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Universiadi, campionato monopolizzato dagli stranieri
Di Giuseppe Di Vittorio
Nelle prime cinque posizioni della classifica delle Universadi, il campionato di trading riservato agli studenti universitari organizzato da Directa, figurano tutti atenei stranieri. E nei primi quattro mesi di gara le performance sono inoltre molto più importanti di quanto visto negli anni passati. Prima è l’Università di Lille con l’88,54%, davanti alla Iae Eiffel di Parigi con l’87,96% e alle tedesche Augusburg (81,40%) e Heildelberg (48,57%), rispettivamente al 3° e 5° posto intervallate dalla spagnola Catalunya (69,73%). La prima delle italiane è sesta ed è la facoltà di Giurisprudenza di Bergamo con il 36,11%. A cosa di deve il predominio cosi marcato degli atenei esteri?. “All’estero c’è una cultura del trading in derivati molto più diffusa”, hanno spiegato molti dei capi squadra italiani in gara. "La tendenza che si era già manifestata negli anni passati è esplosa quest’anno con l’aumento della volatilità non solo sull’azionario, ma anche sulle valute e le materie prime e il risultato sono queste performance lievitate". Ma le differenza non finiscono qui: ci sarebbero infatti anche delle distanze in termini di approccio. Nelle università tricolore si tende più a emulare l’attività dei gestori che quella dei trader: ha molto più peso l’analisi fondamentale, rispetto a quella tecnica e prevalgono le scelte di portafoglio rispetto al posizionamento sui singoli derivati. Gli italiani però promettono: “a fine campionato, se le distanze rimarranno queste, giocheremo anche noi la carta derivati”. La competizione è ancora lunga. (riproduzione riservata)
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