A freddo i mercati ragionano meglio e cercano di riprendersi dal flop della vigilia. Dopo che ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, ha previsto la possibilità in futuro di interventi sul mercato secondario dei bond, di portata adeguata e con comitati ad hoc che analizzeranno le varie opzioni, oltre a garanzie collaterali, maxi prestiti (Ltro) e operazioni che potrebbero essere decise tra qualche settimana, il Ftse Mib a Piazza Affari prova a reagire (+0,87% a 13.397 punti).
Non lo spread Btp/Bund. Tornato ieri a vedere un inquietante 500 punti base (chiusura a 506), rimangiandosi tutta una settimana di rialzi, iniziati lo scorso 26 luglio quando Draghi da Londra aveva dato un forte segnale di voler difendere l'euro e sostenere i Paesi in difficoltà, sale ancora stamani a 520 punti base (Bonos/Bund a 606 punti con un rendimento del 7,32%). Tiene invece la parte a breve, visto che le azioni della Bce saranno orientate su questo segmento delle scadenze.
"C'è un margine significativo di rally per la parte a breve delle curve dei Paesi periferici, visti i livelli dei rendimenti e i commenti del presidente della Bce Draghi", sostiene Robert Crossley, fixed-income strategist di Citi. "Con i rendimenti sui titoli a breve fermati dall'esplicita menzione della restrizione dell'intervento in base alle scadenze, e le vendite su questi bond come minimo pericolose, la tendenza sarà per curve più ripide", commenta Crossley.
"Le parole di Draghi di ieri non rappresentano propriamente una decisione, ma una linea guida per i comitati che dovranno scegliere. Il direttivo con decisione praticamente unanime, uno solo contrario, ha voluto specificare più volte Draghi, potrà intraprendere azioni nell’ambito del mandato, cioè stabilizzare i prezzi nel medio periodo, ma solo se le condizioni si verificheranno, sul mercato secondario", osserva un operatore. "La Bce non si può sostituire agli Stati che dovranno essere in primo piano nell’azione di ristrutturazione e solo allora la Bce potrà agire come supporto".
Ma ieri il premier Monti, che ha incontrato il collega spagnolo Rajoy, ha ribadito di escludere per ora di chiedere l'attivazione del meccanismo europeo per moderare lo spread. Proprio mentre si scopre che S&P nutre un "pregiudizio negativo" nei confronti dell'Italia. A sostenerlo è il responsabile del debito pubblico Maria Cannata, a quanto si legge nel verbale dell'interrogatorio col pm di Trani, Michele Ruggiero, che indaga sulle agenzie di rating citato oggi da MF.
"Alzano sempre l'asticella o spostano l'obiettivo", afferma la Cannata in relazione alle risposte di S&P di fronte alle misure di risanamento prese dal governo italiano. "Sì, però la crescita, sì, però il taglio delle spese, sì ma il deficit" mette a verbale la Cannata. Cosa aspettarci ora?
"Un agosto potenzialmente caldissimo dal punto di vista dei movimenti, dato che nessuno è stato in grado di prendere posizioni né la Fed, né la Bce per cercare di arginare questa crisi, come se di tempo ce ne fosse tanto", prevede un economista secondo il quale le politiche di wait and see non funzionano più.
"Oggi sarà il turno dei non farm payrolls e le attese non sono certo delle più rosee: 100mila nuove buste paga contro le precedenti 80mila, numeri che non sono sufficienti a ridare slancio alla ripresa e che, a meno di sorprese positive, potrebbero far continuare le vendite viste ieri", avverte l'economista. Intanto il Fondo Monetario Internazionale sollecita "un cambiamento della politica del gioco" nell'eurozona per fermare l'espansione della crisi dei debiti sovrani.
L'anticipazione di un documento del Fmi che analizza come le politiche delle cosiddette cinque economie sistemiche (Stati Uniti, Cina, eurozona, Giappone e Gran Bretagna) si influenzino l'una con l'altra e con il resto del mondo afferma che la crisi nell'eurozona finora è la preoccupazione più allarmante per i governanti. Ma "nonostante i progressi di fronte alle difficoltà, l'impressione è che non si sia fatto abbastanza per fermare l'ampliamento dello stress e per attenuare le conseguenze del circolo conti-crescita-settore bancario".