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| Apertura positiva a Wall Street |
Come preannunciato dai future, Wall Street ha avviato la seduta in forte rialzo. Lo S&P500 ha aperto a 1.365,45 punti (+0,82%) e il Dow Jones a 12.884,82 punti (+1,07%). Ora però gli indici hanno ulteriormente esteso i guadagni complice l'ottimismo sui mercati e i confortanti dati macroeconomici dagli Stati Uniti: il Dow Jones avanza dell'1,7%, l'S&P 500 dell'1,82% e il Nasdaq dell'1,9%. Anche le borse europee hanno accelerato al rialzo, il Ftse Mib guadagna ora il 5,68%. Oltre al soddisfacente dato sui payroll, anche l'Ism servizi a luglio è salito a 52,6 dai 52,1 di giugno. Il consenso era a 52,5%.
Anche l'euro è in forte rialzo sopra 1,23 sul biglietto verde dopo il dato migliore delle attese sul mercato del lavoro Usa. Christian Lawrence, forex-strategist di Rabobank, sostiene che la lettura ha favorito il trend di propensione al rischio di oggi. "Il dato sarebbe stato negativo per il dollaro anche se fosse stato deludente", ha osservato Lawrence, ricordando che in quel caso sarebbero aumentate le aspettative di un QE3.
Bernd Weidensteiner, economista di Commerzbank, nota che il numero dei nuovi posti di lavoro creati a luglio nei settori non agricoli negli Stati Uniti ha toccato i massimi da 5 mesi. L’esito è stato migliore delle attese, ma secondo l’esperto alcune componenti mandano comunque segnali di debolezza.
Il tasso di disoccupazione, infatti, è salito all'8,3%, anche se va tenuto presente che i due indicatori si basano su indagini differenti. Inoltre la crescita solo modesta dei salari non segnala una grossa accelerazione dei consumi privati, come sperato, ha spiegato l'economista.
Complessivamente, l'esito non è abbastanza debole da giustificare il QE3, ma non è nemmeno sufficientemente forte da toglierlo dal tavolo, quindi bisognerà aspettare agosto per confermare il trend di normalizzazione, ha concluso Weidensteiner.
Nomura ritiene che il report di luglio sul mercato del lavoro Usa non cambierà la posizione della Federal Reserve sull'allentamento monetario. Nonostante l'esito sia stato migliore di giugno, la crescita dell'occupazione è ancora debole. Nomura, infatti, ha precisato che gli indicatori sono contrastanti.
Ma da qui a escludere ulteriori allentamenti monetari da parte della Fed per Unicredit è prematuro. I dati di oggi infatti confermano che la seconda metà dell'anno sarà migliore della prima per gli Stati Uniti, ma il tasso di disoccupazione rimane una fonte di preoccupazione, soprattutto considerando che sarebbe cresciuto all'8,4% se il tasso di partecipazione non fosse sceso al 63,7% dal 63,8%.