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03/08/2012 11.55 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Campari, grazie alle Americhe i ricavi crescono oltre 600 milioni

Di Francesca Gerosa

<a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=CAMPARI">Campari</a>, grazie alle Americhe i ricavi crescono oltre 600 milioni

Campari chiude il semestre con risultati positivi grazie alle Americhe, pressoché in linea con le aspettative e il titolo si porta sui massimi di seduta in borsa. L'azione sale del 2,81% a 5,665 euro, testando il top intraday a quota 5,675 euro, dopo che la società ha reso noto che nella prima parte dell'anno ricavi sono cresciuti del 5% a 618,3 milioni (619 milioni le attese del consenso) e l'utile netto del 3,5% a 77,9 milioni (78,8 milioni il consenso).

Il contributo maggiore è arrivato dalle vendite nell'area Americhe, pari al 33,7% delle vendite totali, che hanno registrato una crescita complessiva del +9,6%; solo quelle sul mercato Usa, pari al 21,7% del totale, hanno registrato una crescita organica del +13,2%, trainata dalle franchise Wild Turkey e SKYY e da Carolans, Espolòn, Cabo Wabo e Campari.

In Brasile, invece, le vendite (pari al 6,1% del totale) hanno registrato una performance organica negativa del -14,2%. Le vendite nel resto delle Americhe (pari al 5,8% del totale) hanno registrato una crescita organica del +17,6%, guidata da Canada (grazie a SKYY Vodka e Campari) e Messico e Argentina.

Decisamente più modeste le vendite sul mercato italiano (34,4% del totale) che hanno registrato un incremento del +1,4%. La crescita in questo mercato, impattato dal progressivo deterioramento del clima di fiducia, è stata trainata dall'andamento positivo di Aperol, Campari e Skyy Vodka, che beneficia dell'introduzione sul mercato della gamma flavoured, che hanno più che compensato le performance più deboli di GlenGrant, Cynar, del segmento still wine e Crodino.

Negative poi le vendite nel resto d'Europa (22,2% del totale) che hanno segnato un calo del -2,1%. In crescita anche l'ebitda a 159,3 mln (+4,8%) e l'ebit a 143,8 milioni (+5%) del gruppo con un indebitamento finanziario netto in aumento a 655,7 milioni (636,6 milioni al 31 dicembre 2011).

Per il secondo semestre, ha spiegato il Ceo, Bob Kunze-Concewitz, ''non ci attendiamo alcun miglioramento dello scenario economico nei mercati più critici, le nostre previsioni rimangono orientate a un cauto ottimismo in un contesto bilanciato in termini di rischi e opportunità''.

In particolare, prevede l'ad, le performance in Italia e Sud America saranno compensate dal buon andamento delle regioni più dinamiche, quali il Nord America e l'Asia-Pacifico, unitamente a un ritorno a normali condizioni di trading in Russia e a una lenta ma graduale risoluzione della disputa commerciale in Germania.

Prima dell'uscita dei conti questa mattina Equita ha confermato il rating hold e il target price a 5,7 euro sul titolo Campari. Lo stesso rating che hanno Banca Akros (target price a 5,60 euro) e Intermonte (target a 5,50 euro), mentre Deutsche Bank consiglia l'acquisto (buy) dell'azione con un prezzo obiettivo a 6 euro.

"I risultati supportano le nostre stime che assumono un'accelerazione della crescita nel corso dell'anno. Continuiamo a valutare positivamente l'equity story pur ritenendo che agli attuali multipli il reale upside sul titolo possa derivare da ulteriori acquisizioni nel segmento degli spirits" che rappresentano il 78,9% del totale delle vendite e nel primo semestre hanno registrato una variazione del +6,1%, sostiene un analista di una sim milanese.

Ai prezzi attuali Campari tratta in borsa a circa 11,6 volte il rapporto enterprise value/ebitda 2012, mostrando uno sconto implicito del 22% rispetto al settore (Diageo tratta a 14,9 volte l'ev/ebitda 2012, Pernod Ricard a 13,8 volte e Remy Cointreau a 16 volte).


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