La Spagna non ha per il momento avanzato alcuna formale richiesta alla Ue per l'attivazione di un programma straordinario a sostegno del proprio sistema bancario. "La Commissione può confermare che ad oggi non ha ricevuto alcuna richiesta di attivare tale programma straordinario di aiuti", ha detto il portavoce della Commissione Ue, Olivier Bailly, smentendo le voci che si erano diffuse a Madrid sulla possibilità di un anticipo dell'erogazione di fondi per Bankia e altre banche spagnole nazionalizzate.
Stamani il quotidiano iberico El Pais, citando fonti del Ministero delle Finanze, ha scritto che probabilmente le banche spagnole riceveranno una prima tranche da 30 miliardi di euro degli aiuti dell'Unione europea nei prossimi giorni. Oltre a Bankia (+12,66% a 1,148 euro ora a Madrid), che complessivamente ha chiesto 23,5 miliardi di aiuti allo Stato spagnolo, l'intervento accelerato potrebbe coinvolgere CatalunyaCaixa, Novagalicia e Banco de Valencia, anche queste nazionalizzate a seguito degli aiuti ricevuti.
Ma secondo il calendario previsto dal memorandum d'intesa siglato con Bruxelles, la Commissione deve concludere l'analisi sul piano di ristrutturazione per ottobre. In base alla procedura d'urgenza prevista, è possibile utilizzare la prima tranche da 30 miliardi di euro prima della decisione sul piano di ristrutturazione, quindi prima di ottobre ma, come spiegato da Bailly, per utilizzarla serve che la Commissione riceva una richiesta giustificata e quantificata da parte della Banca di Spagna e questa richiesta deve essere approvata dalla stessa Commissione, dall'euro working group e dalla Bce.
Intanto però Standard and Poor's è pronta a tagliare il rating di 4 banche spagnole e attende i dettagli del salvataggio del settore da parte dell'Ue e i successivi effetti sulle attività degli istituti. Le banche in cambio dei fondi dovranno infatti realizzare profonde ristrutturazioni. L'agenzia ha così assegnato al Banco Popular (BB+) un credti watch negativo mantenendo quello su Bankia (BB+), Banco Financiero (B+) e Ibercaja (BBB-).
Madrid si conferma al momento la piazza peggiore in Europa. L'Ibex cede infatti l'1,72% a scivolando a 7.087 punti. Lo spread Bonos/Bund si porta a 557 punti base con un rendimento del 7% dopo l'ennesimo flop della produzione industriale iberica: a giugno è scesa del 6,3% a livello tendenziale dopo la flessione del 6,5% registrata a maggio (dato rivisto).
"Il calo proviene principalmente dal declino del consumo di beni durevoli e capitali, rispettivamente a -11,9% e -12,8% anno su anno", osservano gli economisti di Bnp Paribas. "E a giudicare poi dal sottoindice sull'output nel Pmi di luglio, sempre in contrazione a 41,6 punti, la produzione industriale della Spagna dovrebbe continuare a scendere nei prossimi mesi".