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Caldissime

Banche in spolvero, il Core Tier 1 Intesa sale al 10,7%

Di Francesca Gerosa

Borse miste dopo Draghi

Banche tutte in spolvero a Piazza Affari. Mentre lo spread Btp/Bund si riduce ulteriormente a 484 punti base, i due big, Unicredit e Intesa Sanpaolo, accelerano al rialzo, segnando rispettivamente un +5,67% a 2,72 euro e un +6,29% a 0,99 euro, mentre gli operatori sono sempre più convinti che le parole di ieri del presidente della Bce, Mario Draghi, siano la migliore risposta che poteva dare visti i limiti che fronteggiava sia all'interno (a causa dei timori della Bundesbank) sia all'esterno (vista la difficoltà degli Stati nel trasferire la sovranità in materia fiscale).

"La Bce fornirà una risposta decisa al momento giusto", sostengono gli esperti di Credit Agricole. Oltre a interventi più efficaci dell'Smp, le nuove misure "potrebbero includere ulteriore supporto di liquidità per le banche e, forse, acquisti di debito privato".

Invece negli obiettivi della Commissione europea a gennaio 2013, come affermato da Michel Barnier, commissario europeo al mercato interno, ci sarà un supervisore integrato unico per le banche  a livello della zona euro, "un compito che vogliamo affidare alla Bce'', ha specificato Barnier.

Questa proposta sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo a inizio settembre e "spero che possa essere adottata con procedura d'urgenza prima della fine dell'anno''. Comunque, a far schizzare ancora di più Intesa Sanpaolo in borsa, sono i conti del primo semestre che hanno visto sì un utile netto a 1,274 miliardi di euro, in flessione del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2011, ma un miglioramento del risultato di gestione a quasi 4,5 miliardi (+7,4%) e un ulteriore rafforzamento dei coefficienti patrimoniali.

Al 30 giugno il Core Tier 1 ratio è salito al 10,7% (10,1% a fine 2011) e il coefficiente Eba proforma al 10,1% rispetto al 9,2% dell'analisi Eba sui dati di settembre 2011 e al requisito minimo del 9%, livello top tra le maggiori banche europee. Più marcata (-36,6%) la contrazione dell'utile di Intesa nel secondo trimestre a 470 milioni, ma il consenso degli analisti si aspettava un dato decisamente più basso a 271 milioni di euro.

Sono risultati in crescita i ricavi semestrali: +2,6% a 8,94 miliardi. Mentre nel singolo secondo trimestre il dato è in flessione del 14,2% a 4,12 miliardi. Tuttavia anche in questo caso ha superato le attese del consenso a 3,986 miliardi.  ''Un bilancio estremamente solido'', ha commentato il ceo, Enrico Cucchiani, secondo il quale i coefficienti patrimoniali sono ben al di sopra dei parametri richiesti dai regolatori europei.

E collocano la banca "al top della graduatoria dell'Eurozona; la liquidità è elevata e supera i coefficienti richiesti da Basilea 3 previsti per il 2018 (nel primo semestre le attività liquide sono state pari a 111 miliardi, ndr); gli accantonamenti a fronte dei crediti sono assai robusti e riflettono criteri di grande rigore e prudenza".

L'istituto ha riportato un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati in crescita al 45,2%, dal 44,6% del primo semestre 2011. E' stata inoltre accantonata una robusta riserva sui crediti in bonis, pari a 2,647 miliardi, corrispondente a 80 centesimi di punto di buffer prudenziale rispetto ai 70 della prima metà dell'anno scorso. La politica di accantonamenti prudenziale è dimostrata dal tasso di recupero delle posizioni in sofferenza chiuse, pari mediamente al 146% del loro valore netto di carico nel periodo 2009-primo semestre 2012.

Alla luce del positivo andamento dei ricavi del primo semestre, il management ritiene che, con il proseguimento dell'azione di contenimento dei costi e con il costante monitoraggio della qualità del credito, nell'esercizio in corso potrà registrare una sostanziale stabilità della redditività operativa al netto delle componenti non ricorrenti del 2011.

Stamani, prima dell'uscita dei conti,  Equita ha confermato il rating buy e il target price a 1,4 euro su Intesa Sanpaolo, Banca Akros accumulate e un prezzo obiettivo a 1,30 euro, Intermonte outperform e un target a 1,35 euro, confidando in conti sostenuti per l'istituto e pur consapevoli che un re-rating delle banche italiane dipenderà da un affievolimento della crisi del debito sovrano piuttosto che da un miglioramento dei fondamentali delle singole banche.

A fine giugno il portafoglio titoli di proprietà di Intesa Sanpaolo includeva titoli governativi greci per 10 milioni di euro, irlandesi per 181 milioni e portoghesi per 15 milioni. Intesa Sanpaolo ha un'esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 12 milioni.


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