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08/08/2012 12.35 | Tutte | Indietro
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Caldissime

La crisi non risparmia la Germania, delude anche la produzione industriale

Di Francesca Gerosa

La crisi non risparmia la Germania, delude anche la produzione industriale

La crisi non risparmia la Germania. Ha deluso, seppur solo leggermente, il dato sulla produzione industriale tedesca che a giugno ha segnato un -0,9% rispetto al mese precedente secondo i dati diffusi dal ministero dell'Economia. In media gli economisti si attendevano una contrazione dello 0,8%. Il calo tendenziale è stato dello 0,3%.

In particolare, la produzione nel settore delle costruzioni è scesa, sempre nel mese di giugno, del 2% mese su mese e quella manifatturiera dell'1% mese su mese. Il Dicastero ha però rivisto al rialzo il dato della produzione industriale di maggio, portandolo a +1,7% dal +1,6% mese su mese precedentemente stimato.

Ieri già i dati sugli ordini avevano mostrato una contrazione più marcata del previsto: -1,7% sempre a giugno, indicando che l'outlook per la produzione industriale resta "al momento prudente", ha spiegato il Ministero. Anche perché il dato di oggi sul surplus commerciale tedesco a giugno, salito a 16,2 miliardi (+93,3 miliardi), ha evidenziato esportazioni in calo dell'1,5% rispetto al mese precedente a 93,2 miliardi di euro e importazioni in flessione del 2,9% a 76,1 miliardi.

''Nonostante la difficile congiuntura internazionale le esportazioni si mantengono su un buon livello e per il 2012 è attesa una crescita del 3%", ha assicurato Oliver Wieck, responsabile del settore export della confindustria tedesca Bdi,  "Per l'industria meccanica e il settore dell'alimentazione ci aspettiamo una significativa crescita delle esportazioni nel 2012. Anche per la chimica e l'elettrotecnica questo sarà un anno buono'', ha aggiunto l'esperto di Bdi.

Wieck ha ricordato come le esportazioni dalla Germania siano cresciute del 3,7% annuo nel secondo trimestre, mentre nel primo semestre l'aumento annuo è stato del 4,8%, soprattutto grazie all'aumento dell'export nei Paesi extra-europei'. Ciononostante, ha ricordato Wieck, l'Ue costituisce circa il 60% del mercato dell'export tedesco e un aggravarsi della crisi del debito potrebbe pesare sulla crescita prevista.


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