|
Novita' online
Novita' in edicola
Trading
Advertiser Links
|
Caldissime
Grilli, risposte Ue non ancora soddisfacenti
Di Ilaria Ammendola
Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un'audizione presso la Commissione Bilancio, Politiche Ue ed Esteri della Camera, riferendosi alle iniziative dell'Unione Europea per affrontare la crisi dell'Eurozona ha dichiarato che, come mostrano chiaramente le perduranti instabilità dei mercati, le risposte fornite non sono ancora pienamente soddisfacenti. 1 Commento
Inviato il:
18/07/2012 18.25
Da: s.cannavale Non appare sensato aspettare il "completamento della costruzione europea". Sarebbe opportuno deciderei da subito in Italia un’imposta patrimoniale del 5%, escludendo dal calcolo di base il valore della prima casa. Con il ricavato di circa 350 miliardi di euro - su un patrimonio privato di 8.500 miliardi di euro – si abbatterebbe il debito pubblico italiano da 1.966 a circa 1.600 miliardi di euro, con la possibilità di diradare le aste di BOT e BTP. A quel punto, con i tassi sui BTP decennali italiani al 2%, al posto dell’attuale 6,5%, il nostro Paese potrebbe giocarsela tutta,avviando le possibili riforme e le necessarie riduzioni di spesa (spending review). Moody’s, di fronte ad una manovra di questo spessore, dovrebbe rivedere e rivalutare il giudizio sull’affidabilità finanziaria dell’Italia. L’Italia potrebbe fare concorrenza alla Svizzera in quanto ad affidabilità e capacità di attrazione di capitali stranieri. Sarebbe concreta la possibilità di rientro di capitali nazionali temporaneamente sistemati all’estero. Si creerebbero le condizioni favorevoli per fare nuovi investimenti nel nostro Paese, offrendo uno sbocco ai giovani preparati in cerca di opportunità di lavoro. Ritornando all’ipotesi di imposta patrimoniale, occorre sottolineare che gli interessi pagati sul nostro debito pubblico finiscono per buona metà all’estero. Annualmente paghiamo agli investitori situati fuori dal nostro Paese più di 45 miliardi di euro (circa 50% del totale sborsato dal Tesoro). Questo è senz’altro il più grande, insopportabile spreco di risorse in Italia. I mercati, valutando la positività dell’imposta patrimoniale, applaudirebbero, la borsa con le sue quotazioni da saldo risponderebbe con aumenti del 50% e più, i BTP a lunga scadenza si apprezzerebbero, i tassi d’interesse sulle nuove emissioni dititoli pubblici si adeguerebbero, come già accennato sopra, a livelli minimi. Da qui il più grande risparmio di costi. Il resto verrebbe da sè. L’intervento andrebbe spiegato con pacatezza ai destinatari interessati, sottolineando il carattere non punitivo del provvedimento, anzi riconoscendo ai possessori di grandi patrimoni il merito storico di poter salvare il Paese. Gli stessi avrebbero la concreta possibilità di recuperare l’esborso con lauto guadagno aggiuntivo sul patrimonio disponibile a seguito dei rialzi dei mercati e del miglior andamento dell’economia attualmente penalizzata da ridimensionamenti di consumi e posti di lavoro. Il rialzo delle quotazioni di borsa contribuirebbe, tra l’altro, a difendere il patrimonio aziendale nazionale che, alle attuali valutazioni di mercato, potrebbe essere assorbito da investitori internazionali e fondi sovrani velocemente ed a prezzi di saldo. Resta ovviamente ferma l’utilità di capitali stranieri in entrata, nuovamente fiduciosi dell’affidabilità del sistema Italia. In contemporanea si dovrebbe “semplicemente replicare ed applicare" tra Italia e Svizzera l’accordo stipulato il 13 aprile 2012 tra il Governo austriaco e quello svizzero. Detta intesa, sottoscritta tra le rispettive Ministre delle Finanze Maria Fekter ed Eveline Widmer-Schlumpf, prevede un prelievo sui capitali austriaci parcheggiati in Svizzera ad una tassazione media del 25%. A questo introito “una tantum” a sistemazione del passato, vanno aggiunti per gli anni a venire i prelievi annuali alla fonte del 25% sugli interessi maturati. La replica puntuale di questo accordo tra Italia e Svizzera, così come hanno fatto in precedenza e con modalità particolari, Francia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, frutterebbe all’Italia un incasso particolarmente corposo, tenuto conto che in Svizzera risultano parcheggiati circa 150 miliardi di euro di "solerti risparmiatori” italiani. Con l’accordo tra Italia e Svizzera sulla falsariga di quello austriaco dello scorso aprile e con l’imposta patrimoniale al 5% il nostro Paese, liberato dalla morsa di finanziatori famelici e distruttivi, avvierebbe un percorso virtuoso e creativo e farebbe da volano ad un’Europa di grandi potenzialità ma pericolosamente bloccata per divergenze di “governance” e per mancanza o limitata visione d’assieme. Sàntolo Cannavale
|
Le News piu' lette
Le News piu' commentate
Le News piu' votate
Argomenti
|