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02/08/2012 16.00 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Aumento spread pesa su banche italiane, reazione eccessiva

Di Francesca Gerosa

Aumento spread pesa su banche italiane, reazione eccessiva

Il Ftse Mib è trascinato al ribasso (-3,07% a 13.500 punti) dalle banche, a sua volta condizionate dallo spread, tornato a 499 punti base, sui massimi di giornata, dopo che l'intervento di Draghi ha deluso i mercati. Il rendimento dei Bonos è invece tornato sopra la soglia d'allarme del 7% (al 7,05%), con lo spread a 576 punti.

"Se l'Italia avesse bisogno di un sostegno comunitario, come un ricorso ai fondi salva-Stati Efsf ed Esm, per alleviare le tensioni sullo spread dovrebbe farne domanda esplicita come tutti gli altri paesi", ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, in merito alla richiesta di uno scudo anti-spread da parte del presidente del Consiglio, Mario Monti.

Tra le misure straordinarie che la Bce potrebbe assumere per calmare i mercati ci sono nuovi maxi prestiti alle banche e un ampliamento della gamma di titoli collaterali che accetta come garanzia dalle banche per fornire loro i rifinanziamenti. Ma dalle parole di Draghi è apparso chiaro ancora una volta che è la Germania a dettare le regole.

"La conferenza stampa di Draghi sembrava fosse dettata dal ministero dell'economia tedesca", ha commentato Jean Ergas, strategic advisor di www.gcgroupcapital.com. "I mercati si attendevano un acquisto dei bond senza condizioni e questo non è accaduto".

Da Draghi, in realtà, il mercato si attendeva tutto subito, mentre Draghi ha lasciato aperte le aspettative. "La mia valutazione non è così negativa come il mercato sta valutando". Per Mario Spreafico, responsabile gestioni Schroeders Italia, "la reazione così violenta dei mercati non è giustificabile. Draghi ha lasciato aperte le porte ed io credo che gli acquisti di bond potrebbero cominciare anche prima di quanto dichiarato".

Anche per  un altro operatore una reazione come quella di oggi non è giustificabile da un punto di vista logico. "C'è una buona componente speculativa. Draghi non ha detto nulla di clamoroso, nulla che riduca la portata delle sue dichiarazioni della settimana scorsa. E' vero che ha preso tempo, ma aspettarsi che già oggi sarebbe arrivato il big bazooka era veramente eccessivo", ha affermato all'agenzia Mf-DowJones.

E' vero Draghi non ha preso nessuna decisione immediata, "ha rimandato", ha sottolineato anche Peter Cardillo, capo economista di Rockwell Global Capital. "E' stato ribadito che è allo studio l'acquisto di bond ma Draghi ha anche ricordato più volte che la Bce deve rimanere all'interno del suo mandato e ciò significa che dovrà convincere la Germania" per mettere in atto questa mossa. Mentre sulla licenza bancaria "ha rimesso la palla nelle mani dei governi".

Lo spread che si sta riportando a 500 punti base rende però nervose le banche italiane e si registrano alcune sospensioni a Piazza Affari per eccesso di ribasso: Unicredit cede il 3,89% a 2,67 euro, Mps il 6% a 0,17 euro, Bpm il 7,4% a 0,33 euro, Ubi Banca il 6,94% a 2,20 euro, Mediobanca il 6,38% a 2,61 euro e Intesa Sanpaolo il 5,64% a 0,97 euro.

Banca Imi, banca d'investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 401 milioni di euro, in crescita del 37,5% rispetto a un anno prima. Il margine di intermediazione si è attestato a 860 milioni con una crescita del 40,3%, mentre il risultato della gestione operativa è stato pari a 683 milioni (+51,3%). Sul fronte patrimoniale il Core Tier 1 è al 14,1%.


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