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| Partenza positiva a Piazza Affari |
In ritardo rispetto ai mercati (+1,18% a 13.439 punti il Ftse Mib di Piazza Affari), anche lo spread Btp/Bund ora reagisce e ritraccia sotto quota 500 punti base a 498 punti. In sci al buon andamento della borsa di Madrid (+0,75% l'Ibex), anche il differenziale tra titoli spagnoli e tedeschi scende a 60o punti.
Il mercato comincia a prendere coscienza che la decisione dei Paesi core di sostenere il piano del presidente della Bce, Mario Draghi, per ridurre i rendimenti di Spagna e Italia e il conseguente isolamento della Bundesbank è importante. Gli analisti di Morgan Stanley sottolineano che "la Banca centrale tedesca potrebbe anche pretendere di avere uno status speciale, ma alla resa dei conti, rappresenta un voto su 23 del consiglio".
La decisione di imporre la condizionalità (memorandum di intesa) per ottenere gli aiuti della Bce è stato il prezzo da pagare per ottenere il consenso degli altri Paesi core sulla monetizzazione del debito sovrano dell'Eurozona. E’ vero la Banca centrale europea non ha fornito il bazooka che le dichiarazioni di Draghi avevano portato ad anticipare e quindi la reazione del mercato di ieri non deve sorprendere più di tanto.
"Pensiamo che le decisioni della Bce siano neutrali e potrebbero essere più positive nel tempo", indicano gli analisti del Credit Suisse. Dopo tutto, la Bce ha fissato un programma per intervenire sui mercati con l’acquisto di bond. Questo è positivo. La mancanza di dettagli e la necessità di ottenere il consenso dei politici apre però ad alcuni rischi di implementazione nelle prossime settimane".
Gli esperti del Credit Suisse mettono sulla bilancia gli aspetti positivi e negativi dell’intervento di ieri di Draghi. Sul fronte positivo, l’istituto centrale si è detto pronto a intervenire sul mercato secondario sulle scadenze a breve per eliminare il premio al rischio legato alla paura di un breakup dell’euro. La dimensione di questa mossa, come ha sottolineato lo stesso Draghi, dovrebbe essere sufficiente per raggiungere questo obiettivo.
Le preoccupazioni sulle garanzie saranno affrontate e questo suggerisce che le condizioni verranno effettuate di pari passo con gli acquisti di bond che la Bce intende intraprendere. Mentre per quanto riguarda il coinvolgimento dei fondi salva Stati Efsf/Esm nell’acquisto di bond, la Bce ha assicurato esplicitamente la sorveglianza degli Stati membri garantendo che i politici continueranno a fare sforzi per mettere i conti in ordine. In ultimo, ma forse è il punto positivo più importante, la Bundesbank è stata messa in minoranza e non ha fermato la Bce.
Invece, dal punto di vista negativo, osservano gli analisti del Credit Suisse, l’accesso dell’Esm alla Bce è stato negato più vigorosamente di quanto previsto. In secondo luogo, l’intervento della Bce sui mercati non è imminente ed è condizionale. In più il coinvolgimento dell’Efsf/Esm impone che i Paesi periferici chiedano linee di credito, che a sua volta significa accettare un memorandum of understanding (MoU). "E come abbiamo imparato, questi processi in Europa tendono sempre a richiedere un po’ di tempo", ricordano gli analisti della banca elvetica.
Infine, l’intervento sarà limitato al breve termine. "Crediamo che ci sia spazio per un rialzo con la Bce che si sta preparando a intervenire sui mercati", prevedono alla banca. "Ma i mercati potrebbero anche attendere che l'intervento sia imminente o in fase di implementazione prima di rispondere. E comunque "queste politiche non bastano per affrontare la profonda recessione dell'area euro".