Milano e le altre piazze europee accelerano al ribasso dopo che la Bank of England ha tagliato le stime di crescita e di inflazione per il Regno Unito. Ora il Ftse Mib segna una flessione dell'1,11% a quota 14.493 punti. Peggiora il sentiment anche di Londra (-0,35%), Francoforte (-0,37%), Parigi (-0,81%) e soprattutto di Madrid (-2,24%).
Nel bollettino mensile, la Banca centrale inglese ha affermato che la crescita sarà di circa il 2% in due anni, contro il +2,67% previsto a maggio scorso. I prezzi al consumo cresceranno invece dell'1,6% contro il 2% stimato il mese scorso. ''L'outlook per la crescita del Regno Unito rimane insolitamente incerto'', si legge nel bollettino, "e la più grande minaccia alla ripresa deriva dal rischio che una risposta politica efficace non è stata implementata in modo sufficientemente tempestivo nell'area euro".
In tutte le precedenti analisi della Bank of England si dipingeva un quadro di debolezza nel breve termine seguito però da un solido rimbalzo della congiuntura economica in un orizzonte a lungo termine. Ora "la crescita del Pil nella seconda parte del periodo in osservazione sarà probabilmente inferiore alla media storica, riflettendo la possibilità che permangano più a lungo del previsto i fattori che contribuiscono al deterioramento del ciclo economico", si legge nel documento.
''I nostri sforzi per far tornare in equilibrio l'economia del Regno Unito richiederanno pazienza'', ha dichiarato il governatore della Bank of England, Mervyn King, aggiungendo che il taglio del deficit, le severe condizioni nella concessione del credito e la crisi dell'area euro stanno rendendo difficile l'emersione dell'economia del Paese dalla recessione. ''L'outlook complessivo per la crescita è più debole''.
Per Asmara Jamaleh, economista di Intesa Sanpaolo, interpellato dall'agenzia Mf DowJones, la decisione della Bank of England di rivedere le previsioni sull'inflazione nei prossimi due anni sotto il target ufficiale, apre le porte a nuovi stimoli monetari da parte della BoE in futuro. Ma "un nuovo ampliamento del programma di acquisto asset dell'istituto centrale inglese arriverà solo dopo che la BoE avrà analizzato gli effetti sull'economia inglese del Funding for lending" e quindi tra ottobre e novembre.
Lo spread Btp/Bund scende comunque a 454 punti dopo che la Germania ha collocato 3,4 miliardi di euro di Bund scadenza luglio 2022 sui 5 miliardi proposti a un rendimento dell'1,42% da 1,31% dell'asta precedente. Il dato è allineato alle indicazioni del mercato secondario e si confronta con il minimo storico dell'1,17% registrato a metà luglio.
I mercati europei, in realtà, avevano già preso una brutta piega dopo il dato sulle esportazioni e importazioni della Germania, calate a giugno, a conferma che la crisi dell'Eurozona sta interessando anche la prima economia dell'area. La bilancia commerciale tedesca ha registrato un surplus di 16,2 miliardi di euro con le esportazioni che sono scese dell'1,5% mese su mese e le importazioni del 3% mese su mese.
"Gli ultimi dati provenienti dalla bilancia commerciale della Germania segnalano un nuovo indebolimento della domanda interna della prima economia dell'Eurozona", commenta Klaus Baader, economista di Societe Generale, sottolineando che le esportazioni tedesche sono condizionate molto dal livello delle importazioni e quindi "le previsioni sul commercio estero della Germania sono piene di rischi al ribasso".
A questo punto, a detta degli economisti di Commerzbank, è facile prevedere nei prossimi mesi un nuovo calo delle esportazioni e l'economia della Germania probabilmente si contrarrà nel terzo trimestre del 2012. Finora l'economia tedesca, cresciuta dello 0,5% nel primo trimestre del 2012, ha mostrato la propria resistenza alla crisi del debito dell'Eurozona, contribuendo a mantenere il blocco della moneta unica fuori dalla recessione.
Ma i recenti dati economici hanno mostrato alcuni cedimenti come gli ordini al settore manifatturiero diminuiti a giugno dell'1,7% a livello mensile e del 5,4% su base annuale e l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese sceso per il terzo mese consecutivo a luglio.