L'Italia è in difficoltà soprattutto a causa del fenomeno dell'evasione fiscale (in primi 6 mesi 2012 +14% secondo Contribuenti.it) e il premier Mario Monti non usa mezzi termini nel definire la lotta all'evasione nel nostro Paese come uno "stato di guerra". Di fronte a questi presupposti, per il presidente del Consiglio è giustificato l'uso di "strumenti forti".
"La notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei confronti dell'Italia quei Paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria", ha spiegato Monti, in un'intervista a un settimanale, citando i Paesi del Nord Europa.
Questi "dicono: l'Italia è un Paese molto ricco, però lo Stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tasse". Insomma, l'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del nostro Paese all'estero. Ci vuole, quindi, un'azione decisa.
"Io stesso, fino a poche settimane fa, quando sono stato anche ministro dell'Economia e delle Finanze e quindi responsabile dell'Agenzia dell'entrate e responsabile politico della Guardia di Finanza, ho sempre incoraggiato fortemente le persone che vi lavorano a fare una dura lotta all'evasione", ha ricordato il Professore.
La seria lotta all'evasione può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini. Una presa di posizione forte, quella di Monti, che però viene subito messa in discussione dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
''Fino ad oggi il governo Monti ha dichiarato guerra ai lavoratori, alle fasce sociali più deboli della popolazione, al ceto medio e alle imprese che investono in Italia: categorie massacrate da provvedimenti iniqui e inadeguati a rilanciare la crescita e l'economia del Paese", ha scritto su Facebook Di Pietro.
"Il presidente del Consiglio si impegni a contrastare realmente corruttori ed evasori, faccia davvero la guerra ai ladri di Stato, con i fatti e non con le parole'', ha aggiunto, ricordando che in Italia imperano evasione e corruzione: due piaghe che costano agli italiani 180 miliardi di euro ogni anno.
Il governo finora non ha fatto nulla per estirpare questi due mali che gravano sulle casse dello Stato. Anzi, l'Idv ha presentato da tempo provvedimenti che mirano a contrastare davvero l'evasione, ma le proposte giacciono nei cassetti delle commissioni parlamentari. "Sono state puntualmente ignorate. Ad esempio, ancora siamo in attesa dell'accordo con la Svizzera per i capitali illegalmente esportati", ha concluso il leader dell'Italia dei Valori.
La soluzione per il senatore Raffaele Lauro del Pdl, componente della commissione Finanze, è adottare l'unica misura veramente dissuasiva da applicare ai grandi evasori fiscali: il sequestro e la confisca del beni. Come ai mafiosi. Mentre pubblicare su un sito le foto di chi non ha pagato le tasse, come hanno deciso di fare in Inghilterra, è un'azione per il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, da "lasciare ad altri tempi, ad altri momenti storici".